Hatchimals, il virtual pet del nuovo millennio

161005145108-hatchimals-pengualas-780x439Lo scorso 7 ottobre è stato lanciato il misteriosissimo Hatchimals, il virtual pet a forma di uovo la cui dinamica di gioco è stata tenuta top secret per oltre un anno. Il fenomeno degli animaletti robotici non è certo nuovo e trova le proprie radici intorno alla metà degli anni Novanta.

I virtual pet sono quei giochi e videogiochi che simulavano la vita e le necessità di un animale domestico da accudire. La particolarità di questi giocattoli è quella di avere un alto grado di interattività e di instaurare con il bambino un forte rapporto “emotivo”, al pari di un animale vero e proprio.

tamagotchi_0124_ubtUno dei virtual pet più famosi della storia è stato certamente il Tamagotchi, che nel 1996 chiamò molti bambini a prendersi cura sin dalla nascita di una specie aliena chiamata appunto “Tamagotchi” e dargli il necessario per farlo crescere ed essere suo amico, cercando di farlo vivere il più a lungo possibile e curarlo in caso di malattia. Il successo del gioco fu tale che dal 1996 al 2007 sono state create ben 37 versioni portatili del Tamagotchi.

0000352151Due anni più tardi, nel 1998 venne lanciato il rivale Furby un piccolo Gremlins interattivo che apparentemente poteva imparare a parlare. Immaginiamo lo scalpore che destò questa notizia all’epoca.

Oggi, circa vent’anni più tardi da quel primo virtual pet, i giochi si sono evoluti e sono diventati sempre più interattivi grazie allo sviluppo delle nuove e più sofisticate tecnologie.

zoomerTra i virtual pet più interessanti degli ultimi anni c’è Zoomer, un cane interattivo che risponde ai comandi del suo padrone. Qui l’interattività si unisce a innovative tecnologie che rendono l’animale robotico sempre più verosimile, nei movimenti, nelle espressioni, nei comportamenti, al corrispondente “reale”, aumentando così la connessione emotiva col bambino.

Ma a segnare il ritorno del magico uovo che negli anni Novanta ha fatto battere i cuori di molti bambini è stato appunto pochi giorni fa Hatchimals, ideato da Spin Master per un target d’età fra i 5 e gli 8 anni.

Un  cresce insieme al bambino attraverso tre fasi di sviluppo e si propone come un’esperienza di gioco completa, ricca di colori, suoni, ma soprattutto emozioni.

Il gioco inizia con un uovo che si schiude dopo circa 20 a 25 minuti e lascia uscire fuori il piccolo esserino colorato. Ci sono due famiglie di Hatchimals – Pengualas e Draggles – simili a pinguini, koala e draghi. Una volta “covato” l’Hatchimal bisogna prendersi cura di lui, alimentarlo e insegnargli delle parole e ballare insieme a lui.

Gli esperti del settore dicono già che sarà uno dei giocattoli più ricercati dell’anno. Il giocattolo costa circa 60 dollari, poco più di 50 euro…Babbo Natale, pensaci tu!

di Arianna Orlando

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