Il danno e la beffa: Milano ha perso ai rigori l’EMA

imagesAltra vittima della Brexit: l’EMA, l’Agenzia per il Farmaco, dovrà lasciare la città di Londra; per tal motivo è stato dato il via alla ricerca di una nuova sede: Bratislava, Copenaghen, Amsterdam e la nostra Milano sono le preferite. Ma la decisione è arrivata nella giornata di ieri, 20 novembre 2017: la città di Milano è stata sconfitta al ballotaggio finale, visto che aveva ricevuto gli stesso voti della capitale dei Paesi Bassi, Amsterdam.

Il capoluogo lombardo era passato al secondo turno delle votazioni per aggiudicarsi l‘Agenzia europea del farmaco con 12 punti ed era in finalissima contro Amsterdam, che aveva ottenuto 9 punti. Quindi un vantaggio netto, ma…

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Lo spareggio è avvenuto tramite due palline,

contenenti i foglietti con i nomi delle due città inserite in una specie di bussolotto, in modo tale da lasciare il tutto completamente al caso: ma quest’ultimo non ha voluto premiare la nostra Italia. Subito Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, ha commentato «il sorteggio e’ un po’ il paradigma di questa Europa che non sa decidere, non sa assumersi le responsabilità e lascia ad altri o alla sorte. Il modo peggiore per rapportarsi con i Paesi, un modo che genera non solo delusione ma anche tristezza. Un’Unione di Paesi che non sa decidere, nel bene e nel male, genera proprio questo sentimento». Un’osservazione polemica che nei confronti di un Europa che sembra voler ‘far fuori’ il Bel Paese.

cq5dam.web.738.462 Anche il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, esprime la sua delusione tramite un freddo commento sul social Twitter: «Grazie a Milano e grazie a tutti coloro che si sono impegnati per Ema, nelle istituzioni e nel privato. Una candidatura solida sconfitta solo da un sorteggio. Che beffa!» e continua il sindaco Giuseppe Sala: «Veramente un po’ assurdo essere esclusi perché si pesca da un bussolotto. Tutto regolare ma non normale […] È possibile che alla fine ci sia stato anche qualche accordo politico. La mia valutazione è che nelle prime due votazioni è stato fatto valere il valore dei dossier, mentre dalla seconda votazione in poi sono partite le telefonate tra governi». 

C’è grande delusione quindi, ma si ha la consapevolezza che per la prima volta una città Italiana era in lista per accogliere una delle più grandi aziende a livello internazionali.

Perciò, un grande passo per il nostro Paese, che però, ancora non è pronto all’Europa.

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