Il fenomeno dbooks.it: intervista con Luigi Lo Forti

Luigi Lo FortiDbooks.it è una casa editrice che nasce con un duplice scopo: offrire libri digitali commerciali, sia editi direttamente sia provenienti da altri editori, e fornire uno spazio in cui i nuovi autori possono farsi conoscere al grande pubblico.

Abbiamo incontrato il top management di Dbook.it e precisamente: l’amministratore unico: Luigi Lo Forti, il direttore generale: Luigi Lo Forti, il direttore commerciale: Luigi Lo Forti, l’addetto agli ordini e al trasporto: Luigi Lo Forti. Chiaro cosa si intende vero???

Lo abbiamo intervistato per inliberta.it

  1. Luigi Lo Forti cosa significa gestire (anche se sarebbe più corretto dire “essere”) una piccola casa editrice in un momento in cui l’editoria, anche la grande, è in difficoltà?

Al di là delle motivazioni personali, che hanno a che fare con la passione, una spinta coscientemente ingenua e idealistica verso un’attività che sappia offrire un “valore” a chi la svolge e a coloro ai quali è rivolta, gestire una piccola casa editrice come dbooks.it significa prima di tutto studiare: studiare un mercato complesso e sfuggente, studiare un pubblico ancora più elusivo, studiare il “prodotto” da offrire e il modo migliore per proporlo. 

  1. Nel vostro sito si legge “per Dbooks.it i libri elettronici non sono solo uno strumento comodo ed ecologico, ma debbono anche comportare un significativo risparmio per chi li acquista: per questo motivo, i prezzi degli ebook pubblicati sono pari a un terzo del costo di copertina medio dei libri cartacei.”

Solo ebook o anche cartacei? Dacci qualche informazione e numero su Dbooks.it: generi, pubblicazioni totali e recenti.

Dal 2013, abbiamo deciso di affiancare alla produzione digitale quella cartacea ogni volta che le condizioni contingenti, la qualità del testo proposto e le considerazioni commerciali lo rendono possibile e opportuno. Si tratta di una decisione presa analizzando la situazione: per una realtà come dbooks.it, la promozione si realizza prima di tutto attraverso le presentazioni, ma anche rendendo i libri disponibili in tutte le forme possibili: quello in cui opera dbooks.it è un mercato piccolo e composito, occorre potersi proporre in tutte le vesti possibili per soddisfare la maggior parte dei lettori. È una strategia costosa, faticosa e volte antieconomica, almeno nel breve periodo, che però ci ha permesso di costruirci una piccola ma solida base di lettori: la stampa digitale ci consente di non caricare eccessivamente il nostro magazzino (ordiniamo al massimo 100 copie alla volta), ma in diversi casi siamo stati felicemente costretti a richiedere una o più ristampe. Per quanto riguarda i volumi digitali, mi considero soddisfatto ogni volta che le vendite di uno di essi superano le 100 unità, un risultato che recentemente abbiamo raggiunto con Trumped, un volume di racconti distopici legato all’avvento di Donald Trump alla Casa Bianca (quando l’abbiamo progettato, i sondaggi lo davano a meno del 40%….) e che stiamo avvicinando con CreepyPasta 2, un’altra raccolta da poco pubblicata, questa volta dedicata alle leggende metropolitane nate in Rete. Quando poi superiamo le 300 copie, evento verificatosi l’anno scorso con CreepyPasta 1 e Assalto alla luna ribelle, allora possiamo parlare di un vero successo, anche se non certo economico: la nostra politica dei prezzi e le percentuali accordate ai distributori rendono il guadagno netto realizzato per ogni copia digitale venduta decisamente modesto. 

  1. Cosa bolle in pentola per il 2017?

Innanzitutto, una nuova versione del sito, che ci permetterà di sviluppare quella che a nostro avviso rappresenta la strategia più efficace che una casa editrice come dbooks.it può mettere in atto per crescere in credibilità, qualità e quindi visibilità: la promozione e il supporto agli autori, che saranno chiamati a contribuire con testi, materiale e notizie ad arricchire delle pagine dedicate a loro e ai loro libri. In questo modo, speriamo di creare un circolo virtuoso nel quale l’entusiasmo e l’impegno dei singoli scrittori possa riverberarsi sugli altri e, naturalmente, sulla casa editrice. Abbiamo poi diverse serie di volumi, alcune esclusivamente digitali, di racconti lunghi e romanzi “di genere”, oltre che un progetto di distribuzione estesa che però è ancora in fase embrionale. Abbiamo poi in cantiere alcuni titoli, tra i quali vorrei citare un romanzo di avventura dalle atmosfere ricche di mistero del nostro autore di punta, Stefano Di Marino: sono libri come questi che mi rendono orgoglioso di fare questo lavoro.

  1. Ma Luigi Lo Forti è anche scrittore. Da una parte comprendi l’impegno, il lavoro e a volte la frustrazione che c’è dietro un testo scritto e infatti è indubbio che ci sia armonia fra te e gli autori che pubblichi, dall’altra hai delle esigenze che sono tutte editoriali. Come gestisci questo conflitto?

Il patto sottoscritto con me stesso è stato chiaro fin da subito: dal momento in cui ho deciso di lanciarmi nell’avventura di editore, ho rivolto tutti i miei sforzi nel cercare di valorizzare prima di tutto il contributo degli autori che mi accordano la loro fiducia, nei limiti posti dalle carenze contingenti, dalle piccole dimensioni della casa editrice e dalle difficoltà proposte dal mercato. La mia attività di scrittura è quindi subordinata a tutto questo, e la pubblicazione di un mio libro avviene solo se ho la certezza che tale evento non rischia di sottrarre risorse e visibilità a quella dei “miei” scrittori.

  1. Se trovassi la famosa lampada di Aladino cosa chiederesti per Dbook.it?

Il pudore e soprattutto il realismo mi impediscono di immaginare per dbooks.it un futuro a breve termine puntellato da successi in serie e vendite a tre, quattro zeri. Quello che mi permetterei di chiedere, piuttosto, è la possibilità di continuare a lavorare con autori che stimo, pubblicando libri in cui credo, facendo crescere dbooks.it strutturalmente ed economicamente così da renderla una realtà sempre più efficiente e propositiva.

  1. Dai un consiglio agli scrittori esordienti.

Ne ho uno solo, e spero che non suoni troppo prosaico e disincantato: prima che al libro, pensate a che tipo di scrittore volete essere e costruite la vostra identità letteraria; lavorate su un genere, su uno stile, rendetevi visibili e accessibili, siate lineari e riconoscibili. Sarà triste e brutale a dirsi ma, prima ancora che un editore, oggi lo scrittore deve trovare i suoi lettori, gli unici che possono offrirgli la visibilità necessaria per emergere dalla folla di dilettanti più o meno dotati, più o meno agguerriti.

Grazie a Luigi per la sua disponibilità e visitaste il sito Dbooks.it!!

di Patrizia Calamia

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

Per inserire il commento devi rispondere a questa domanda: *