Femminicidio: una piaga dei nostri giorni, una strage continua ed infinita

Non passa settimana senza che i media siano costretti ad aggiornare il bilancio di una piaga infinita, il Femmicidio. Le statistiche disponibili riportano spesso numeri non perfettamente concordi perché l’omicidio di ogni donna spesso viene registrato come inerente al fenomeno femminicidio.

Con una crescita che dal 2005 ad oggi ha toccato il +50%, il numero delle componenti del sesso femminile cadute sotto i colpi della cieca violenza maschile si è attestato nel 2017 in Italia sui circa 130 casi annui. Questo significa che in media una donna, una moglie, una compagna, una mamma, viene uccisa mediamente ogni 2 giorni, un ritmo semplicemente terrificante!

Difficile tracciare con esattezza un profilo di carnefici, vittime e cause: questi variano di anno in anno. E’ possibile però notare che nella stragrande maggioranza dei casi (una incidenza che negli ultimi anni si è attestata tra il 55 ed il 70%), l’assassino risulta essere il coniuge, il compagno, l’ex o l’amante della donna uccisa.

E’ quindi il movente passionale la molla prevalente? Sembrerebbe di si anche se altre statistiche ci dicono che la gelosia, il rifiuto della fine di una storia d’amore, un avvertito calo di interesse affettivo o sessuale, costituiscono una percentuale non superiore al 35-40% delle ragioni dell’atto brutale.

A sorpresa risultano alte le percentuali di omicidi conseguenza di liti continuative per incompatibilità caratteriali (25%, in questa categoria sono anche considerati i contrasti per l’affidamento dei figli in coppie prossime alla separazione) e quelle di uomini che non sopportano e non riescono a gestire la malattia della propria compagna o la rovina economica della famiglia (intorno al 15%).

Rare le motivazioni di origine puramente economica o tipiche del sadismo che non superano il 10% dei casi.

Non facile neanche disegnare una prevalenza geografica dove il Femminicidio sia più frequente. Almeno le Regioni in cui questo reato si presenta più frequentemente sono fluttuanti. E’ possibile però notare che circa l’80% degli omicidi annuali sono equamente distribuiti tra il Nord Italia ed il Sud del paese mentre il Centro della Penisola si attesta intorno al 20%.

Altra statistica che vogliamo riportare è quella legata alla Nazionalità delle Donne uccise: per l’80% si tratta di Italiane mentre circa il 20% è di origine straniera.

Parlando di omicidi volontari di donne, impressionanti i dati nell’ambito dell’Unione Europea: se in Italia la magnitudine di questa piaga arriva a toccare il valore di 0.45 per 100.000 cittadine, in Lituania e Lettonia il valore sale a 3/100.000 (7 volte maggiore del nostro paese). Molto alti anche i numeri di Estonia, Francia, Ungheria e Slovenia, tutti oltre il valore di 1 donna uccisa su 100.000, ovvero almeno il doppio dell’Italia,

Eppure siamo fortemente spaventati dai nostri numeri, dalla brutalità di un crimine che distrugge le famiglie. Un orrore che rende i figli orfani o soli in un battito di ciglio: la morte della mamma e il suicidio contemporaneo o l’arresto del padre/assassino, significa la perdita degli affetti più grandi per questi poveri bambini.

In un altro articolo di prossima pubblicazione si tratterà proprio di questa situazione: cosa può e deve essere fatto per tutelare i minori di famiglie oggetto di Femminicidio.

Al di la di tutti i numeri citati, è evidente la persistenza di recrudescenze di una cultura negativamente Patriarcale.

Cultura che non riesce ad accettare la libertà della propria compagna di poter decidere di troncare un rapporto ormai logoro per i tanti motivi descritti in precedenza. Una cultura che con violenza vuole ribadire “o con me o morte”!

Tanto impegno, nuove leggi, ferrea applicazione di quelle vigenti e una maggiore attenzione al pericolo anche da parte delle Donne, serviranno per evitare che i numeri sanguinosi degli ultimi anni si ripetano in futuro!

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