La sindrome del pene curvo: finalmente la cura

A0E51A54-EA4C-4791-A8D7-2C7AB254E37BLa malattia di Peyronie (dal nome del chirurgo che nel 1743 ne descrisse le caratteristiche), è una patologia del pene scaturita dalla formazione anomala di tessuto fibroso-cicatriziale in corrispondenza dei corpi cavernosi.

Essa incide sulla funzionalità erettile e dà luogo alla caratteristica condizione patologia nota come “pene curvo”, provocando dolore (anche durante la penetrazione) e difficoltà nell’erezione.

Il pene infatti si incurva durante l’erezione e talora può influire sulla normale attività sessuale.

Colpisce sopratutto gli adulti (il 7% della popolazione maschile compresa tra i 50 e i 70 anni), ma interessare anche i giovani.

Cause
La malattia di Peyronie è il la conseguenza di una perdita di elasticità da parte delle strutture peniene (i corpi cavernosi) che quando sono irrorate dal sangue permettono un’erezione.

Cosa determina la formazione del tessuto fibroso-cicatriziale?
Le cause sono diverse e ancora parzialmente sconosciute.
Si parla di fattori eziologici o eventi traumatici, anche durante i rapporti sessuali.

Cura
Oggi fortunatamente l’Induratio Penis Plastica si può curare in ‘day-hospital’ o in regime ambulatoriale con anestesia locale, in virtù dell’utilizzo di nuove suture e nuove tecniche permettono di evitare interventi chirurgici che prima erano inevitabili.
L’angolo di curvatura del pene si può infatti ridurre sensibilmente grazie a delle semplici punture.

L’esperto risponde: la collagenasi di clostridium histolyticum per la cura del pene curvo.
Per parlare della nuova tecnica abbiamo interpellato uno dei massimi esperti italiani: il dottor Giuseppe La Pera (foto), urologo e andrologo presso l’ospedale San Camillo Forlanini di Roma, nonché Presidente della Associazione Italiana per Il Diritto alla Salute Sessuale A.I.D.A.S.S

Non è un trattamento doloroso. L’intervento si effettua in anestesia locale, ma in alcuni casi non è necessaria. Si inietta nel pene un farmaco che scioglie il collagene dalla cicatrice, (si parla di collagenasi)”.
“Il farmaco deriva da un battere” -spiega il dottor La Pera- appunto il
Clostridium histolyticum, che inibisce le celle attivamente crescenti ed impedisce la proliferazione del fibroblasto ed il deposito del tessuto fibroso. La terapia consente di ridurre sensibilmente l’angolo”.

In cosa consiste la tecnica
“Viene effettuata una puntura alla base del pene”- prosegue l’esperto- “poi si inietta il farmaco dentro la placca”.

Degenza terapie ed eventuali conseguenze
Si può tornare a casa dopo qualche ora dall’infiltrazione.
“A casa si deve procedere con il modellamento del pene”.

Il pene deve essere modellato attraverso degli esercizi di piegamento dalla parte opposta della curvatura, (esercizi che vengono dati caso per caso ai pazienti).
“I risultati” garantisce il dottor La Pera “ sono incoraggianti: nell’80% dei casi abbiamo infatti un miglioramento della curvatura del 34% (circa 20 gradi)”.

Per quanto riguarda gli effetti collaterali invece si traducono in “ematomi, ecchimosi, gonfiori o dolore, che comunque si risolvono spontaneamente dopo qualche settimana e raramente si deve ricorrere a trattamenti più invasivi” conclude il medico.

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