La permanenza dei classici: l’Orlando furioso

Ariosto_-_Orlando_Furioso,_1551_-_5918999_FERE001606_00005Il classico di scena oggi è l’Orlando furioso, il poema cavalleresco scritto da Ludovico Ariosto e pubblicato per la prima volta nel 1516. Un poema immenso dalla tela ricchissima in cui si intreccia una miriade di fili narrativi, di cui Italo Calvino scrisse: « Il Furioso è un libro unico nel suo genere e può essere letto senza far riferimento a nessun altro libro precedente o seguente; è un universo a sé in cui si può viaggiare in un lungo e in largo, entrare, uscire, perdercisi. »

Basta leggerne il primo canto per trovarci un mondo. Ci sono tutti i sentimenti umani: amore, generosità, amicizia, ira, fedeltà, tradimento, virtù; la narrazione è condotta con rapidità e levità straordinarie che fanno innamorare il lettore conducendolo da una parte all’altra della storia. Come un burattinaio felice ed intrepido, Ariosto muove le fila di questo immenso teatro, multiforme e poliedrico, senza giudicare e parteggiare per l’uno o l’altro personaggio ed armato di una eccezionale ironia. I suoi eroi sono alla continua ricerca di qualcosa, sono incompiuti ed irrealizzati. Quegli eroi, quei paladini siamo noi, individui in fieri, impegnati in una corsa continua verso qualcosa da ottenere, da raggiungere, da conquistare che sempre ci sfugge. Ariosto, che dall’alto contempla, così si esprime con un sorriso serio: “ecco il giudicio uman come spesso erra…” ed ha ragione perché il giudizio degli uomini è limitato, imperfetto, soggetto all’errore. Un errore che nel poema è legato all’”errare” dei personaggi , coinvolti in una ‘ricerca’ che non ha mai termine.

Insomma, è di scena il mondo nel poema ariostesco; 38736 versi, 4842 ottave di avventure, di viluppi di storie, di personaggi mobilissimi ed eclettici: Orlando, Rinaldo, Angelica, Bradamante, Ruggiero, Medoro, Astolfo, Rodomonte, Mago Atlante, Ferraù. E poi la geografia dei luoghi, accostati vertiginosamente, da un capo all’altro del mondo: dai Pirenei, al Rodano, al Mediterraneo, al fiume Indo alla Luna…Qui – in questo cosmo sempre segnato dalla presenza umana – incontri, duelli, battaglie, innamoramenti, fughe, ritrovamenti.

Ancora un classico che ci “chiama”, che contiene in sé tutte le risposte possibili, un capolavoro lontano nel tempo eppure attualissimo. La sua potenza sta appunto in quel perenne parlarci di noi e del mondo. E così sempre sarà.

di Monica Cartia

2 Risposte

  1. Raffaella Bonsignori

    Sempre bravissima, Monica! I tuoi articoli si leggono con passione, viaggiando nel tempo insieme ai tuoi amati classici.

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  2. Francesco

    articolo interessante e piacevole,. letto con piacere. Complimenti!
    mi permetto un suggerimento: avrei contestualizzato con qualcosa di attuale per rendere vivo e più visibile ciò che l’autrice dell’artico ci esprime.

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