Curricula contraffatti ed altre menzogne

I britannici hanno tanti difetti e non manco mai di sottolinearli, però un grande pregio devo riconoscerglielo: non mentono.

La menzogna, in questo paese, non solo non premia ma può avere conseguenze molto serie per tutti, grandi e piccini. A dire la verità si impara fin da bambini, è un insegnamento che viene inculcato nelle giovani menti affinchè crescano sincere e pure.

Circa un mese fa, un mio amico italiano e la moglie sono stati convocati a scuola del figlio dal preside.

“Signori, potete venire oggi a scuola? Vi devo parlare.”
“Nostro figlio sta male?” hanno chiesto i due, prossimi all’infarto.

“Lui sta bene ma ha fatto una cosa gravissima della quale dobbiamo discutere con urgenza.”

I due poveri genitori hanno mollato impegni, lavori, amici, e si sono precipitati a scuola.

Nel tragitto hanno pensato di tutto: avrà partecipato ad una rissa, picchiato un insegnante, fumato droga in classe? O avrà accoltellato il vicino di banco, chè a Londra gli accoltellamenti tra adolescenti vanno alla grande?

Sono arrivati a scuola con la tachicardia e la pressione altissima.

Quando si sono seduti davanti al preside, erano prossimi alle lacrime.

“Cos’è successo?”

“I’m really sorry to tell you this: your son cheated.”

I due, che, pur parlando inglese, erano in un tale stato confusionale da non comprendere più nemmeno l’italiano, si sono guardati, poi hanno guardato il preside e, certi di non aver capito, hanno chiesto:
“What?” che tradotto sta per “Che????”

“Yes.” ha ribadito grave il preside, “He cheated in the test.”

A bocca aperta ed occhi sgranati, i due genitori si sono guardati:

“Ha davvero detto che ha copiato il compito?” ha chiesto uno all’altra.

“Sì, ha detto che ha copiato.” ha risposto l’altra, mentre il suo cuore riprendeva un ritmo normale, la pressione calava e gli occhi le si riempivano di lacrime per la gioia.

Vedendola così emozionata, il preside ha continuato:

“Vedo la sua disperazione, signora. Mi dispiace ma non posso consolarla. La situazione è grave.”

“Certo. Capiamo.” ha risposto il mio amico, al quale quasi veniva da ridere. Perchè, dai, chi di noi non ha copiato un compito, a scuola? Chi non ha, almeno, provato a farsi passare la traduzione di una versione di greco o latino o la soluzione di un compito di matematica? Pazienza se ti beccavano, 4 lo avresti preso lo stesso, valeva la pena correre il rischio.

Lo aveva pensato anche il figlio del mio amico, che chiameremo Giuseppe: ragazzo educato e per bene, 15 anni e mai un’assenza ingiustificata, ottimo percorso scolastico, un giorno non aveva proprio voglia di fare i compiti a casa ed aveva pensato bene di copiare. Si trattava di una verifica di musica per la quale il ragazzo doveva suonare un brano al violino. Giuseppe quel brano lo sapeva anche suonare ma, sai come succede, a 15 anni si può avere una fretta indemoniata ed invece di registrare la sua esecuzione, Giuseppe aveva scaricato da internet l’esecuzione di chissà chi che suonava al suo livello. Perfetto, file pronto ed inviato alla scuola. E tutto il pomeriggio libero per divertirsi. Peccato che la scuola fosse dotata di un software anti copiature e lo avessero scoperto.

“Vabbè.” hanno detto i genitori, decisamente sollevati, “non succederà più. Adesso saremo rigorosi, noi….”

“Adesso stiamo valutando le conseguenze.” ha detto il preside senza l’ombra di un sorriso.

“In che senso?” hanno chiesto i genitori.

“Giuseppe ha fatto una cosa molto grave. Ha copiato in un compito a casa. Ha mentito. E ci sono delle conseguenze.”

Per farla breve, è emerso che copiare è considerato così grave che Giuseppe avrebbe ricevuto una lettera di demerito che sarebbe rimasta nel suo curriculum scolastico, macchia indelebile per il resto dei suoi giorni. Per consolare i genitori frastornati, il preside ha spiegato loro quanto il figlio fosse stato fortunato: se avesse copiato in un un esame finale, sarebbe stato bocciato, espulso dalla scuola ed avrebbe anche rischiato di essere espulso da tutte le scuole del regno. Per diplomarsi non avrebbe avuto altra scelta che espatriare oppure iscriversi in una PRU, Pupil Referral Unit, scuole per ragazzi difficili o con problemi seri. Inutile dire che diplomarsi lì non è il miglior inizio per un felice futuro professionale.

Mentire è grave, gravissimo.

Qualche anno fa Chris Huhne ha preso una multa per eccesso di velocità ma, per non macchiare il suo curriculum specchiato, considerato che Chris Huhne era anche diventato ministro, ha mentito dicendo che c’era sua moglie alla guida. È andato tutto bene fino a che Huhne e la moglie si sono separati e lei, per vendetta, ha svelato la bugia: lui si è dimesso ed entrambi sono stati condannati ad 8 mesi di prigione.

Mentire è imperdonabile.

Quando si viene assunti, in Inghilterra le aziende fanno quello che si chiama background check, ossia la verifica del curriculum presentato e se qualcosa non quadra, se si scopre che hai mentito, addio lavoro.

Anche in Italia abbiamo iniziato a verificare i curricula: così si è scoperto che Oscar Giannino, giornalista laureato in Economia e Commercio, Giurisprudenza ed orgoglioso possessore di un master alla Chicago Univerity, in realtà si era inventato tutto: un brutto complesso di inferiorità, si è giustificato, ma anche un errore che qualcuno aveva commesso nel redigere il suo curriculum. Ovviamente lo abbiamo perdonato e tutto è continuato come prima: mica è colpa sua se aveva un complesso e sbagliare capita.

Anche il curriculum del deputato Guido Crosetto, depositato alla Camera, era stato controllato nel 2013 e la sua laurea in Economia e Commercio era risultata inesistente. Crosetto si era molto arrabbiato: mai detto di essere laureato, aveva tuonato. Chissà com’era successo quell’errore, chè, per solito, uno il proprio curriculum se lo legge.

Giuseppe, ragazzo mio, che gran peccato tu viva in Inghilterra: con le tue credenziali, in Italia potevi ambire a diventare Capo del Governo.

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