Itinerari a Londra: da Tower Hill al Cutty Sark

Ad agosto, come tutti gli anni, torme di turisti invaderanno Londra e tra un “a Robbertì, viè a vède ndo abbita ‘a reggina” e un  “il Carlo e la Camilla vivono lì”, gli italiani, festosi e rumorosi si aggireranno per le strade della città. 

Per il turista italiano, Londra non è altro che Covent Garden e Leicester Square, Piccadilly Circus e Oxford Street, Portobello e Camden Town e l’immancabile South Kensingthon, dove pare che debba andare a dormire per forza. Ebbene, vi sorprenderà, ma Londra è anche molto di più e se per caso quest’estate verrete qui, io vi suggerirò percorsi alternativi.

Seguitemi in questa prima passeggiata.

Ovunque voi alloggiate, sfruttate la meravigliosa tube e scendete alla stazione di Tower Hill (District line o Circle line), seguite le indicazioni per St Katharine Dock ed un percorso pedonale, che costeggia la Tower of London e passa accanto al Tower Bridge, vi condurrà in un porticciolo raccolto, dove le barche riposano attraccate ai moli ed i tavolini dei bar invitano al relax. 

L’insediamento di St Katharine risale agli inizi del XII secolo, quando la regina Matilda vi fondò un ricovero per viaggiatori, malati ed anziani. L’insediamento si sviluppò tanto che nel 1273 la regina Eleonora lo trasformò in una associazione benefica e dispose che fosse protetta dalle regine consorti affinchè mantenesse la sua funzione di accoglienza. Pare che anche Anna Bolena intercesse con Enrico VIII il quale, dati i suoi problemini con la Chiesa cattolica, intendeva demolire la chiesa, fulcro dell’accoglienza benefica. Nel 1825, però, le compagnie di trasporti riuscirono ad ottenere che St Katharine fosse trasformata in un molo commerciale: il quartiere venne demolito, con buona pace delle oltre 11.000 persone che vi abitavano, e venne edificato quello che divenne presto uno dei moli commerciali più moderni di Londra. I nuovi magazzini, infatti, erano edifici di sei piani, costruiti in mattoni e pietra, belli esteticamente e dotati di un sistema di gru che permetteva di scaricare e caricare le merci con facilità. Di tutto questo, però, non è rimato nulla: distrutto nel 1940 da un bombardamento tedesco, il porto di St Katharine chiuse definitivamente nel 1968.

Gli edifici che oggi cingono il bacino sono stati ricostruiti a partire dal 1970, in stile brutalista, testimoniato dall’orribile Guoman Hotel, o con fogge ottocentesche in memoria del tempo che fu. 

Seguendo la passerella di legno che gira attorno al porticciolo (il tempietto che vedrete nel centro è uno Starbacks) vi troverete sotto un portico dove negozi e ristoranti si affacciano sul secondo bacino che compone il dock di St Katherine; girate a sinistra, attraversate lo stretto ponticello e sarete di fronte al Dickens, pub famoso per i suoi meravigliosi decori floreali e ritrovo di tutti coloro che lavorano in zona: sebbene sembri un luogo di villeggiatura, St Katharine è ai margini della City e gran parte degli edifici sono occupati da aziende.

È ancora presto per pranzare, quindi vincete la tentazione di fermarvi e continuate a camminare, lasciatevi alle spalle il Dickens e seguite la strada, girando a destra quando vedrete l’indicazione “Thames path”: vi ritroverete di fronte al Tamigi da dove la vista sul Tower Bridge è perfetta.

Continuate la vostra passeggiata verso est, costeggiando il Tamigi che vi accompagnerà fino a che il percorso pedonale piegherà nell’interno e vi ritroverete nel cuore di Wapping, dove l’asfalto cede il posto al pavé, le strade sono strette e l’atmosfera è ovattata.

Originario insediamento sassone, Wapping è diventato nei secoli un pezzo dell’immenso porto che da Tower Hill si allungava fino ad arrivare  a Barking e che aveva fatto di Londra, a fine 800, il più importante porto del mondo. Con il finire del commercio fluviale, Wapping è decaduta fino a risorgere, in epoca recente, come quartiere residenziale.

Arrivati davanti alla stazione della Overground avete due scelte: continuate a camminare, e, tra bacini e giardinetti, costeggiando il Tamigi arriverete a prendere la DLR a Limehouse (altro grazioso porticciolo, ma dista circa un paio di chilometri), oppure utilizzate un mezzo pubblico per arrivare fino alla stazione di Shadwell, una fermate con la Overground  o sette con il bus n.100. 

