Il Picchio di Sanremo

1B1B5D87-A6AC-4087-A9EF-CF57C6812402Dopo la terza serata del Festival, è tempo di fare un bilancio.

Sono un filino di parte, considerato il mio amore per Claudio Baglioni, ma c’è poco da obiettare: il Festival è bellissimo e funziona, funziona alla grande. Perchè scorre bene, tra cantanti e sketch, tra canzoni ed ospiti, e ti fa fare l’una di notte senza quasi accorgertene, con buona pace del dopo Festival, che mi domando chi mai riuscirà a vederlo.

Le canzoni, si sa, non possono piacere a tutti ma, in media, sono gradevoli. Quello che spesso non è piacevole è l’aspetto dei cantanti ma, porelli, non è colpa loro se hanno la faccia che hanno, no? Eppure, mi sono resa conto, con una punta di senso di colpa, subito scomparsa, che l’aspetto estetico può influenzare le valutazioni: la canzone di  Peppe Servillo e Avitabile alias Denny De Vito, ad esempio, non è male se ascoltata ad occhi chiusi; poi li apri e, bè, non c’è niente da fare, anche l’occhio vuole la sua parte. Ci sarà un motivo se le vallette del Festival sono sempre state delle fig…. delle ragazze pazzesche, no? Bè, anche sotto questo aspetto, il Festival di Baglioni è il migliore di sempre: perchè sul palco non ci sono inutili bellezze (scusate, signori maschi, ma a noi donne, vedere la farfallina di Belen, interessa poco) ma una conduttrice capace e graziosa… che c’è? Non vi va bene “graziosa”? L’avete vista ieri sera, pettinata da anziana signora anni ’50 e vestita con gli abiti della maison di casa sua? Ditemi che era bella con quel cavolo di completino nero e bianco, dai! Altro che “Tomaso ti risposerei”, “Tomaso, te menerei!” Ma torniamo al punto. Da un lato la graziosa e capace Hunziker, dall’altro Pierfrancesco Favino, detto Picchio. Ecco, lui fa parte di quel tipo di uomo che all’inizio lo guardi e pensi “che brutta faccia” e dopo un’ora sei lì che sbavi e pensi “maschio! Quanto sei maschio, Picchio! Picchiettami tutta!”. Ecco, vedete, anche questo è rispetto per le donne, finalmente! Ma vi pareva giusto, senza offesa, che sul palco dell’Ariston NOI abbiamo avuto Fabio Fazio e VOI Letitia Casta? NOI Baudo e VOI la Arcuri? NOI Panariello e VOI Ilary Blasi? È giustizia questa? È rispetto per le donne? Il massimo che ci è stato concesso è Gabriel Garko, però tutti a dire che per le donne è off limits e questo ha tolto molto al suo fascino, perchè se è inutile pure che me lo sogni, cosa me lo metti lì a fare? E finalmente arriva Claudio e si ricorda che esistiamo anche noi, le donne. Perchè anche a noi piace guardare, sapete? e Favino ha un suo fascino selvaggio. Giusto un appunto, sottovoce, gli farei: Pierfrancesco, per favore, anche tu, la tinta! Eccheccavolo, ma cosa avete voi uomini con ‘sti capelli? Ma lasciateli ingrigire, che siete tanto più belli e seducenti! E se proprio dovete ritoccare, Pierfrancè, il nero, così scuro, invecchia. Poi, per carità, io me ne faccio una ragione, chè per quello che ho in mente non è che starei tanto a vedere il colore dei tuoi capelli… lo dico per te, chè se uno comincia così a 47 anni, capace che va a finire come Roby Facchinetti! Che poi, lo avete visto ieri, Facchinetti? Giurerei che abbia cambiato colore: adesso è più castano mogano, salvo per le sopracciglia rimaste amaranto-aranciato. Ma quello deve essere il colore sociale perchè anche l’altro Pooh separato, Canziàn, che ha optato per un più sobrio nero-sbiadito, sfoggia, con orgoglio, le sue sopracciglia arancioni.

3938FB03-1263-49EF-936A-A0BB7CFAFD9AIn questo Festival all’insegna del rispetto per le donne, spicca la ballerina che accompagna i ragazzi de Lo Stato Sociale: è britannica (manco a dirlo) e ha la bellezza di 83 anni ma si esibisce in un rock acrobatico mozzafiato. Bravissima, ma fino a che non termina l’esibizione, uno sta in ansia, col il terrore che possa collassarle un femore o che, nel vorticare, le parta un braccio. Sono stata ingiusta con Lo Stato Sociale, la loro canzone è molto carina e spero addirittura che vinca (alla faccia di Edward-Mani-Di-Forbice e del suo sodale, riammessi per motivi che non condivido nemmeno un po’), è solo che l’attempata britannica catalizza l’attenzione e, come scrivevo, la vista gioca un ruolo importantissimo nel gradimento musicale. Forse se Noemi avesse indossato un abito più adatto, non sarebbe finita in zona retrocessione; forse se Leonardo Monteiro, nuova proposta, si fosse truccato meglio (visto che ha sepolto il suo bel colore ambrato sotto uno strato di fard che lo ha fatto sembrare un pellerossa col mascara), avrebbe avuto maggior successo; forse, se James Taylor non avesse indossato quel cappellino, mia madre non avrebbe pensato a Luca Sardella ascoltandolo. Forse, se Claudio Baglioni… se Claudio Baglioni.. no, Claudio, tu sei perfetto come sei, come il tuo Festival.

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