I Lloyd’s of London e la lotta all’alcol

I britannici hanno un rapporto molto stretto con l’alcol: per loro il bere è più di un piacere, è un richiamo genetico.

Quando, a cominciare dal giovedì pomeriggio, si riuniscono nei pub, nei bar ed in qualsiasi luogo che serva alcolici, non lo fanno per stare in compagnia, lo fanno per bere e basta.

In Italia, se capita di vedere uno che beve da solo al tavolo di un bar o appoggiato al bancone, subito lo additiamo come “alcolista” e, spesso, in effetti, lo è. 

In Gran Bretagna, invece, è normale. Ma come ti va? Intendiamoci, bere piace anche a me, e mi piace tanto: ho smesso di fumare secoli fa ma non ho mai nemmeno lontanamente pensato di interrompere il mio rapporto affettuoso con l’alcol. Amo il vino, rosso in inverno e bianco freddo l’estate, e, in UK, mi sono tranquillamente adattata alla birra perchè il vino che viene servito è, il più delle volte, velenoso. Io e l’alcol abbiamo un perfetto rapporto di rispetto reciproco: io non abuso di lui e lui non prende il sopravvento su di me, siamo equilibrati (a parte quando il mio amico Flavio mi prepara i suoi fantastici Aperol Spritz e a fine serata il mio mondo gira, ma quella è colpa di Flavio e non dell’alcol. A tal proposito, scusate, colgo l’occasione: Flavio, le dosi del tuo cocktail, secondo me, andrebbero riviste. Non ho ancora smaltito la sbornia e sono passati tre giorni…).

A parte situazioni particolari, dicevo, io e la maggioranza degli italiani, beviamo per il piacere del buon vino, della buona birra, di un buon super alcolico e della compagnia: bere è anche socializzazione, due chiacchiere, un aperitivo con amici, l’occasione per un incontro. 

Ma noi siamo noi e loro sono loro, britannici. Per loro bere è un obbligo culturale, oltre che una necessità personale.

Quando Clodia ed io andiamo a cena nel nostro pub preferito, detto La Trattoria, rimaniamo incantate davanti ai tanti avventori che hanno per unica compagna una pinta. Fossimo in Italia, vi direi che sono tutti lì per “rimorchiare” ma questa è Inghilterra e loro sono lì solo perchè devono bere prima di tornare a casa, per forza. Se tu domandi loro perchè sono lì, da soli, a bere, ti guardano senza capire, come se si chiedesse ad un italiano “perchè hai il bidè in bagno?”. A Roma ti risponderebbero “e che devo avercelo in cucina?” tanto ovvio il fatto che il bidè esista e stia in bagno. Ed è scontato che un vero britannico stia nel pub, a bere, prima di tornare a casa. 

Possedere un bidè, però, non produce danni, almeno non che io sappia. L’alcol, invece, sta diventando un problema serio.

Non ho statistiche sulla incidenza della cirrosi epatica in UK rispetto ad altri paesi, ma sono propensa a credere che sia decisamente più diffusa che altrove. 

I Lloyd’s di Londra, invece, hanno fatto un’indagine e hanno valutato che così non può andare avanti: il consumo di alcol va ridotto ma non perchè faccia male al fisico, che gliene importa a loro, anzi, da assicuratori quali sono, magari ci guadagnano pure. No, semplicemente i Lloyd’s, il più famoso gruppo assicurativo al mondo, si sono accorti che stipulare accordi e contratti da ubriachi può portare a decisioni avventate e controproducenti per il business. Ma pensa un po’, chi lo avrebbe mai detto?

Così hanno diffuso un avviso per i dipendenti: “Lloyd’s ritiene che bere alcol mentre si è impegnati in attività lavorative possa danneggiare il rendimento delle persone.” MA NO? E noi che pensavamo potesse essere di aiuto per sviluppare idee creative!

I Lloyd’s precisano che “… quando viene consumato irresponsabilmente, l’alcol può essere una causa rilevante delle cattive condotte, un’aggravante delle violazioni disciplinari ed il suo consumo può essere ritenuto, di per sè, una violazione.” Così avvertono che gli impiegati che saranno trovati ubriachi al lavoro potranno essere sottoposti a provvedimenti disciplinari e che “saranno prese misure rigorose ed appropriate” avverso fatti relativi a molestie sessuali, bullismo, discriminazioni o negligenze dovute al consumo di alcol. Questo, forse, in risposta alle dichiarazioni di 18 donne che hanno definito l’ambiente lavorativo un “carnaio” dove le molestie sessuali sono all’ordine del giorno.

Ma i Lloyd’s sono positivi e ritengono che “evitare l’assunzione di alcol stia per essere ritenuta dalle imprese l’abitudine migliore”. Già, non deve essere una scelta facile, c’è da pensarci su e ragionarci molto bene.

Intanto si sente parlare di impiegati modello trovati a deambulare in piena notte, ignudi come mamma li ha fatti, nei corridoi di un hotel dove erano in trasferta per lavoro, o di altri che hanno tentato calorosi approcci sessuali nel corso di cene di lavoro dove l’alcol scorreva a fiumi. Tutte condotte molto costose perchè comportano il licenziamento. 

Se, invece, ti trovano riverso al suolo all’uscita di un pub, ubriaco fradicio, non sei passibile di licenziamento ma può anche essere che ti lascino lì: quello che da noi si dice dei sonnambuli, che non vanno svegliati, i britannici lo applicano agli ubriachi, non vanno disturbati. 

Ma sì, lasciamoli in pace anche noi, cheers guys e un saluto al vostro fegato!

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