Grande distribuzione, poche aziende dove acquistiamo il 70% della nostra spesa

Grande distribuzione. C’erano una volta i negozietti sotto casa. Dove c’era la fruttivendola che conoscevi da anni e magari ti riservava il prodotto che prediligevi. Così come il fornaio, il macellaio, la drogheria. Diversamente, ci si rivolgeva ai mercati rionali. I prodotti surgelati erano rari e la spesa si faceva tutti i giorni. Oggi, invece, le statistiche ci dicono che, a Roma, il 70% della spesa è effettuata nella grande distribuzione. Cioè nelle catene di grandi supermercati, ipermercati, gruppi consorziati, ecc. Il dato romano, grosso modo, coincide con la media italiana. Dove nel nord è notevolmente maggiore, mentre nel sud è più ridotto.

Il fenomeno della grande distribuzione o della distribuzione organizzata è il risultato del neo-capitalismo. Quello dei trust, dei cartelli di aziende e degli oligopoli. Aggregazioni in grado di operare economie di scala e riduzione dei costi per eliminare la concorrenza. Inoltre, il settore distributivo è forse quello dove maggiormente si sono visti gli effetti del mercato unico europeo. Nello specifico, il settore è dominato da meno di una decina di soggetti. L’azionariato è, in alcuni casi, in possesso dei nostri partners europei.

Italiani giunti in ritardo nel settore della grande distribuzione

Per grande distribuzione si intende soprattutto quella effettuata negli ipermercati (oltre 2500 mq) e nei supermercati (da 400 a 2500 mq). Ma anche in strutture (le superettes). Queste hanno superficie minore ma principalmente a libero servizio di prodotti di largo consumo.

In Italia, siamo arrivati in ritardo a comprendere l’esigenza della grande distribuzione. Probabilmente perché più interessati alla qualità dei prodotti, il “made in Italy”. Qualità che, secondo il senso comune, è reperibile soprattutto se “a chilometro zero”. Cioè nel negozietto sotto casa. In ogni caso anche la qualità ha un costo e, dal punto di vista del consumatore, è meglio se a basso prezzo.

Con tali premesse, la formazione di grandi catene nazionali di distribuzione, in Italia, è giunta tardi. Di conseguenza, la sua crescita ha sofferto di crisi di debolezza nei confronti dei giganti della grande distribuzione francese e tedesca. Nonostante ciò, alcune grandi aggregazioni hanno saputo reggere alla concorrenza d’oltralpe. Soprattutto grazie alla cooperazione e alle associazioni di categoria.

Tra queste, Confesercenti con Conad e la Lega delle Cooperative con la Coop. Poi sono riuscite ad affermarsi e anche ad acquisire alcuni colossi della concorrenza. E’ il caso della francese Auchan, recentemente assorbita dalla CoNaD.

I colossi italiani della cooperazione al comando della grande distribuzione

Conad, acronimo di Consorzio Nazionale Dettaglianti, è una società cooperativa fondata nell’ambito di Confesercenti. Con sede centrale a Bologna, è formata attualmente da 7 cooperative che raggruppano 2664 dettaglianti. Ognuna di esse copre un’area del territorio italiano. Conad è presente anche in Albania, Cina, Kosovo, Malta e repubblica di San Marino. Nel 2017 il fatturato ha raggiunto i 13 Mld euro (+4,9% rispetto al 2016) con 52.762 dipendenti e una quota di mercato del 12,5%.

Nel 2019 il gruppo Conad rileva la quasi totalità dei punti vendita dei marchi Auchan e Simply in Italia, ad eccezione dei 33 supermercati Auchan in Sicilia e dei 50 drugstore Lillapois. Questa acquisizione ha causato il mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato che ammontavano a circa 1500 dipendenti. Grazie a tale investimento di un miliardo di euro, Conad diventa il primo gruppo della grande distribuzione in Italia con una quota del giro d’affari attorno al 18%.

Al secondo posto è posizionata la Coop, con una quota del 13,7% sul totale del volume d’affari. Il Consorzio Coop Italia nasce nel 1967 e raggruppa ben 8,5 mln di soci di cooperative di consumatori. Come per la Conad ogni cooperativa opera su una fetta di territorio nazionale. Coop conta 1.199 punti vendita in quindici regioni e oltre 53mila dipendenti.

Altre due grandi realtà italiane della grande distribuzione

A ridosso dei due giganti della cooperazione troviamo la Selex. E’ un gruppo distributivo multinsegna. Comprende il marchio Famila per i supermercati integrati (1500-2500 mq), i superstore (2500-3500 mq) e gli ipermercati (oltre 3500 mq). Con il marchio A&O gestisce i supermercati di metratura inferiore e con C+C i cash & carry. Il fatturato 2018 ha raggiunto i 10,9 Mld euro. Ha 33.000 dipendenti.

