Il clima londinese

Quando io e la mia amica Raffaella ci telefoniamo, dopo esserci aggiornate sulle nostre vite e dopo aver spettegolato dell’intero mondo creato (non per vantarmi, ma io porto il contributo maggiore al tema), affrontiamo sempre lo stesso discorso: il tempo. 

Sento un brusio di sottofondo e occorre precisare: sì, la Raffaella di cui parlo è proprio lei, la mitica Bonsignori, colei che tutto sa e tutto scrive, l’erudita più temuta della nostra Redazione. Com’è che siamo amiche? Errori di gioventù, per quanto riguarda Raffaella, un colpo di fortuna per quel che posso dire io. Ed ora lasciatemi continuare. 

Dicevo, parliamo del tempo… ma no! Non in senso metafisico, che domanda, chè per affrontare un discorso così con Raffaella mi dovrei iscrivere a Filosofia e poi, forse, una volta laureata con lode, se ne potrebbe ragionare, forse. No, noi parliamo del tempo quanto clima, sole, pioggia, quei discorsi da ascensore dove esistono solo opinioni ed è difficile fare una figuraccia, sempre dietro l’angolo se parli di cose cólte con la Bonsignori. Manco a dirlo, le nostre preferenze climatiche sono agli antipodi: lei ama il freddo, con tutte le sue sfumature di pioggia, neve, ghiaccio e grigi, ed io il caldo, con tutti i suoi panorami di campi di grano bruciati dal sole, spiagge assolate, mari cristallini. Ma vi rendete conto di che fortuna? Per una volta, in una discussione con Raffaella, io potrei avere la meglio perchè chi può preferire il grigiume al sole? 

Fatto sta che lei mi dice sempre “che meraviglia quei cieli grigi londinesi, quella pioggerellina, il freddo tutto l’anno, quanto mi piacerebbe vivere in un clima così!” e da questo potete dedurre che anche i geni super eruditi hanno i loro problemi: sono un po’ pazzi. Perchè un conto è svegliarsi, aprire le tende ed essere illuminati dal sole, che ti fa venire voglia di uscire, di fare, di muoverti; altra cosa è compiere le stesse azioni e restare al buio perchè il cielo è grigio, pioviggina e fa freddo… io mi rimetterei a dormire! E invece taluni, come Raffaella, si sentono rinvigoriti dalla nebbia e dalla pioggia, guardano il cielo plumbeo e sospirano di gioia. Ma si può? Io agogno l’estate: non vedo l’ora di sentire caldo, di avere giornate di 15 ore di luce, di sdraiarmi in spiaggia, sotto un sole cocente e stare lì, ore ed ore tra il lettino ed il mare, il mare ed il lettino, che meraviglia! E lei? La Bonsignori? Lei si immagina felice a deambulare per il Polo, in maglietta a maniche corte e pantaloni di cotone leggero. Vi pare normale? No, Raffaella, non dire che esagero: tu sei quella che dorme con la finestra aperta, a dicembre! Io non esagero, quasi quasi minimizzo. 

Questo è stato un anno climaticamente durissimo, per me: dove mi spostavo mi spostavo, faceva sempre freddo, ho addirittura beccato la neve a Roma, da non credere. Ed il grigio perenne del cielo britannico sembra non volermi lasciare più: incombe sulla mia testa insieme al freddo persistente.

Ma l’estate arriverà ed io sarò felice: già mi vedo, nell’ordine, sbracata al sole di Fregene, sbracata a prua della barca di D., sbracata a bordo piscina a casa dei miei in Umbria. Che dinamismo, eh? D’altra parte l’estate fa caldo e bisogna prenderla con calma, muoversi piano, rilassarsi. Al freddo, in inverno, come fai a rilassarti? Non ha senso andare in giro perchè fa freddo, non puoi fermarti al sole perchè fa freddo, non puoi nemmeno camminare con calma perchè fa freddo, tanto vale andare a lavorare! Perchè pensate che i paesi del nord Europa siano produttivi? Il clima! Dove vuoi che vada la gente con quel gelo se non in ufficio? E perchè il sud Europa sta messo malissimo? Ma dai, davvero un italiano o un greco possono essere costretti ad andare in ufficio con 30 gradi, un sole che spacca le pietre, ed il richiamo del mare ad un passo? Solo la Bonsignori se ne sta rinchiusa in casa, tapparelle abbassate e ventaglio in mano, ad inveire in aramaico (non faccio per dire e non c’è da stupirsi: stiamo parlando di Raffaella, cento per cento che un po’ di aramaico lo conosce) contro il sole abbagliante; tutti in spiaggia o in giro a godersi le giornate e lei chiusa dentro, a scrivere, leggere, produrre, imparare, erudirsi. Sapete la cosa strana? Anche mio marito il Bozzolo, economista di una certa fama, uno dei 130 top manager di una società con 40.000 dipendenti, persona arguta ed intelligente (lasciate perdere quella cosa dei Tampax, anche i migliori hanno i loro problemi) ama il clima alla Bonsignori: mi ripete sempre che Londra ha il clima perfetto per produrre, lavorare, studiare.

Vedi com’è strana la vita? Magari, se anche io avessi amato il freddo, sarei potuta diventare una Bonsignori o una Bozzolo. 

Ecco, non c’è niente da fare: alla fin fine, ha sempre ragione Raffaella, il freddo è meglio del caldo, il freddo rende l’uomo più produttivo, intelligente, colto… un uomo che non sono io, ovviamente, perchè anche se il clima di Londra cospira in mio favore, io continuo a rimanere un’inguaribile cialtrona.

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