In Nepal con il dottor Naram, alla scoperta dei segreti di lunga vita

L’universo racchiuso in un polso

di Abha

NepalQuando lo incontri la prima volta, non puoi rimanere indifferente. Qualcosa ti scuote dentro, perché quel piccolo uomo vestito sempre di bianco sprigiona luce. Il suo sorriso prima di tutto, poi i suoi occhi, infine quelle mani che parlano di te, il tempo di un breve tocco sul tuo polso. Bastano tre dita sul tuo polso per pochi secondi.

Il dottor Pankaj Naram è uno dei più celebri esperti mondiali di diagnosi attraverso la lettura del polso, ma ti conquista per la sua semplicità. Lui che è stato il medico personale di Madre Teresa di Calcutta, del Dalai Lama e di Nelson Mandela, di molte star internazionali da Hollywood a Bollywood, ciò che ama di più fare non è che continuare a incontrare la gente, ascoltare le loro storie, e capire. Capire come far sorgere la guarigione in loro, comprendere i meccanismi insondabili di lunga vita. Formidabile a espanderla anche in larghezza, riesce a trovare il tempo per tutti con oltre un milione di persone visitate nell’arco di trent’anni in 108 differenti paesi, capace di incontrare 100 pazienti al giorno nei suoi tour mondiali e ben 400 nel suo quartier generale a Mumbai. Oggi Naram è un ricercatore instancabilmente curioso delle leggi che governano la salute e impiega tutta la sua energia alla scoperta degli antichi segreti di guarigione custoditi in India, Tibet, Nepal grazie al contatto con decine di baba e asceti, guaritori e aghori capaci di una vita ultracentenaria, all’ombra della sapienza senza tempo himalayana.

nepal3La mia avventura con il dottore indiano vestito di bianco inizia con un invito, non per un posto qualsiasi: la destinazione prevista è il Mustang, scrigno prezioso di antiche saggezze incastonato in una delle zone più inaccessibili del Nepal. Con me, con lui, c’è una piccola spedizione di amici: il suo assistente nepalese Kamal con suo figlio Pulkit, il medico Giovanni Brincivalli, da anni suo discepolo d’elezione, e un’altra italiana, Lidia, sua paziente di lungo corso. Ci imbarchiamo nell’alba di Pokhara con un minuscolo velivolo, l’aeroporto viene aperto slegando una catena per mano dello stesso pilota alle cinque del mattino, in ritardo di un’ora sull’orario previsto perché non si era alzato per tempo (tanto l’aereo decolla soltanto per noi). Sorvoliamo la cinta himalayana, guardando negli occhi montagne così alte da non poter essere dimenticate. Dopo meno di un’ora atterriamo su Jomson a 2700 metri, fa freddo, non ci sono riscaldamenti nei pochi ostelli disponibili in questa cittadina essenziale, famosa come base di partenza per gli appassionati di trekking dalla natura impetuosa. È la prima volta per Naram qui, è venuto a portare omaggio ai monaci e ai monasteri custodi di testi medici antichi millenni, di ricette secolari che includono piante rarissime cresciute in queste solitarie radure e che Naram tutela dall’estinzione.

nepal4Durante l’ascesa al monastero di Muktinath, dove anche il capostipite del buddhismo tibetano Guru Padmasambhava si è fermato a meditare, mi racconta la sua storia. Di come, dopo gli studi universitari di Medicina Ayurvedica, è venuto a contatto con il suo autentico Maestro, Swami Baba Ramdas, un monaco tibetano vissuto 125 anni e che allora ne aveva 115. Mi dice di come per 100 giorni, ogni mattina, si sia presentato al guru ed egli lo rimandasse al giorno seguente, ma non invano: stava allenando la sua dedizione e pazienza per renderlo pronto alla trasmissione del suo sapere, quale unico depositario di una conoscenza persino precedente all’Ayurveda, che affonda le sue radici oltre 2500 anni fa. È la scienza Siddha-Veda, giunta sino a Naram attraverso un lignaggio risalente a Jeevaka, il medico personale del Buddha.

