La limonata della discordia

limonataI britannici, si sa, sono un popolo tutto d’un pezzo: ordinati, rigorosi, ligi alle regole. Le regole servono a far vivere bene. E le regole sono chiare e ben visibili: “stay on the right” sulle scale mobili, “no smoking area” dove è vietato fumare e “smoking area” dove è consentito, “mind the gap” quando potresti fratturarti un femore, perché “mind the gap” non è più un semplice avviso, è un vero e proprio dovere civico.

Comunque sia, le regole vanno rispettate e non si discute né si transige. 

Immaginate, quindi, come potranno essere rimasti increduli ed infastiditi due agenti di polizia trovandosi di fronte un esercizio commerciale privo della prescritta autorizzazione.

E sì, perché tutto il mondo è paese e anche a Londra c’è chi le regole le vìola, sperando nella distrazione delle forze dell’ordine o nella loro clemenza. Ingenui!

A me pare di vederli: due agenti di polizia passeggiano lentamente per le strade di un quartiere londinese, vicino ad un parco dove si terrà un festival. Gli agenti chiacchierano tra loro ma si guardano intorno attenti, per verificare che tutto sia in ordine, quando, eccotelo lì, al centro del marciapiede, un tavolino di legno di un metro per un metro sul quale sono sfacciatamente poggiate due brocche di limonata e bicchieri di plastica. E dietro il bancone, come nulla fosse, siede sorridente l’imprenditrice: un’occhialuta, biondina, quinquenne.

“Volete una limonata, agenti? 1 pound il bicchiere grande, 50 pence quello piccolo. È fatta in casa, agenti, molto buona.” avrà detto la minore.

Io me li vedo i due bobbies che rimangono di sasso di fronte a tanta impudenza, “This is unacceptable! The baby is selling limonade!” davvero inaccettabile che una bambina di 5 anni venda limonata, manco fossimo in America!

Good morning, baby.” le avranno risposto, “questo negozio è tuo?”

“Of course, officers” avrà risposto la minore, con una punta di orgoglio.

“Did you make the lemonade?” hai fatto tu la limonata?

“Sì, signori, la mamma mi ha solo dato la brocca” si sarà vantata la minore.

Good. How old are you?”che poi chiedere “quanto sei vecchio” a qualcuno, specie se si tratta di un minore, mi è sempre sembrato assurdo, ma i britannici fanno così.

Five years old.

Please, baby, fornisci autorizzazione alla vendita, licenza di occupazione di suolo pubblico, certificato di acquisto dei limoni e autorizzazione sanitaria.”

Immagino che a questo punto la minore sia rimasta perplessa: da brava britannica, nonostante i suoi soli 5 anni, doveva aver già capito che il suo è un paese dove non si scherza e che quelle erano domande serie. Quindi si sarà guardata intorno cercando il padre che, proprio in quel momento, si era allontanato.

“Agenti, io ho solo la limonata” avrà detto, nel vano tentativo di discolparsi.

“Lo vediamo, bambina, lo vediamo.” avranno risposto gli agenti, scambiandosi uno sguardo di intesa.

“50 pence il bicchiere piccolo, 1 pound quello grande” avrà insistito la minore, chè anche nei momenti peggiori nessun britannico doc rinuncerebbe mai al suo denaro.

“Dove abiti, bambina?”

“Lì”, avrà risposto la minore, indicando la casa che aveva alle spalle.

“Mamma e papà ci sono?”

“Sì, signore. Papà è qui da qualche parte…”

“Bene. Come ti chiami?” avranno domandato spazientiti gli agenti, estraendo il libretto delle contravvenzioni ed iniziando a riempire il verbale che è stato consegnato, poco dopo, ad uno stralunato genitore il quale, invano, avrà cercato di spiegare le sue ragioni “È mia figlia”, avrà detto, e gli agenti gli avranno risposto “lo sappiamo, signore, lo sappiamo. Infatti questa è per lei” e gli avranno consegnato la multa: 150 pounds per vendita non autorizzata, chè le regole sono regole e vanno rispettate.

Il padre della minore, al quale deve essere stato chiaro che tentare una mediazione con i solerti agenti era vano, si è comportato con il dovuto aplomb: anziché entrare in municipio sventolando la contravvenzione e accidentando in tutte le lingue (anche perché i britannici di lingua ne conoscono  solo una, la loro), ha chiamato un quotidiano molto diffuso e ha fatto pubblicare la notizia, con tanto di foto della occhialuta, colpevole, quinquenne.

Come noto alle cronache, il Municipio di competenza, venuto a conoscenza della questione, si è scusato pubblicamente, ha annullato la sanzione ed ha invitato gli agenti ad usare il “comune buon senso” nell’applicare la legge. Il problema è che quelli il comune buon senso britannico lo avevano utilizzato e come glielo spieghi? Come gli spieghi che possono esserci eccezioni alle regole? Come gli spieghi che, a volte, le regole non valgono per tutti? Come gli avremmo potuto spiegare che gli Uffizi di Firenze sono stati chiusi per un guasto all’aria condizionata e a tutti i visitatori è stato vietato l’ingresso, anche a coloro che da ore erano in fila o che già avevano in mano la prenotazione e che solo una bambina americana, in sedia a rotelle e con il sogno di vedere Botticelli, è stata autorizzata ad entrare?

Noi, questo, lo possiamo capire e abbiamo anche plaudito al gesto generoso. Ma noi siamo italiani. O forse sono loro ad essere britannici. Vai a capire!

1 risposta

  1. Raffaella Bonsignori

    I tuoi articoli, Valentina, sono sempre divertenti, arguti, ben scritti. Ci fai viaggiare nel mondo delle rules britanniche con grande piacere. Brava!

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