I britannici e la trionfante “immunità di gregge”

Avete presente la teoria tutta britannica “combattiamo il Coronavirus contagiandoci tutti quanti”? 

Per chi non lo ricordasse, mentre il mondo intero cercava di fermare i contagi chiudendo la gente in casa ed interrompendo ogni attività, i britannici sono andati contro corrente: dieci giorni fa il consigliere scientifico di Boris Johnson, Sir Patrick Vallance, ci ha consigliato di contagiarci tutti, così saremmo diventati immuni. Immunità di gregge, ha detto. 

Questa eccezionale ricetta contro la malattia era stata preceduta dalle rassicuranti dichiarazioni di Bojo: “molte famiglie perderanno i loro cari prima del tempo” a causa del coronavirus, aveva detto con naturalezza. Che ci volete fare? L’immunità di gregge ha un costo e mica tutti possono sopravvivere, no? 

È stato un momento di altissima comunicazione, non so se fosse stato studiato o se gli è venuto fuori così, spontaneamente. 

Certo è che i risultati sono stati eccezionali: il giorno dopo, gli esperti di tutto il mondo si sono uniti in un coro di “ma che accidenti state dicendo?”, 501 tra medici, scienziati, studiosi residenti in UK hanno firmato una “Public request to take stronger measures of social distancing across the UK with immediate effect”, una lettera aperta con la quale chiedevano al governo britannico di prendere misure rigorose ed isolare il paese mentre la gente ha capito solo “ morirete tutti” ed ha iniziato a fare scorte alimentari. Un trionfo.

Il virus, intanto, avanzava indisturbato alla conquista del “gregge”.  E il numero di morti ed ammalati ha iniziato a lievitare. 

La curva dei contagi, dall’inizio di marzo ad oggi, è salita in linea quasi verticale ed i casi accertati sono, adesso, 6.650. Considerato che i britannici, da settimane, hanno smesso di fare tamponi a chi sta a casa malato, è ragionevole ritenere che 6.650 sia il numero di coloro che hanno avuto bisogno di un trattamento ospedaliero. 

5 decessi il 10 marzo; 335 il 24.

Riassumendo: la teoria dell’immunità di gregge è stata un disastro. Ma tu pensa, chi lo avrebbe detto, a parte tutto il mondo, eh? 

Così ieri sera Bojo ha comunicato alla nazione quello che ci aspettavamo da tempo: “you must stay at home”, dovete restare a casa. 

Stop visite ad amici e parenti. Una decisione che giunge tempestivamente all’indomani della Festa della Mamma che, in UK, è fortemente sentita e celebrata. Chissà in quanti saranno andati a festeggiare la propria genitrice, portando biglietti, cioccolatini e coronavirus. Lo vedremo nelle prossime settimane.

Adesso anche in Gran Bretagna si può uscire di casa solo per esigenze lavorative, per fare la spesa e, una volta al giorno, per fare esercizio. 

Oltre a ristoranti, bar e pubs, sono stati chiusi tutti i negozi. Restano aperti quelli che vendono cibo e le pharmacy. 

Tutto questo per tre settimane. E va bene così. 

Rimane da capire perchè abbiano aspettato tanto prima di seguire le linee guida dettate dai paesi di tutto il mondo. Addirittura Trump, l’altro stratega della lotta al virus che “è solo un’influenza”, si è ricreduto prima dei britannici ed ha chiuso il paese già da una settimana, non prima di essersi scagliato contro il “morbo cinese”, tanto per mantenere saldi gli ottimi rapporti che la sua amministrazione sta intessendo con la Cina.

Solo i britannici hanno strenuamente resistito fino a ieri.

Però non è colpa loro, c’è da capirli: gli mancava un precedente, una linea guida nazionale, un binario

I britannici hanno tanti pregi, ma affrontare gli imprevisti non è tra questi. Sono come i loro trasporti: sui binari esistenti, i loro treni scorrono alla perfezione ma quando si tratta di creare nuovi percorsi ecco che tutto si incasina (il Crossrail, la nuova linea metropolitana che doveva essere pronta due anni fa e che forse sarà terminata nel 2022, ne è un chiaro esempio).

E poi, non c’è niente da fare, è proprio che sono britannici: loro sono i conquistatori del mondo, padroni di un impero, superiori in eleganza, educazione, capacità. Non si sono resi conto che l’impero non c’è più e che la forma non è sufficiente se manca la sostanza. Non è colpa loro, è che sono cresciuti così, intrinsecamente convinti di essere, ognuno nel proprio piccolo, un monarca mancato che si trovi, magnanimamente, a conversare con gente inferiore sotto ogni profilo.

Ebbene, così come di fronte alla morte siamo tutti uguali, lo siamo anche di fronte alle malattie ed il Coronavirus lo ha ricordato a tutti. 

È vero che, ad oggi, i numeri del contagio in UK sembrano inferiori rispetto al resto del mondo; è anche vero che la Gran Bretagna ha fatto 64.621 tamponi; l’Italia, per fare un esempio, 206.886.

Per adesso non possiamo fare altro che rimanere a guardare cosa succede. 

E ringraziare che, alla faccia della “immunità di gregge”, ci abbiano chiusi in casa.


Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

Per inserire il commento devi rispondere a questa domanda: *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.