I numeri del Coronavirus nel Regno (dis)Unito

Da qualche giorno, nella rassegna quotidiana sulla diffusione del Coronavirus, i TG italiani ripetono frasi tipo “è caos in UK sulle regole e sui numeri” come se qui ci fosse chissà quale confusione o incertezza. Ebbene volevo rassicurare tutti: qui la fase 1 e mezzo procede bene, benissimo direi.

Da mercoledì possiamo uscire tutte le volte che vogliamo e, contrariamente a prima, possiamo fermarci al sole, sdraiarci sui prati, sedere sulle panchine. Un grande progresso per chi desiderava evitare ulteriori incontri ravvicinati con i bobbies.

Uffici, negozi, scuole, bar e ristoranti rimangono chiusi ma tutti coloro che possono tornare a lavorare sono stati invitati a farlo. Ed hanno obbedito. Così, finalmente, i trasporti pubblici hanno ripreso a riempirsi. 

Era ora! 

Era così triste vedere metro ed autobus vuoti, sembrava una città fantasma. Anche il Coronavirus si stava deprimendo, poverino, e mancava ancora un po’ che avrebbe abbandonato tutto, perchè l’unico posto dove poteva banchettare erano le case di cura per anziani e, anche lì, il materiale umano iniziava a scarseggiare. 

E invece ecco che si ricreano grandi assembramenti. Meno male! Ero così dispiaciuta che il virus si offendesse per l’inospitalità e se ne andasse. In UK è probabile che questo non accadrà, almeno non in Inghilterra. Perchè Irlanda del Nord, Scozia e Galles hanno mantenuto il lockdown e “stay at home”, stai a casa, per loro è tutt’ora un imperativo. Solo l’Inghilterra, cuore economico del paese ed anche regione ad alta densità di popolazione, con l’ottanta per cento dei casi di morte da Covid-19 di tutto il paese, sta riaprendo. 

Le linee guida del governo continuano a richiedere una distanza di almeno due metri tra le persone mentre l’uso di mascherine nei luoghi chiusi e dove c’è assembramento è solo timidamente consigliato.

Nelle stazioni metropolitane sono state segnate le distanze da tenere sulle scale mobili e sulle banchine. 

I britannici, si sa, sono precisi e hanno misurato tutto per benino ma… ma veramente pensate che funzionerà? Cioè, veramente pensate che mettere quattro pezzi di scotch colorato per terra basterà ad evitare assembramenti e resse?

La TFL, l’azienda dei trasporti pubblici, ha annunciato che, per adesso, sarà impossibile aumentare il numero dei treni perchè manca il personale: sono molti gli autisti contagiati ancora in malattia. O morti.

Tanto il virus si è diffuso tra i conducenti dei mezzi di trasposto pubblico che, adesso, gli autobus sono gratis: per proteggere l’autista si sale e si scende solo dalla porta centrale mentre la macchinetta per il pagamento è posizionata nella parte anteriore del mezzo ed è irraggiungibile.

Se i britannici rinunciano ad un guadagno la situazione è grave.

Ma la strategia è negare. O meglio: minimizzare.

Primo paese in Europa per numero di morti, i britannici rischiano di scalare anche la classifica mondiale con un trend di circa 500/600 decessi al giorno che decresce solo nei fine settimana: lo so, sembra incredibile, ma qui il Coronavirus uccide dal lunedì al venerdì, sabato e domenica rallenta. Si passa dalla media dei 500/600 a meno di 200 decessi nel weekend. Che dirvi, anche i virus hanno bisogno di riposo? In UK pare proprio di sì.

“Ma i morti nelle case di cura? Quelli non li contate?” è stato chiesto da più parti; il governo ha risposto “eh, già, le case di cura… che brutta situazione!” ma contare i decessi ed aggiornare i conti non se ne parla proprio.

Per non dire poi che, sebbene siano il Regno Unito, uniti nei conti non lo sono affatto, perchè non hanno mai sommato i morti di Irlanda del Nord e Scozia a quelli di Inghilterra e Galles. Se fossi un irlandese del nord o uno scozzese mi girerebbero pure: “con tutto il casino che abbiamo fatto per fare parte dello stesso regno, ora non ci considerate per niente?”. Eppure così è.

Al primo maggio, tolte Irlanda del Nord e Scozia, i morti in UK erano 33.408 secondo i conti dell’ONS, Office for National Statistics, l’omologo del nostro Istat.

Dodici giorni dopo, il 12 maggio appunto, le fonti governative riportavano 33.186: come a dire che in dodici giorni non solo non è morto più nessuno ma in 222 sono resuscitati.

Insomma, qualche incertezza sui numeri c’è.

A me viene il dubbio che stiano gareggiando con Bolsonaro.

Sapete come sono i britannici: loro sono i migliori, devono vincere sempre e non potendo più ambire al primo posto per il paese con meno decessi, è possibile siano in competizione per arrivare in testa alla classifica dei decessi per Coronavirus. E caleranno l’asso dei numeri totali solo alla fine, sperando che Bolsonaro abbia continuato a conteggiare i suoi al ribasso.

Quindi, tornando alle notizie dei TG italiani, non è affatto vero che qui è un gran casino: le resse in metro sono ordinate, il traffico è aumentato perchè a tutti è consentito andare ovunque in auto e gente per strada ce n’è poca perchè è ancora tutto chiuso. 

C’è anche un bel sole ma fa un freddo tremendo, quindi non c’è nessuno sui prati. Per ora. Ma le temperature sono previste in rialzo e se il tempo continuerà ad esser così bello, Bolsonaro stai in guardia perchè il sorpasso potrebbe essere dietro l’angolo. 

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