Il secondo principio per stare bene: la Creatività

Dopo la Fiducia, trattata il mese scorso e a nostro avviso il primo principio utile ad un percorso di vita sereno, oggi ci occuperemo della Creatività.

Di frequente la nostra società ci richiede di rispondere in modo creativo a sfide sempre più competitive. 

Occorre pertanto inventarsi un percorso e acquisire la capacità necessaria per cogliere opportunità, là dove comunemente si vede il buio.

Per riuscirci, bisogna avere uno spiccato senso sella “creatività”.

Leggiamo qualche punto…

1) Come nasce cose e quando riusciamo a comprendere che siamo creativi? 

Questa è la prima domanda che dovrebbe far riflettere ogni lettore.

Ebbene, le persone altamente creative hanno una grande quantità di informazioni sull’argomento rispetto al quale si concentrano.

2) Da dove nasce la creatività?

Essa nasce sempre da uno stimolo ovvero qualcosa che ci viene in mente di fare.

3) Cosa vuole dire essere creativi?

Attenzione: la creatività è cosa diversa dall’intuizione.

La prima fa parte di un processo, la seconda invece arriva in maniera repentina, improvvisa, un flash insomma.

La creatività: la fase “A”

La creatività non ha nulla a che vedere con l’arte in sé per sé.

Tutto quello che facciamo può essere creativo se diamo questa caratteristica alle cose che facciamo.

Per intenderci, si può praticare un’arte senza essere creativi, viceversa possiamo essere creativi anche quando laviamo i piatti.

Si può essere creativi addirittura nel non far niente. Basti pensare alla figura del Budda in ozio sotto l’albero.

La creatività è infatti la qualità che portiamo nelle cose che facciamo, è un’attitudine, un approccio interiore che si manifesta a seconda di come guardiamo le cose o in base agli obiettivi che vogliamo raggiungere.

Tutti dunque possono essere creativi se portano amore, passione, vitalità, energia e coinvolgimento illimitato nelle azioni più semplici.

Grazie alla creatività si inventa infatti un protocollo all’interno di determinate regole per rendere anche l’azione più banale (citavamo prima l’atto di lavare i piatti) più snella, intelligente e piacevole.

Se di contro si vive con indifferenza, poco a poco tutta la creatività scomparirà.

I limiti della società

Da bambini siamo tutti creativi, crescendo tuttavia la nostra creatività viene repressa o cannibalizzata da qualche interesse egotico. Quando nella vita entra l’ambizione e l’Ego prevale su tutto, la creatività scompare perché si tende a guardare avanti, nel futuro mentre una persona creativa è sempre nel presente, con tutti e cinque i sensi, nel qui e ora, in maniera giocosa, pur tenendo in mente i propri obiettivi.

Ciò accade perché la fissità della conoscenza pregressa agisce come una sorta di paraocchi, o filtro, tra la nostra mente e l’esperienza.

A cosa serve la  creatività?

Un atto creativo ci arricchisce, dona qualcosa al pianeta, e non toglie mai niente.

La creatività ci aiuta altresì a trovare facilmente soluzioni e idee fuori dagli schemi a problemi di tutti i giorni, senza utilizzare conoscenza pregresse.

La meditazione 

La centralità dello sforzo ad essere (o ritornare) principianti appare un forte collegamento tra la pratica della meditazione e lo sviluppo di creatività ed immaginazione. Attraverso la meditazione e la consapevolezza, impariamo pertanto a diminuire il potere dell’influenza dei pensieri abituali sul nostro modo di agire, ma anche ad assumere un atteggiamento distaccato e non giudicante sui pensieri e sulle sensazioni che proviamo.

“Chi ha una vita troppo legata alle conoscenze apprese in passato, difficilmente si farà stupire dalla dimensione dell’ignoto e farà un salto nella creatività, nell’immaginazione, nelle arti”. Jon Kabat-Zinn

Fonte foto: alqamah.it

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