Coronavirus, Vittorio Feltri di nuovo nella bufera dopo le parole contro il Sud

Non è di certo la prima (né, quasi sicuramente, sarà l’ultima) volta in cui le dichiarazioni di Vittorio Feltri, direttore di Libero, fanno discutere e generano polemiche. Stavolta, a creare scompiglio sono stati i concetti espressi durante la puntata di martedì scorso di Fuori dal coro, in prima serata su Rete Quattro.

Tutto parte dalla discussione riguardante la proposta del governatore della Campania, De Luca, di chiudere i confini della propria regione per evitare l’entrata nel territorio di individui provenienti dalle regioni del Nord, ovvero quelle dove il numero dei contagiati è di gran lunga superiore rispetto alle altre aree del Paese. Mario Giordano, conduttore della trasmissione, chiede quindi a Feltri il suo pensiero in merito, scatenando la risposta decisamente provocatoria del giornalista bergamasco: Perché mai dovremmo andare in Campania? A fare i parcheggiatori abusivi?”.

Il dibattito prosegue, con Giordano che stuzzica Feltri chiedendogli se, a suo avviso, ci sia da parte dei meridionali una sorta di “godimento” nel vedere i lombardi alle prese con una situazione così complicata in termini di contagi. Anche in questo caso, il direttore replica in maniera piuttosto netta quanto spiazzante, “il fatto che la Lombardia sia andata in disgrazia per via del Coronavirus ha eccitato gli animi di molta gente che naturalmente è nutrita da un sentimento di invidia o di rabbia nei nostri confronti perché subisce una sorta di complesso di inferiorità”, sentenziando poi, di essere convinto che in molti casi i meridionali siano realmente inferiori.

Come era lecito attendersi, tali esternazioni non sono passate inosservate. Le condanne son arrivate sia dal mondo della politica che dal quello della cultura, oltre che dall’ambiente giornalistico stesso. L’onorevole Michela Rostan di Italia Viva  ha puntato con forza il dito contro Feltri, affermando che le sue parolenon hanno nulla a che vedere con la libertà di esprimere le proprie opinioni” ma che rappresentano invece “una vera e propria istigazione all’odio razziale“, auspicando perciò che l’Ordine dei Giornalisti prenda dei seri provvedimenti in merito all’episodio in questione. Molto critico anche il siciliano Erasmo Palazzotto, deputato di LEU, il quale ha attaccato in maniera diretta Feltri e gli esponenti politici che lo supportano: “il Sud per voi è solo un votificio, da cui attingere dopo un trentennio di insulti”, queste le parole pubblicate sui propri canali social.

Hanno invece già deciso di agire per vie legali, il Senatore (e giornalista) Sandro Ruotolo ed il celebre scrittore Maurizio De Giovanni, entrambi napoletani, i quali hanno voluto sottolineare la violazione della legge Mancino, volta a sanzionare le manifestazioni di odio.

Una netta presa di posizione è poi arrivata (come era atteso da molti)  proprio dall’Ordine dei Giornalisti stesso, nella persona del suo Presidente del Consiglio nazionale, Carlo Verna, il quale ha affermato che i comportamenti del direttore di Liberorischiano di travolgere l’immagine dell’intera categoria dei giornalisti italiani”, annunciando poi, che sarà dato mandato ad un legale per procedere nelle dovute sedi. Ha inoltre specificato, al contempo, le responsabilità da attribuire al conduttore della trasmissione che, ai sensi della “Carta dei doveri” dei giornalisti, potrebbe essere ritenuto colpevole di non essersi dissociato dalle ingiuriose frasi pronunciate dal suo ospite.

Detto ciò, già dopo poche ore dalla fine della trasmissione in causa, lo stesso Feltri aveva affidato al proprio profilo twitter la sua spiegazione riguardo le parole pronunciate in precedenza in onda, cercando così in qualche modo di raddrizzare il tiro a seguito delle immediate polemiche di chi, a sua detta, ha strumentalizzato tali dichiarazioni.

“Mi pare del tutto evidente che il Sud e la sua gente siano economicamente inferiori rispetto al Nord. Chi non lo riconosce è in malafede. L’antropologia non c’entra con il portafogli. Noto ancora una volta che le mie affermazioni vengono strumentalizzate in modo indegno”.

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