Inaugurata al Museo Archeologico di Napoli la mostra “Autarchia” di Aron Demetz

È stata inaugurata ieri al Museo Archeologico Nazionale di Napoli “Autarchia“, la mostra personale di Aron Demetz, alla presenza dell’artista e del direttore del MANN, Paolo Giulierini.

Aron Demetz, quarantaseienne altoatesino di Selva di Val Gardena, è Considerato uno dei più importanti scultori italiani del momento ed ha realizzato in questi anni  una vera e propria evoluzione nel linguaggio della scultura.

Quaranta opere, dislocate in varie sale del museo, danno vita ad una esposizione originale nella quale si realizza un felice connubio tra i valori espressi dall’arte antica e quelli che emanano le sculture di Demetz. “Cos’è contemporaneo? Nulla, ognuno è espressione del proprio tempo e ognuno, soprattutto contemporaneo, si incardina nel mondo antico e a volte è esso stesso la chiave di lettura delle statue antiche”. Con queste parole Paolo Giorgerini ha introdotto la mostra ben spiegandone l’essenza, ossia abbattere le barriere tra antico e contemporaneo, superando ogni tipo di canoni. Effettivamente l’impressione che si ha, osservando le sculture di Demetz, passando di sala in sala, in un percorso di concatenazione di immagini, è che il legno respiri insieme ai marmi e viceversa e che passato e presente siano legati da una magica sinergia. Ciò si avverte soprattutto attraversando le meravigliose sale della celebre collezione Farnese, giunta a Napoli per via ereditaria nel XVIII secolo ed appartenuta al cardinale Alessandro Farnese.

È lo stesso Demetz (foto sotto) a parlarci della propria immensa soddisfazione nel vedere le proprie opere collocate tra tanti capolavori classici. “Oggi sono felice: le mie opere sono esposte in uno dei musei più belli del mondo, in questa straordinaria città”.

Demetz parla delle sue sculture come di una fusione tra parte umana ed animalesca, resa adoperando materiali diversi. Ciò testimonia una eccezionale capacità di sperimentazione: legno anzitutto (Demetz nasce come scultore del legno n.d.r.), anche bruciato, resine, argilla, gesso, vetro soffiato. L’artista ci spiega poi quanto nella sua arte sia presente la propria terra, la meravigliosa Val Gardena. “Non a caso nell’impianto installativo abbiamo collocato le figure umane in una sorta di bosco; sembrano alberi con la pelle umana”.

Il titolo della mostra, “Autarchia“, è emblematico di come l’artista insegua e persegua una condizione di autosufficienza, intessendo con il materiale da plasmare un dialogo incessante che emoziona lo spettatore.

La mostra, che è stata realizzata con il supporto ed il patrocinio delle regioni Toscana e Trentino Alto Adige, chiuderà i battenti il 29 Luglio.

info: MANN

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