La top ten delle scarpe britanniche

Il mondo è bello perchè è vario, ognuno si veste come gli pare, cosa guardi la pagliuzza nell’occhio altrui e non vedi il trave nel tuo. Tutte queste cose potreste dirmi se sapeste che sto per parlare di scarpe. 

Tacco 15

Viviamo in un’epoca in cui, se non possiedi almeno un tacco 15 e se per fare la spesa non indossi quanto meno un décolleté da 10, se non affondi nella sabbia della spiaggia a bordo di zatteroni da 12 centimetri e se non ancheggi sul molo in equilibrio precario su sandali vertiginosi, vuol dire che non hai diritto a parlare di scarpe ed io questo diritto non lo dovrei avere. Lo ho perso l’ultima volta che ho indossato un paio di scarpe con il tacco, che dovrebbe risalire, se ben ricordo, a quando mi sono fratturata un malleolo.

Ballerine

Da allora sono scesa sempre più in basso, tacchicamente parlando, fino ad arrivare rasoterra e, oggi, senza ballerine non potrei vivere. Lo so: un affronto alla femminilità, un’offesa al concetto stesso di donna. So tutto e lo ho premesso, non dovrei avere il diritto di parlare delle scarpe. Ma qui, nella Terra dell’Incredibile, dove tutto è possibile, tra scarpe e calze, i britannici arrivano a punte di grandezza che nemmeno un tedesco con le Birkenstock e le calze può sperare di emulare ed anche una come me riacquista il diritto di esprimersi.

Top ten

Quindi, signore e signori, mettetevi comodi: ecco a voi la classifica dei dieci migliori abbinamenti scarpa-calza, faticosamente selezionati da una giuria di inesperti composta da me. 

Decimo posto

Calze a riquadri colorati su scarpe stringate e completo giacca e cravatta: lui avrà pensato che un tocco di colore sul vestito blu ci stava bene e quelle calze erano la morte sua, in tutti i sensi.

Nono posto

Un ex equo tra le innumerevoli scarpe pseudo-eleganti con calzino alla caviglia, così se accavalli una gamba scopri lo stinco bianco e peloso che qui deve fare tanto sexy, se no non si spiega. Ai britannici, sia che indossino i jeans o un abito, la calza piace così,  corta.

Ottavo posto

Un altro ex equo: scarpe a barca per lui, larghe tra i trenta e quaranta centimetri e, possibilmente, color biscotto poco cotto, così che non passino inosservate. E scarpe con arricciatura lungo la tomaia per lei, informali ma con quel tocco in più che le trasforma da un potenziale ed innocuo mocassino ad una cosa che le guardi e ti domandi cosa sia.

Settimo posto

Le eccezionali scarpe da uomo a punta (vedi immagine di copertina): classiche scarpe stringate, come le Church, alle quali il genio britannico ha letteralmente appuntito la punta, tipo che la puoi comodamente infilare in un angolo acuto. Perchè? mi domando quando li vedo, perchè? Avete i piedi diversi dagli altri uomini o vi piace proprio stare scomodi?

Sesta posizione

Al sesto posto, troviamo il sandalo-non sandalo: calzatura in cuoio o simil tale, con la tomaia a strisce che lascia aperte sottili fessure. Puoi indossarlo in una tiepida giornata tardo primaverile ma, con un paio di calze, farà bella mostra di sè anche in inverno, come ci mostra il modello affianco.

E adesso saliamo ai posti caldi della classifica.

Quinto posto

Stivaletto pajettato oro con tacco nero, comodo per fare la spesa ma anche per una serata anni 70 in discoteca, utile per girare la notte in strade buie senza timore di essere investiti.

Quarto posto

Al quarto posto, un classico: scarpa nera modello bambolina zoppa, con occhiello sul collo del piede e calzino bianco corto, chè era proprio un peccato non farlo vedere.

Podio

Al terzo posto, sandalo estivo da uomo: quattro deliziose fascette nere, di larghezza decrescente, avvolgono il collo del piede lasciando le dita scoperte ed il tallone aperto. Da indossare, preferibilmente, senza calze. Una chiccheria che farebbe invidia ad un tedesco.

Ed in cima alla classifica, anche nel rispetto della diversità di genere, una donna ed un uomo:

Al secondo posto Lei

Calza di spesso cotone nero lunga fin sopra il ginocchio abbinata a scarpe da ginnastica fiorate con tacco alto, che sfina.

The winner

E al primo posto, signore e signori, Lui, The Winner: scarpa marrone sbiadita, stringata ed in fase di disfacimento, calzino regolamentare britannico alla caviglia, sui toni bordeaux con fascia elastica nera che fa pendant con i pantaloncini neri da palestra. Della Nike, chè il brand è importante. Vedere per credere. Praticamente un uomo diviso in due e pronto per qualsiasi evenienza, una competizione sportiva o un incontro di lavoro. Secondo me tocca applaudire, io lo sto facendo mentre scrivo.

Bene, dopo tutto questo sarà chiaro perchè io, qui, con le mie ballerine, sto iniziando a sentirmi una strafiga.

n.d.a.

I britannici usano scarpe incredibili ma anche gli italiani possono fare grandi cose. A riprova, è giusto sappiate che una delle meravigliose calzature della top ten non appartiene ad un britannico ma al mio, italianissimo, cugino che, in un attimo di follia, le aveva ritenute una scelta originale ma accettabile; salvo poi doversene disfare con una certa sollecitudine perchè anche la più tollerante delle fidanzate, come la sua, le aveva trovate terrificanti. D’altra parte non è tutta colpa sua: siamo cugini e alla genetica non si comanda.

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