Gravidanza, il travaglio di parto

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Per una donna in stato interessante è molto importante conoscere i primi sintomi d’inizio del travaglio di parto. In generale dopo la loro comparsa bisogna attendere molto prima di partorire così la gestante avrà dinanzi a sé tutto il tempo sufficiente ad affrontare gli ultimi preparativi senza fretta. Il primo segno di un eventuale inizio di travaglio è la perdita del tappo mucoso: la donna avverte la fuoriuscita di una sostanza bianca, densa, mucillaginosa, intrisa di sangue. Ciò non implica l’inizio di un imminente travaglio di parto bensì il fatto che qualcosa inizia a cambiare e man mano a modificarsi. Per questo la donna può godersi questo momento e l’inizio delle contrazioni a casa propria, riposandosi e rilassandosi, senza bisogno di correre in ospedale a meno che non si verifichi una cospicua perdita di sangue. Il momento in cui inizia il vero e proprio travaglio è quando le contrazioni uterine, avvertite dalle donne come un dolore simile a quello mestruale, tensione e dolenzia ai lombi e ai fianchi, da che si presentavano involontarie, irregolari nella frequenza, nella durata e nell’intensità, percepite solo come fastidio si fanno sempre più ravvicinate, più intense e più lunghe. A questo punto inizia il periodo dilatante dove la sensazione dolorosa aumenta e le contrazioni diventano sempre più valide, frequenti e prolungate. Durante questo periodo avvengono fenomeni molto importanti: inizia la progressione della testa fetale e contemporaneamente il collo dell’utero si dilata fino a giungere a dilatazione completa dove inizia il periodo espulsivo. Il comportamento della donna in questa fase dipende molto dalla percezione e dal controllo del dolore che ella ha: può assumere tutte le posizioni più gradite durante le contrazioni (sempre che non ci siano controindicazioni particolari), eseguire gli esercizi di respirazione e le tecniche di rilassamento. Il periodo espulsivo, invece, prevede la completa fuoriuscita del bambino. In questo momento carico di ansia e apprensione aumenta la fiducia e insorge uno spirito di collaborazione: le contrazioni sono tollerate meglio poiché la nascita è imminente. Infatti le donne sono accompagnate dalla  sensazione irrefrenabile di premito sul retto e si abbandonano alle nuove sensazioni per poi farsi guidare nella spinta. Le spinte attive della donna durante ogni contrazione accompagnano il bambino verso l’uscita lungo il canale del parto: bisogna spingere più volte durante tutto il periodo della contrazione, trattenendo il fiato ed eseguendo una lunga espirazione. Una volta avvenuto il parto bisogna attendere l’espulsione della placenta. La rottura del sacco amniotico (le cosiddette “acque”) può avvenire in qualsiasi momento del periodo dilatante. In ogni caso, se dovesse verificarsi spontaneamente fuori dal travaglio è necessario andare in ospedale: la donna viene ricoverata e si aspetta per 24/48 ore che sopraggiunga il travaglio: se questo non accade è opportuno indurre medicalmente il travaglio.

Angela Ricci

Foto: pianetamamma.it

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