Gaza: morti 11 bambini a seguito dell’ennesimo raid

gazabambiniGaza- Sono stati rinvenuti i cadaveri di 85 palestinesi sepolti sotto le macerie, a causa degli ultimi attacchi di Israele. Da martedì 8 luglio il numero delle vittime sale così a oltre 1.030 palestinesi, 51 israeliani, di cui 47 soldati.

Il portavoce Ashraf al-Qudra ha riferito che 76 corpi sono stati portati agli ospedali di Gaza e a Gaza City e ed il bilancio è stato destinato ad aumentare.

Di essi, 25 provenienti dalle zone settentrionali di Beit Hanun e Beit Lahiya, sono stati portati all’ospedale Kamal Adwan ed altri 25 all’ospedale Shifa di Gaza City dalle zone orientali di Shejaiya e Zaitun.

Tredici corpi ricevuti dalle aree centrali di Bureij, Deir al-Balah e Nusseirat sono stati trasferiti invece all’ospedale di Al-Aqsa, e altri 13 in un ospedale europeo nel sud di Gaza, nelle zone Khan Yunis e Rafah.

Purtroppo durante l’attacco aereo sono stati uccisi venti civili, tra cui undici bambini, inclusi una bambina di un anno e uno di tre, appartenenti quasi tutti alla medesima famiglia. La strage è avvenuta nei pressi dell’ospedale Shifa e in un parco situato nella parte occidentale del campo profughi di Shati. L’altro raid ha invece colpito gli ambulatori esterni del principale ospedale di Gaza. Qui sono stati rinvenuti i corpi carbonizzati di un medico ed altre persone.

Così la fragile tregua umanitaria di 12 ore, tra Hamas e Israele, sembra già un lontanissimo miraggio.

Il ministero degli interni di Hamas a Gaza ha consigliato alla gente di non avvicinarsi agli edifici bombardati e alle basi militari per paura di “oggetti esplosivi”.

L’esercito israeliano aveva infatti avvertito i residenti di Gaza di evacuare le case e di non ritornare perchè “le attività per individuare e neutralizzare i tunnel nella Striscia di Gaza continueranno”.

Insomma neanche gli sforzi del Segretario di Stato americano John Kerry, stanno producendo frutti.

Sabato Kerry era volato a Parigi, per parlare con il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius.

Kerry aveva inoltre detto in conferenza stampa al Cairo con il capo delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, che sia Israele che Hamas “devono definire qualche termine” per accettare un cessate il fuoco, ma sostanzialmente sie era sulla buona strada.

Ban aveva sollecitato una tregua che sarebbe dovuta durare per tutta la festa musulmana di Eid al-Fitr, che segna la fine del mese di digiuno del Ramadan.

A tal proposito Hamas aveva insistito sul fatto che qualsiasi tregua deve includere lo stop del blocco di Israele a Gaza per otto anni.

Invece Israele “ha respinto all’unanimità” la proposta di Kerry per un cessate il fuoco.

Non appena è iniziata la tregua di 12 ore, i palestinesi sono scesi in piazza a Gaza, inclusi i luoghi più pericolosi.

Anche il presidente americano Barack Obama è intervenuto per chiedere all’alleato israeliano di accettare un cessate il fuoco “immediato e senza condizioni” con Hamas.

Obama ha chiesto “di applicare un cessate il fuoco umanitario immediato e senza condizioni che metta fine subito alle ostilità e porti poi a una cessazione permanente delle ostilità sulla base dell’accordo del novembre 2012”. Ha poi riaffermato il diritto di Israele di difendersi “garantire il disarmo di gruppi terroristici e la demilitarizzazione di Gaza”.

di Simona Mazza 

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