A Shadwell prendete la DLR in direzione Lewsham. Le Docklands Light Railway sono trenini di superficie, privi di conducente, che attraversano i docks. Sedetevi comodi, guardate il porto di Limehouse, i grattacieli di vetro di Canary Wharf, attraversate la Isle of Dogs e scendete alla fermata Cutty Sark. 

Uscendo dalla stazione (ricordatevi sempre che la DLR non ha tornelli ma dovrete sempre toccare la Oyster sia in entrata che in uscita), girate a sinistra, poi ancora a sinistra e lo vedrete, vedrete i giganteschi alberi di quello che, a fine 800, fu il veliero commerciale più veloce del mondo: il Cutty Sark. Visitatelo, se ne avrete voglia, ed ammirate il suo grande ponte in legno, le cabine dell’equipaggio, la chiglia immensa. 

Siccome siete a Greenwich, so che vorrete inerpicarvi nel parco fino al meridiano, dove sembra che una foto sia d’obbligo, ma prima fermatevi a mangiare qualcosa. Se il tempo è bello, la terrazza di Nando’s (catena che serve buon pollo allo spiedo) è gradevole, ma nei paraggi troverete di tutto, dallo street food del mercato coperto agli immancabili pubs.

Dopo il pranzo e dopo la scarpinata fino al meridiano sarete stanchi ma, datemi retta, un ultimo sforzo; perchè non potete mancare di attraversare il tunnel che scorre sotto il Tamigi e che vi riporterà, di nuovo, nell’Isle of Dogs. È stato inaugurato nel 1902, i due edifici cilindrici, sormontati da cupole vetrate, ne sono gli ingressi; un ascensore dalle pareti in legno vi farà scendere fino all’ingresso e da lì camminerete per 370 metri in un una galleria ricoperta di mattonelle bianche, dall’aria un po’ spettrale ma suggestiva: state camminando dentro il Tamigi.

Una volta riemersi, date un’occhiata al Cutty Sark, che dalla riva opposta vi sembrerà ancora più grande, poi seguite le indicazioni che vi porteranno, in pochi metri, alla DLR. Direzione Bank, risalirete lungo l’Isle of Dogs.

Se siete sfiniti, il vostro capolinea è Bank e da lì tornerete al vostro hotel; ma se avete ancora energia, scendete ad Heron Quays e vi troverete a Canary Wharf. Che ci sia il sole o no, i larghi marciapiedi attorno al canale saranno invasi di gente che beve birra e chiacchiera. Siete nel cuore della nuova City e qui alle 5 tutti si ritrovano nei pubs a bere e chiacchierare. Non fermatevi, seguite il canale fino a che non vedrete una scalinata alla vostra destra; salitela, attraversate la strada e questa piazza, con la fontana al centro, è Cabot Place dove, nelle belle giornate, chi abita o lavora a Canary si siede al sole.

Continuate dritti, superate la statua della spigolosa coppia di metallo che volge le spalle alla fontana, attraversate la strada e passate tra i tigli fino a trovarvi davanti il ponticello giallo che porta a West India Quay, animata dai tanti locali affacciati sul canale. Bevete una birra, ve la sarete meritata. La vostra ultima tappa non è questa ma è vicinissima.

Dirigetevi verso Westeferry Circus, circa 500 metri da dove siete (se avrete bisogno di indicazioni, chiedete del ristorante Royal China) e vi ritroverete di nuovo sul Tamigi, lungo una passeggiata pedonale, esattamente di fronte alla fermata del clipper, l’aliscafo del servizio pubblico che vi riporterà in centro (costa circa 6 sterline e si paga con la Oyster o con la carta di credito contactless). Lo so, sarete stanchi e, a dirvela tutta, potevate prendere il clipper anche dal Cutty Sark ma non sarebbe stato lo stesso: non avreste visto Canary Wharf ma, soprattutto, non sareste qui, adesso, con il sole o le nubi che si specchiano nel Tamigi, a guardare il profilo dei palazzi di Londra in lontananza, ad ovest. Sedetevi su una delle panchine di legno, fermatevi a guardare la luce rossa del sole o il cielo grigio di una tramonto senza sole, chè sembra un contro senso ma a Londra impari che esistono e possono essere bellissimi. 

E adesso, finalmente, salite sul clipper, sedetevi a poppa, anche se fa freddo, pazienza, e guardate: guardate i palazzi di Canary Wharf che si allontanano mentre il clipper vola sull’acqua, guardate Wapping, sulla sponda a nord e sospirate, incantati, quando passerete sotto il Tower Bridge.

E se passeggiare con me vi è piaciuto, vi prometto che ci rivedremo molto presto, so già dove accompagnarvi la prossima volta.

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