abhaPercorrendo la stessa via intrapresa da generazioni di pellegrini negli ultimi duemila anni, giungiamo al monastero, a quota 4000 metri. Oltrepassiamo la soglia lasciando le scarpe dietro di noi, porgiamo le nostre offerte e compiamo un rito purificatorio aspergendoci con le gelide acque di ognuna delle 108 cannelle affacciate nel cortile. Qui mi racconta del durissimo apprendistato del giovane Pankaj durato mille giorni, di come fu inviato a Dharavi, la più imponente baraccopoli di Mumbai, per confrontarsi con le più estreme condizioni di salute, e di come si rese finalmente pronto. Si commiatò da Ramdas con la promessa che avrebbe formato gratuitamente 1000 studenti scelti in tutto il mondo, padroni di tre qualità: concentrazione, consapevolezza e spirito di servizio.

17626325_1940937476118546_12726072645385418_nMa la parte più stupefacente della sua storia riguarda i casi di guarigione incredibili testimoniati da centinai di interviste, grazie a rimedi semplicissimi che seguono le combinazioni esatte di precise ricette fitoterapiche, congiunte all’applicazione dei marma, una tecnica azionata dal terapeuta attraverso la pressione di speciali punti energetici del corpo. In quello sterminato orizzonte di casi differenti, resta perenne una sola cifra nel racconto, il punto di partenza comune a ogni diagnosi: quei pochi secondi iniziali, con le tre dita della sua mano sinistra sul polso destro del paziente.

Cosa si nasconde nel nostro polso, cosa il terapeuta riesce ad ascoltare in quelle infinitesime variazioni del flusso dei nostri fluidi, cosa si percepisce sotto un francobollo di pelle, in quel lembo a due centimetri dalla mano è la mia domanda definitiva, quella che più mi affascina. “Nel polso – mi ha risposto Naram – si nasconde il nostro universo non soltanto fisico, ma anche emozionale e spirituale. Perché la cura non è soltanto nel corpo, e dal contatto con questo tutto individuale scaturisce la formula personalizzata della guarigione”.

nepal5Il nostro viaggio doveva riservarmi ancora una sorpresa, per cui ci diamo appuntamento a Mumbai, qualche tempo dopo. Naram mi invita nella sua casa, stavolta con me c’è il National Geographic, la sensazione è che siamo stati convocati per un’occasione molto speciale. E così mi spiega che vuole mostrarmi il suo tesoro. Ci porta davanti a un grande tavolo su cui è steso un panno dorato. Ci guarda sorridendo, siamo tutti emozionati come lui. Con un gesto della mano disvela per la prima volta pubblicamente i testi sacri della tradizione Siddha-Veda e Ayurveda, sottratti dall’anonimato attraverso un capillare lavoro di archeologia medica e tradotti da un’équipe internazionale di esperti in lingue morte. Riportati alla vita ogni volta in cui le sua dita incontrano un polso. 

Consigli di Viaggio 

IMG_7332Per contatti con il Dottor Naram:

Dr. Giovanni Brincivalli – 328 8688380 (Italia)
Mr. Vinay Soni – drpankajnaram2@gmail.com (India)
Dr. Clint Rogers – clint.rogers2008@gmail.com
Per esplorare il Nepal:
Ciodrak Marco Tassone – yangdak25@gmail.com (Khatmandu)
Lapsang Lama – lapsanglama@yahoo.com (trekking)
La canzone del viaggio è…
Hemant Rana – Saili
(È la canzone che sta commuovendo milioni di nepalesi e che racconta una storia in cui molti possono identificarsi: in una terra dove distanze che non sono enormi lo diventano per la difficoltà di muoversi in un territorio aspro e scarsamente collegato, un marito saluta la moglie costretto a prendere impiego lontano dal loro villaggio)

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