Il Tevere listato a lutto

Tevere

Una striscia di asfalto da alcuni giorni si allunga sulle banchine del fiume di Roma. Ai bordi del Tevere, tra i muraglioni verticali e il travertino che costeggia e delimita la zona pedonale, l’amministrazione capitolina ha ideato, approvato e fatto mettere in opera una lunga fettuccia di asfalto che colpisce ed offende la vista di chi si affacci per ammirare il “biondo Tevere”.

Ennesima pista ciclabile


Sembra che la striscia di asfalto, peraltro nemmeno diritta ma sinuosa, sia la base per una prossima pista ciclabile. In altre parole: un’opera monumentale come gli argini del Tevere, –  progettati nel 1870 e terminati nel 1926 – che andrebbe tutelata come se fosse un monumento storico, viene considerata come l’asfalto di una qualsiasi strada urbana.

Aberrante scelta urbanistica

Ci salvammo dall’idea di Garibaldi che, dopo la presa di Roma, volveva deviare il corso del Tevere, ed anche da quella di altri buontemponi che lo volevano coprire per costruirci sopra una super strada, ma sembra che i progetti scellerati non abbiano fine.

Una decisione incomprensibile: i camminamenti ai lati del fiume avevano a dimora dei sampietrini di porfido grigio che ben si sposavano con travertino e marmo, ingialliti ed ingrigiti dal tempo e dalle piene dello stesso fiume. Se si voleva migliorare il decoro delle sedi laterali, dove camminano e passeggiano migliaia di Romani e stranieri, questa fettuccia di nero asfalto era davvero da evitare.

Un pugno in un occhio che non trova giustificazione

Tevere

Se degli interventi di ripristino erano necessari, si sarebbe dovuto intervenire nel rispetto della pavimentazione originale, scegliendo lo stesso materiale e restituendo al Tevere l’argine originario.

Le piste ciclabili hanno senso se realizzate protette nel traffico di Roma. Ma sui marciapiedi a bordo fiume già si va in bici senza pericoli delle auto e una pista ciclabile non apporta miglioramenti ma solo costi inutili. I soldi pubblici potevano essere spesi in ben altro modo, ad esempio ripristinando il Porto di Ripetta con gli attracchi per i battelli, oppure ricreando le spiagge lungo il Tevere. Così facendo non si sarebbe deturpato un luogo storico ma lo si sarebbe rivalorizzato.

Fonte foto: web

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