Insulti anti-semiti, il mondo del calcio si mobilita per commemorare Anna Frank

9D2BC864-9219-4042-80FB-E59C602A8F7BDomenica 22 ottobre, Lazio-Cagliari: la Curva Nord è chiusa, è aperta la Sud al prezzo simbolico di 1 Euro con l’intenzione da parte della società capitolina di non far mancare il supporto alla squadra rivelazione del campionato. Tuttavia, durante la partita vengono attaccati adesivi contro i tifosi romanisti con gravi insulti anti-semiti, il più grave dei quali l’immagine di Anna Frank con la maglia della Roma.

Non è la prima volta che tra le tifoserie di Roma e Lazio si verificano episodi di grave “sfottò” a stampo razzista, tuttavia la misura è colma e la reazione del mondo del calcio, a cominciare dalla società biancoceleste, delle istituzioni e di tutta la società civile è stata di ferma condanna per un gesto che non può e non deve definirsi goliardico.

Il precedente

Era l’inizio di maggio, il campionato volgeva al termine e proprio davanti il Colosseo comparvero uno striscione con quattro manichini con le maglie della Roma impiccati. Lo striscione recitava: “Un consiglio senza offesa, dormite con la luce accesa”. Goliardata? Scherzo di cattivo gusto? La Curva Nord parlò di semplice sfottò da derby, le istituzioni condannarono il gesto ma alla fine tutto scivolò nel silenzio.

Le reazioni

Quanto avvenuto domenica sera all’Olimpico sta avendo una vasta eco non solo in città ma anche presso le istituzioni italiane ed europee fino alla casa Anna Frank che in una nota si dichiara “scioccata per queste espressioni antisemite, estremamente dolorose per quanti hanno vissuto le conseguenze della persecuzione ebraica”. Come accennato il mondo del calcio si sta mobilitando a cominciare dalla Figc che ha aperto un’inchiesta per verificare le responsabilità del club di Lotito: la Lazio rischia una nuova e più pesante squalifica rispetto alla chiusura per due turni della Curva Nord per via dei cori razzisti durante la gara interna contro il Sassuolo.

Non è mancata la condanna del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che in una nota ha espresso tutto il suo disappunto così come vari esponenti del mondo politico appartenenti a tutti gli schieramenti.

Anche il centro Wiesenthal ha espresso parole dure tramite il direttore Zuroff: “non ci sono parole per condannare un gesto così vergognoso. Si banalizza la Shoah, si trasforma un’immane tragedia in una semplice bega fra tifoserie”. Il Direttore ha anche commentato la proposta di mettere una stella gialla sulle magliette dei calciatori affermando di “comprendere le buone intenzioni e come sia importante per il valore simbolico. Ma dopo che ci si è tolti la maglietta è tutto finito. E questo, in definitiva, non accresce la comprensione della gente”. Per Zuroff meglio portare tutti i calciatori in visita ad Auschwitz.

Lotito in Sinagoga

Il presidente della Lazio Claudio Lotito si è recato oggi alla Sinagoga di Roma dissociandosi per quello che è avvenuto. Queste le parole del presidente assediato dai media: “Oggi siamo qui per testimoniare ancora una volta la nostra totale dissociazione da ogni forma di razzismo e antisemitismo. Annuncio ufficialmente che la Lazio darà vita a una iniziativa che coinvolgerà 200 giovani tifosi biancocelesti: ogni anno organizzeremo delle visite nei campi di concentramento di Auschwitz, per sensibilizzare i giovani su questi temi. In curva non compare oggi nessuna effige razzista. In passato c’erano situazioni o bandiere che non lasciavano spazio a interpretazioni. Da quando sono presidente invece non sono mai comparsi striscioni o sono stati tenuti atteggiamenti che possano identificare la tifoseria come razzista, antisemita o xenofoba. La Lazio tra l’altro ha sempre messo in campo una serie di iniziative per dimostrare una tendenza. Aiuteremo gli inquirenti, attraverso le riprese delle telecamere, a individuare i responsabili proprio per evitare strumentalizzazioni. Proprio in settimana, a seguito dell’apertura della curva sud per l’iniziativa We fight racism, la curva aveva risposto con un comunicato che condannava i buuh razzisti. Finiamola di strumentalizzare queste cose per denigrare la società e quanto ha fatto bene fino a ora. Se ipoteticamente potremo parte civile? La Lazio si è già costituita in passato, non si deve parlare di come combatteremo certi episodi ma di come da tempo lo facciamo. E’ l’unica società a farlo, non a caso vivo in una situazione delicata con minacce di ogni tipo, non sempre riferibili alla tifoseria”.

BolognaLazio, squadra in campo con una maglia commemorativa di Anna Frank

La dura reazione del presidente Lotito porterà un primo gesto simbolico già domani durante la partita con il Bologna. Infatti la squadra biancoceleste domani scenderà in campo, durante il riscaldamento, con un’immagine di Anna Frank sulla maglia a “testimonianza dell’impegno della società nel combattere ogni forma di razzismo e antisemitismo”. Così Arturo Diaconale, portavoce della Lazio, intervenuto durante la conferenza stampa canonica pre-partita del mister Simone Inzaghi.

Le indagini – Identificate tre persone

La procura di Roma ha aperto un fascicolo processuale sul caso. Il procuratore aggiunto Francesco Caporale procede contro ignoti per istigazione all’odio razziale (legge Mancino) e sul suo tavolo c’è già un’informativa della Digos. Per l’identificazione del responsabile, o responsabili, del gesto saranno utilizzate le immagini a circuito chiuso dello stadio. Ci sarebbero già i primi riconoscimenti: dalla visione delle immagini delle telecamere e dal lavoro dei poliziotti della Digos, del commissariato Prati e della polizia scientifica sono stati effettuati i primi riconoscimenti dei responsabili. Sono tre al momento e alcuni con precedenti specifici i tifosi della Lazio identificati dalla polizia: in base a quanto si apprende l’identificazione è stata possibile grazie alle telecamere poste all’interno dello stadio che hanno immortalato almeno tre persone che attaccavano gli adesivi su una vetrata della curva e nei bagni. Si tratta di tifosi laziali che rischiano la denuncia e un Daspo fino a 8 anni.

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