E finalmente arriva Boris

Dopo aver tanto atteso, finalmente, è arrivato il suo momento: Boris Johnson, detto Bojo, il  ciclista biondone, già giornalista, sindaco di Londra e poi Ministro degli Esteri, sarà il nuovo Prime Minister.

I Tories hanno votato e Mister Johnson è stato eletto alla guida del partito, quindi alla guida del paese: ha stracciato il suo avversario, Jeremy Hunt, attuale Ministro degli Esteri, con oltre il doppio dei voti, 92 contro 46 mila. Lo sconfitto non è parso per niente deluso, anzi: un attimo dopo la proclamazione, ha stretto calorosamente la mano del collega eletto e gli ha sorriso affabilmente, congratulandosi, “well done”, ben fatto. 

A conoscere i britannici, che non dicono mai quello che pensano, viene il sospetto che, in realtà, pensasse “mo so’ cavoli tuoi. D’altra parte hai tanto voluto la Brexit? Adesso arrangiati!”

E sarà esattamente su Brexit che si peseranno le capacità del nuovo Primo Ministro: questo e solo questo è, ad oggi, il metro con il quale vengono valutati i politici britannici. Brexit e solo Brexit è il risultato che il governo deve conquistare. 

Il biondissimo Boris lo ha già promesso: il 31 ottobre si esce, con o senza accordo, chissene importa. Tanto, pensano loro, noi siamo i britannici e vinciamo sempre. 

Che il mondo sia cambiato, che la forza dei Paesi, piaccia o meno, stia nell’aggregazione a loro non importa, loro vanno controcorrente. Sono un popolo di marinai che sta sfidando le leggi del mare ed è forte il sospetto che non sia una buona idea. 

Ma Boris Johnson non ha dubbi: dobbiamo fare quello che il Paese ci ha chiesto, uscire. Chissà come lo spiegherà agli scozzesi, che avevano appena votato per restare annessi alla Gran Bretagna, perchè volevano restare in Europa, e un attimo dopo, si sono ritrovati fuori dall’EU. Sono ancora furibondi, non sarà facile avere il loro voto e la maggioranza dei Conservatives, alla camera dei Comuni, è veramente risicata.

“Brexit is not a joke”, la Brexit non è un gioco,si sente ripetere ma, guardando Boris, bè, non si può escludere che lo diventerà. 

Johnson è noto per le sue condotte politically incorrect: chi non lo ricorda imbragato e sospeso nel cielo di Londra ad inaugurare i giochi olimpici del 2012? Qualcuno riesce ad immaginare altri politici britannici a fare una cosa del genere? Ce la vedete Theresa May o Jeremy Corbin? O anche il serissimo Sadiq Khan, attuale sindaco di Londra? No, queste sono cose che solo Boris Johnson può fare. Come azzuffarsi tanto veementemente con la sua attuale fidanzata – di vent’anni più giovane – da far intervenire la polizia. 

Ma, si sa, il rapporto di Boris con le donne è complicato: sposato due volte e divorziato in pari numero, ha 4 figli con la seconda moglie ed un numero imprecisato di altri, frutto di relazioni amorose di breve durata. D’altra parte non è colpa sua, è che le donne gli piacciono proprio, è più forte di lui. Potrebbe essere un bene: avrà un ottimo argomento di conversazione con Donald Trump, non c’è come condividere gli hobbies per stringere un legame. 

Come il suo omologo americano, anche Bojo è noto per le sue tante gaffes: per citarne una, contestando l’uso del burka, ha detto che le donne che lo indossano “look like letter boxes”, sembrano delle cassette delle lettere. Si può immaginare l’entusiasmo con cui la comunità musulmana ha accolto l’esternazione.

Fatto sta che, di gaffe in gaffe, Boris Johnson è arrivato fino al Downing Street e da lì, in un attimo, lo ritroveremo a Bruxelles, a definire Brexit, restituendo ai britannici la credibilità che hanno perso. Almeno così ha detto. 

Staremo a vedere e, è probabile, riusciremo anche a divertirci.

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