La Top 10 dei più bei gol su azione della storia del calcio

Continuano a fiorire, sui social e nei blog, le classifiche sui più bei gol della storia del calcio, dopo la rete in rovesciata di Cristiano Ronaldo nella partita di Champions League contro la Juventus. Anche, noi ne abbiamo stilata una relativa ai più bei gol in rovesciata. Visto che l’appetito viene mangiando, quindi, ne abbiamo stilata un’altra, sui più bei gol in assoluto. Oltre ad escludere i gol in rovesciata (già trattati), però, stavolta citiamo soltanto in gol segnati su azione, perché riteniamo che quelli segnati di testa, di tacco o su calcio piazzato, difficilmente possano essere paragonati, per qualità, a quelli su azione.

Anche in tal caso abbiamo proceduto in base ad alcuni criteri di giudizio che, secondo l’ordine d’importanza, sono stati i seguenti: 1) la finezza del tocco di palla, in particolare nel metterla in rete; 2) il numero degli avversari superati in dribbling; 3) i metri di campo percorsi con la palla. Abbiamo, infine, evitato di citare due volte lo stesso calciatore, perché ci sarebbe sembrato di parte.

Ecco il risultato.

10°: Johan Cruijff in Barcellona-Atletico Madrid 2-1 del 1973-1974

Con un incredibile acrobazia, Cruijff, un paio di metri prima della linea di fondo e spostato di un altro metro e mezzo a sinistra della porta, raccoglie un cross proveniente da destra, colpendo la palla di esterno destro a circa 1.80 dal suolo e la mette in rete. Un gesto atletico che, sia pur effettuato percorrendo pochi metri di campo e senza dribblare alcun avversario, fa entrare di prepotenza il “profeta del gol” tra i primi dieci.

9°: Jairzinho in Brasile-Cecoslovacchia 4-1 (Coppa del Mondo 1970)

L’attaccante brasiliano scatta sul filo del fuorigioco, su un magnifico cross di Gerson e si ritrova davanti al portiere, uscito per contrastarlo. Per nulla intimorito, il n. 7 della seleçao supera l’avversario con un pallonetto al volo; poi “stoppa” la palla di petto e, dopo avergli fatto toccare terra, la manda in gol con un destro micidiale.

8°: Ferenc Puskas in Inghilterra-Ungheria 3-6 del 25 novembre 1953

E’ stato definito “il gol del secolo” e ancor oggi, il premio FIFA al più bel gol dell’anno è dedicato al suo autore. Puskas prende la palla nell’area piccola di porta, a circa un metro dalla linea di fondo, alla sinistra del portiere. Evita l’intervento in scivolata del difensore inglese, portando indietro la palla, incollata al suo piede sinistro. Poi, facendo perno con la gamba destra si gira verso la porta e fa partire un bolide, senza effettuare rincorsa. La palla si infila sul primo palo, proprio dove si era messo il portiere, che resta ingannato da un incredibile effetto, senza poterci fare nulla.

7°: George Best in Manchester UTD-Chelsea del 1964-1965

Il “quinto Beatles“, a gamba tesa, ma lontano dall’avversario, ferma il lancio dell’ignaro n. 3 del Chelsea, appena uscito dalla sua area di rigore. Resiste alla carica di quest’ultimo e, con un guizzo, si impossessa nuovamente della palla, un paio di metri prima della linea di fondo, all’ingresso dell’area. Di qui fa partire un pallo netto angolato che scavalca il portiere, tocca il palo più lontano e va in gol.

 6°: Pelè in Fluminense-Santos 1-3 (Torneo Rio São Paulo 1961)

E’ considerato il più bel gol segnato al Maracanà, tanto da aver meritato l’apposizione di una placca all’ingresso dello stadio. Ne rimane solo la ricostruzione computerizzata e la cronaca di Radio Globo. “O’ Rey” raccoglie la palla con i piedi nella propria metà campo e poi avanza, evitando l’intervento di un avversario poco oltre il cerchio di centrocampo. Sulla tre quarti, con un guizzo, si infila in mezzo ad altri due avversari e, infine, evita l’intervento di un terzo, tirando da fuori area e mettendo la palla in rete.

5°: Sandro Mazzola, secondo gol in Vasas-Inter 0-2 (Coppa dei Campioni 1966-1967)

Dopo aver già portato in vantaggio l’Inter, Mazzola si avvia velocemente verso l’area avversaria in posizione centrale; con una finta, mette a sedere per terra il portiere avversario, uscito alla disperata. Poi si trova di fronte un avversario che, nel frattempo era rientrato e stende a terra anche lui, con un’altra finta. Infine, rende inefficace il ritorno del portiere sulla linea di porta, mandando la palla in gol, rasoterra a fil di palo, dove le mani del n. 1 ungherese non possono arrivare.

4°: Ronaldinho, primo gol in Real Madrid-Barcellona 0-3 del 2005-2006

Il “gaucho” raccoglie un lancio proprio sulla linea di centrocampo ed avanza sulla fascia sinistra. Semina un avversario ed entra in area dribblandone un altro. Infine, evita l’intervento di un terzo, facendo partire un bolide e infilando non si sa come Casillas, che era uscito tentando di coprirgli l’intero specchio della porta. Nella stessa partita, Ronaldinho raddoppierà con un’azione simile ma coprendo meno metri di campo, lasciando il portiere madrileno a braccia aperte, sconsolato.

3° Francesco Totti in Inter-Roma 2-3 del 2005-2006

Il romanista prende la palla nella propria metà campo e si avvia sulla fascia sinistra, dopo aver saltato un avversario; mantiene il possesso della palla nonostante un intervento in scivolata da dietro di un secondo. A partire dalla tre-quarti, comincia ad accentrarsi sino a giungere quasi alla lunetta. Davanti a lui ci sono tre avversari, oltre al portiere. Fa partire, allora, da circa venti metri, un “cucchiaione” che scavalca tutti e quattro e si infila in rete alla sinistra di Julio Cesar che finisce a terra invano, nel tentativo di recuperare la palla.

2° Lionel Messi in Atletico Bilbao-Barcellona 1-3 del 2014-2015

Dopo aver scambiato con un compagno, la “pulce” inizia l’azione sei o sette metri oltre la linea della metà campo, sulla fascia destra. Sulla tre quarti è accerchiato da tre avversari; si incunea tra loro e li lascia sul posto, entrando nell’area, dove gli si para davanti un quarto avversario. Lo scarta, accentrandosi e fa partire un sinistro che si infila tra primo palo e portiere.

1° Diego Maradona in Argentina-Inghilterra 2-1 (Coppa del Mondo 1986)

El Pibe” raccoglie il pallone sulla fascia di destra, cinque sei metri prima della linea di centrocampo mentre è spalle alla porta e in mezzo a due avversari. Se ne libera con un elegante tacco e si volta, iniziando la sua volata verso la porta avversaria. Salta un altro avversario verso la tre quarti e comincia ad accentrarsi. A un paio di metri fuori dall’area di rigore, ne dribbla un altro. Entra in area in velocità; evita con il sinistro l’uscita in scivolata del portiere Shilton e, ancora di sinistro, la mette in gol.

 

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