Il palazzo imperiale di Federico II a Foggia

EpigrafeIn Puglia c’è un monumento unico al mondo, tra i più affascinanti e suggestivi che abbiamo in Italia. È Castel del Monte, fatto costruire dall’imperatore Federico II di Svevia. Tutti i pugliesi e quasi tutti gli italiani lo conoscono. Pochi sanno che Federico in quel suo castello bellissimo ed enigmatico non ci mise mai piede. Morì infatti nel 1250, lo stesso anno in cui il castello fu completato. Pochissimi sanno che la città pugliese in cui Federico soggiornò più a lungo è Foggia.

Situata al centro di una vasta pianura, circondata da boschi, laghi, colline e monti, non lontana dal mare, geograficamente in posizione centrale rispetto ai territori dell’impero: Foggia era la sede ideale dove stabilirsi. A Foggia Federico arrivò pochi mesi dopo l’incoronazione a imperatore, nel febbraio del 1221. Due anni dopo diede ordine di costruire il magnifico palazzo che divenne la sua residenza e in cui si stabilì con la sua nutrita corte. Avrebbe potuto scegliere Napoli o Salerno o Capua, oppure Bari,  Brindisi o Taranto. E invece scelse la piccolissima, insignificante Foggia. Perché lo fece? La risposta è molto più semplice di quanto si pensi, al di là delle motivazioni che molti storici hanno ricercato. L’imperatore voleva una città tutta sua.

L'ingresso del palazzo, secondo lo studioso Giuseppe de Troia

L’ingresso del palazzo, secondo lo studioso Giuseppe de Troia

Voleva che Foggia diventasse “gloriosa regale sede imperiale“. Questo si legge in un’epigrafe murata su una parete laterale del museo civico della città. Questa epigrafe la volle lui. Insieme ad essa è stato murato anche l’archivolto, scolpito a foglie d’acanto e sorretto da due aquile, che rappresentava l’ingresso del palazzo. Archivolto ed epigrafe sono tutto ciò che ne è rimasto. L’infausto destino toccato al palazzo imperiale è lo stesso che ha segnato un’intera città devastata da saccheggi, terremoti, bombardamenti. Ad essi è seguito il castigo della “damnatio memoriae” che si è abbattuto ingiustamente su Foggia privandola dell’orgoglio di essere stata, ottocento anni fa, capitale del mondo.

Ma torniamo al palazzo imperiale. Esso copriva una notevole superficie e doveva essere straordinariamente bello. Lo storiografo napoletano Giovanni Battista Pacichelli dopo averlo visto ne descrisse le magnificenze, i leoni di marmo, le fontane, le colonne di verde antico, ma anche ruderi: «…appariscono in più luoghi porzioni delle mura, rimaste dopo le più barbare prede» (G. Pacichelli, “Il Regno di Napoli in prospettiva”, Napoli, 1703). L’epigrafe testimonia che a realizzare il palazzo fu il protomagister Bartolomeo da Foggia.

Ricostruzione basilica paleocristiana a Siponto, prov. Foggia

Ricostruzione basilica paleocristiana a Siponto, prov. Foggia

Da Foggia recentemente è partita la singolare iniziativa di inviare una petizione all’artista Edoardo Tresoldi per chiedergli di realizzare una “ricostruzione artistica” del palazzo di Federico così come ha fatto con una basilica paleocristiana a Siponto vicino Manfredonia (qui sotto la foto). Per questa realizzazione il giovane artista ha ricevuto diversi premi tra cui il prestigioso premio Francovich (istituito dalla Società degli Archeologi Medievisti Italiani alla memoria del professor Riccardo Francovich, storico e archeologo di fama internazionale). Promotore dell’idea è stato lo scrittore e giornalista foggiano Giovanni Cataleta il quale ha trovato nel blog di Geppe InserraLettere Meridiane” il trampolino di lancio.

La petizione ha già raccolto più di 1500 firme e, soprattutto, ha innescato un acceso dibattito sull’importanza della cultura e su cosa bisognerebbe fare per ridare slancio a un’area purtroppo depressa. Questo il suo link: petizione Palazzo Imperiale di Federico II

Cattedrale di Foggia - portale di san Martino

Cattedrale di Foggia – portale di san Martino

Federico II di Svevia è probabilmente stato il più grande imperatore del medio evo. Era una persona di grandi qualità, passato alla storia come “Stupor Mundi”. Erudito e amante delle arti, parlava sei lingue. Il suo impero abbracciava territori che andavano dal Nord Europa a Gerusalemme. Le diverse ribellioni e i conflitti con i papi lo costrinsero a frequenti spostamenti fuori dalla sua amata Puglia. Nonostante ciò, una notevole  parte della sua azione di governo venne fatta a Foggia e in Capitanta. Il gran numero di documenti emessi a Foggia dimostra che l’imperatore fu molto presente in città (35 presenze documentate) dove oltre al palazzo si fece realizzare anche una cappella palatina.

Cattedrale di Foggia - particolare del cornicione

Cattedrale di Foggia – particolare del cornicione

Recenti studi hanno dimostrato che diversi elementi della cattedrale di Foggia (in particolare la cripta, lo straordinario cornicione brulicante di figure allegoriche e il cosiddetto portale di San Martino situato sul fianco nord della chiesa) sono coevi e riconducibili alle stesse maestranze che realizzarono il palazzo imperiale. Ciò vuol dire semplicemente una cosa: Federico volle fare di Foggia non solo la capitale politica dell’Impero, ma anche una città d’arte.

È dunque sensato affidare all’arte il tentativo di ricostruire il grande palazzo dell’imperatore ed è senz’altro positivo innescare un processo virtuoso attraverso un dibattito, che coinvolga i singoli cittadini e la collettività e che, partendo da Foggia, si estenda al resto della Puglia e dell’Italia.

Con questo articolo invitiamo a leggere e sottoscrivere la petizione a Edoardo Tresoldi.

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