Istat: più vecchi e meno nati in Italia

anzianiDal rapporto Istat sugli indicatori demografici emerge che gli italiani sono più vecchi e in calo e le culle restano vuote. Questa tendenza non è certamente una novità. Il saldo naturale, dato dal calcolo delle nascite meno i decessi, registra il valore negativo di -134mila, il secondo maggior calo di sempre, inferiore solo al -162mila del 2015.

Nascite: a questa data la popolazione italiana ammonta a 60 milioni 579 mila residenti, 86 mila unità in meno rispetto all’anno precedente. Mentre la natalità si conferma in calo costante: il livello minimo delle nascite del 2015, pari a 486 mila, è superato da quello del 2016 con 474 mila, circa 12 mila in meno. Questi dati interessano l’intera penisola, fatta esclusione della provincia di Bolzano che, al contrario, registra un incremento del 3,2%.

Numero medio di figli per donna: di certo l’età non aiuta, si calcola infatti che ormai l’età media del parto sia di 31,7 anni. Calano le nascite e cala il numero medio di figli per donna, che si assesta a 1,34; mentre nel 2015 era a 1,35. Il motivo? Ci sono sempre meno donne in età feconda.

Tassi di fecondità: in riduzione nelle classi di età under 30, mentre in aumento nelle over 30. La riduzione più accentuata si riscontra nella classe di età 25-29 anni (-6 ‰). L’incremento più rilevante è, invece, nella classe 35-39 (+2‰).

Decessi: nel 2016 sono stati 608mila, in calo dopo il picco del 2015 con 648mila casi.  Al 1 gennaio 2017, i residenti in Italia hanno un’età media di 44,9 anni, due decimi in più rispetto alla stessa data del 2016. Gli individui di 65 anni e più superano i 13,5 milioni e rappresentano il 22,3% della popolazione totale; quelli di 80 anni e più sono 4,1 milioni, il 6,8% del totale, mentre gli ultranovantenni sono 727mila, l’1,2% del totale. Gli ultracentenari ammontano a 17mila.

di Valeria Risi

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