Il biglietto per il Coro

Un incontro tra professionisti di diversi paesi è sempre un’esperienza interessante: è bello scambiare informazioni e punti di vista, impressioni ed opinioni. Così, quando ho saputo che l’Ordine degli Avvocati di Milano aveva organizzato un incontro con la Law Society, a Londra, mi sono sentita in dovere di partecipare.

Londra accoglie i Colleghi milanesi in una bellissima giornata di sole; dopo una conferenza sul tema del giorno, la Brexit, ed una visita alla High Court, si terrà un concerto alla Temple Church, la chiesa edificata nel XII secolo dall’ordine dei cavalieri templari e che si trova all’interno dei Fields, l’area di Londra dove i barrister hanno le loro chambers: siamo all’interno del tempio dell’avvocatura inglese.

A cantare sarà la Corale Polifonica Nazariana, una istituzione per l’Ordine degli Avvocati milanesi. 

Fondata nel 1988 da Lucio Nardi, magistrato ma anche grande amante della musica, la Corale Nazariana conta tra i suoi coristi un discreto numero di avvocati e magistrati che, tutti i lunedì sera, si riunisce per provare. 

“Ho fatto diventare bello il lunedì” dice Lucio Nardi che da sempre, con orgoglio, dirige la Corale e che la ha fatta crescere tanto che l’inaugurazione dell’Anno Giudiziario, a Milano, viene festeggiata con un concerto delle Polifonica Nazariana.

Alla Temple Church il coro canterà la Messa di Gloria di Giacomo Puccini e dedicherà il bis agli ospiti britannici, intonando l’Ave Verum di Elgar. 

Seguirà un rinfresco dove entrerò da “imbucata” ma anche questo fa parte dello scambio culturale: l’imbucato è un must nei ricevimenti, soprattutto se c’è un buffet alla fine. Tuttavia, questo sarà in puro stile britannico, e, bè, bisogna essere preparati.

“Mangiamo qualcosa?” propongo all’amica con la quale ho fatto una passeggiata prima del concerto.

“Sì ma guarda che subito dopo il concerto c’è un rinfresco.” mi risponde.

“Appunto”, insisto, “mangiamo qualcosa”, chè i britannici sanno organizzare tanto cose ma, diciamolo, il cibo non è il loro forte.

Quando il concerto inizia, la chiesa si riempie delle voci dei coristi. Non sono al completo, e ci sono alcune “riserve”:  Londra non è una città economica e, qui, tutti sono venuti a spese loro, senza alcun rimborso, solo per amore della musica. Chissà se, all’opposto, cinquanta britannici avrebbero mai accettato di viaggiare e pernottare a loro spese, solo per una grande passione musicale? Chissà. Intanto, giusto per valutare l’attaccamento al denaro, il concerto dovrebbe essere gratuito, anche perchè l’Ordine Avvocati di Milano ha finanziato il rinfresco che seguirà. Eppure io ho pagato il biglietto: 16.76 pounds. Perchè? Perchè l’evento era indicato come a pagamento sul sito. Il fatto che nessuno controllasse i biglietti all’ingresso è stato chiaro indice che anche la impeccabile organizzazione britannica può avere delle falle e che, probabilmente, io sono la sola ad aver pagato. 

Ma qui siamo in terra inglese, toccategli tutto ma non il portafogli quindi, quando il coro si spegne in un abbraccio caloroso di applausi, mi faccio indicare una delle organizzatrici per segnalarle l’inconveniente.

“I’m so sorry, my dear” mi risponde, guardandomi come se le avessi detto che stavo per avere un attacco di cuore. Anni di esperienza, però, mi hanno insegnato a diffidare delle apparenze, “I’m so sorry un accidente”, perchè è chiaro che non le “sorry” proprio per niente. E no, cavolo, mi dico, se fosse successo a te, per di più in un altro paese, staresti facendo un delirio, ora mi impunto anche io.

“Oh!” replico, guardandola con lo sguardo smarrito che avrebbe un britannico al posto mio, “Thank you, but I’m really annoyed. I’m the only one who paid the ticket”, scusa ma sono  l’unica ad aver pagatoli biglietto e sono molto infastidita.

Ed eccola lì, la faccia della britannica con le spalle al muro, che mi fissa con la bocca semiaperta, ondeggia leggermente la testa, torce un po’ il busto, mi guarda e si guarda intorno.

“Ti ho incastrata, britannica, ora voglio vedere cosa mi dici!!” penso soddisfatta quando lei mi sorprende: mi afferra le mani e, come fossimo unite in una preghiera, mi dice:

“Darling, enjoy the drinks and the canapés” godiamoci il rinfresco, tesoro. Poi sorride, mi lascia le mani, si volta e scompare tra la folla, abbandonandomi a godere un rinfresco che, per i miei parametri di italiana,  non c’è.

Niente da fare, non è un problema di lingua, qui mi manca proprio l’esperienza e con i britannici, quando si tratta di defilarsi, non c’è competizione che tenga!

N.d.A

Al fine di testare fino in fondo l’efficienza britannica, ho inoltrato un formale complaint scritto all’organizzatore e sto aspettando che mi risponda. Vi farò sapere ma, a dir la verità, poco mi importa del rimborso: ascoltare la Corale Polifonica Nazariana è stata un’esperienza indimenticabile. Grazie a tutti i coristi, tra i quali sento di poter annoverare amici nuovi, e grazie alla sapiente e calda direzione di Lucio Nardi, uomo votato alla legge ma anche indissolubilmente legato all’amore per la musica.

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