Esselunga è attiva solo nel segmento dei supermercati e solo al centro-nord. Nel 2017 i ricavi hanno toccato i 7,75 miliardi di euro con un aumento del 3,1% rispetto al 2016 grazie anche all’apertura di 4 nuovi punti vendita. I bar e le profumerie del gruppo sono gestite rispettivamente da Atlantic srl e Olimpia Beauté Spa. Queste, insieme a Esselunga fanno parte di Supermarkets Italiani.

La francese Carrefour e la tedesca Lidl seguono a ruota

La francese Carrefour è il primo distributore in Europa e il secondo nel mondo. In Italia dal 1993, ha raggiunto una cifra d’affari pari a 5,51 Mld euro (2017). Gestisce attualmente 1074 punti vendita suddivisi in 50 ipermercati (oltre 2500 mq), 406 supermercati (da 400 a 2500 mq). Quest’ultimi: 215 diretti e 191 in franchising. Inoltre gestisce altri 602 punti vendita di prossimità Carrefour Express. Di cui 179 diretti, 423 in franchising e 13 cash & carry.

Nel gennaio 2020 Carrefour tornerà nel Sud Italia dopo l’uscita di Auchan dal mercato italiano. Opererà, così, in 19 regioni. Gestisce anche un servizio di spesa on line. Esso comprende ortofrutta, uova latte e derivati, carne e pesce, bevande anche alcooliche, gelati, prodotti di profumeria e detersivi. Carrefour prevede di sviluppare ancor più la rete di negozi di medie e piccole dimensioni aprendo nuovi punti vendita. L’operazione peraltro prevede un esubero occupazionale di 590 posti di lavoro a tempo pieno. Il 4% della forza lavoro del gruppo. Ciò è dovuto alla riduzione della superficie di vendita degli ipermercati più ampi e la riorganizzazione della sede centrale di Milano.

La tedesca Lidl è di proprietà di Dieter Schwartz, cioè l’uomo più ricco di Germania secondo Bilantz (2018). Opera in 32 paesi del mondo; in Italia dal 1992. Ha avviato la sua espansione partendo dal Veneto, per poi diffondersi in 19 regioni. Il gruppo opera con due diversi sistemi distributivi. Il cosiddetto discount con insegna Lidl. La struttura commerciale degli iper e super, con il marchio Kaufland. Ha anche una linea di abbigliamento con testimonial la modella Heidi Klum.

Nel 2018 Lidl Italia ha realizzato 4,7 miliardi di euro di ricavi, con una crescita media annua negli ultimi 5 anni pari all’8,8%. L’azienda, che conta 16 mila dipendenti e 650 punti vendita, si posiziona come prima per tasso di crescita negli ultimi 5 anni. Il rifornimento quotidiano dei negozi è garantito da 10 piattaforme logistiche situate sul territorio nazionale. Negli ultimi anni ha intrapreso un percorso di rinnovamento con una netta virata verso il Made in Italy. Attualmente, oltre l’80% dei prodotti offerti da Lidl è prodotto in Italia.

In espansione il segmento discount

Eurospin, con il 5.1% di mercato, contende a Lidl la sesta posizione. Nata nel 1993 nel Triveneto, raggiunge a fine 2016 1081 supermercati su tutto il territorio italiano. Ad essi se ne aggiungono altri 62 in Slovenia, per un totale di 4,7 Mld euro di fatturato. Ha un patrimonio immobiliare pari a 997 mln euro e 7.000 dipendenti. Nel settore discount, secondo il Corriere della Sera ha una quota di mercato del 33% (2016).

CRAI Supermercati è un’altra cooperativa di dettaglianti. Nata nel 1973 a Desenzano del Garda, ha oggi un volume d’affari di 4,250 Mld euro. Gestisce 1626 punti vendita nel food e circa 3400 nel drug (prodotti per la persona e per la casa). La sua strategia di mercato è il negozio di prossimità, cioè nei centri abitati.

L’olandese DeSPAR è in Italia dal 1959. E’ formata da sei società, concessionarie in 16 regioni italiane. DeSPAR Italia opera anche in Slovenia, Croazia, Ungheria e Repubblica ceca. Il suo volume di affari, nella sola Italia, è pari a 3,4 Mld euro (2017). 1218 il numero degli esercizi.

MD è il secondo operatore italiano nel segmento discount con una quota di mercato del 15% ed una rete di vendita di oltre 700 negozi in 19 regioni. Fatturato: 2,3 Mld euro e 6300 dipendenti. Nel settore ipermercati, citiamo infine Iper, Bennet e Panorama. Tutti e tre si riforniscono dalla centrale di acquisto Intermedia. Si presentano in maniera estremamente simile, ma diffusi capillarmente solo in aree limitate e diverse del paese, senza farsi concorrenza.

Fonte foto: Wikipedia

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