Coronavirus: Papa Francesco prega e invoca la Madonna

Tutti schierati contro il nemico pubblico dell’umanità mentre in Europa si discute ancora sugli aiuti per fronteggiare la crisi economica.

Non conosciamo bene l’origine del microrganismo che ha causato la pandemia, ma sappiamo che, in pochi mesi si è diffuso in tutto il pianeta dimostrando a tutta l’umanità di essere in grado di superare stati e confini, di colpire chiunque e di non guardare in faccia a nessuno, ricco o povero. 

Il Coronavirus, il nome deriva dal suo aspetto circolare con espansioni nella circonferenza ottenute con fotografie bidimensionali scattate con il microscopio elettronico, non ha bisogno di “ponti ideali” per superare le barriere culturali o religiose, è il nemico pubblico della specie umana che colpisce coloro che sono più debilitati e inermi. 

Circolano tante notizie, in Italia e all’estero, sul fatto che il Covid-2 sia sfuggito dagli esperimenti in laboratorio su cavie animali per poi fare un “salto di qualità” e riuscire a mutare per poter colpire chi gli metteva a disposizione un ambiente naturale migliore per progredire: l’essere umano. 

Sta di fatto che i devastanti effetti di “suo cugino”, che provocò una grave epidemia iniziata nel Guangdon in Cina tra il 2002 e il 2004, non sono niente a confronto di quello che è successo a partire dal dicembre scorso nella zona di Whuan

E’ difficile fare un bilancio preciso della propagazione che sembrerebbe abbia seguito le rotte commerciali dalla Cina, utilizzando uomini e merci, per raggiungere molto velocemente l’Europa e gli altri continenti. 

Inutile parlare di previsioni catastrofiche, il rischio è ancora alto anche in Italia dove si stimano centinaia di migliaia di contagi, tra quelli evidenziati o conclamati e quelli definiti “asintomatici” perché, non essendo colpiti da sintomi così gravi, non si sono rivolti alle strutture ospedaliere.    

Quasi tutti abbiamo avuto raffreddore e mal di gola con qualche linea di febbre, sintomi tipici di una normale influenza stagionale, ma non avendo accusato la SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome-sindrome respiratoria acuta grave) non ci siamo preoccupati più di tanto fino a quando non abbiamo letto o sentito dai telegiornali le notizie, quasi un bollettino di guerra, e le raccomandazioni ripetute dal Governo per combattere il nostro nemico invisibile. 

Per ora, in attesa di una cura e di un vaccino, l’arma migliore è la prevenzione accompagnata dall’isolamento. I laboratori scientifici di tutto il mondo stanno lavorando giorno e notte per trovare il rimedio, giungono molteplici notizie che fanno ben sperare, ma, nel frattempo, meglio evitare il rischio di essere contagiati o di contagiare gli altri, poiché potremmo essere dei portatori sani con il virus ancora attivo dentro di noi. 

Il virus, per vivere, deve spostarsi da un organismo all’altro ed usa particelle nell’aria come fossero treni o aeroplani su cui viaggiare. Se il virus ci attacca attraverso le vie respiratorie, dopo 2 o 3 giorni è sceso all’interno del nostro corpo ed ha raggiunto i polmoni dove si comporta come uno scassinatore (utilizzando le sue chiavi-grimaldello per aprire i recettori Ace-2 delle cellule alveolari). Dopo essere entrato nelle cellule per impadronirsi del comando (rappresentato dall’ RNA che provvede a regolare le funzioni della nostra vita secondo lo schema imposto dal DNA umano) inizia a moltiplicarsi e a produrre il suo RNA che, dando ordini diversi ai nostri organi, determina funzioni che diventano patologiche: infiammazioni che impedisce la corretta respirazione, ipertensione arteriosa che mette in difficoltà reni e cuore, polmonite e infarto cardiaco.

Se il nostro organismo è sano, le nostre difese naturali (anticorpi prodotti dal nostro sistema immunitario ma anche batteri “alleati” che convivono con la specie umana) sono in grado di sconfiggere il Coronavirus, che dopo qualche giorno viene debellato ed espulso. 

Poiché il contagio è come una reazione a catena favorita da particolari condizioni meteorologichecome clima freddo e umido, speriamo che con l’arrivo della bella stagione ed il calore dell’estate la sua “virulenza” si abbassi. 

Intanto, però, dobbiamo prepararci ad un’altra grave sciagura: il danno economico che ci ha procurato il nemico pubblico numero uno. Una questione che metterà a dura prova la tenuta dell’Unione Europea, una sorta di cartina al tornasole per misurare la capacità di tenuta monetaria e la solidarietà tra gli stati membri di fronte alla crisi che ha colpito particolarmente l’Italia e la Spagna.

Gli esperti profilano due ipotesi con scenari diversi ma egualmente devastanti:

  1. Se finisse l’emergenza e da Maggio il nostro paese potesse ritornare gradualmente alla normalità, gli effetti della “chiusura” delle attività produttive si potrebbero ripercuotere tra il 2020 e il 2021 ed il giro d’affari delle imprese italiane avrà perso quasi 300 miliardi di Euro.
  2. Se questa situazione attuale dovesse protrarsi fino alla fine dell’anno, allora il deficit salirebbe oltre i 600 miliardi di Euro con un fallimento di oltre il 10% delle imprese. 

Mentre le famiglie restano chiuse in casa e gli uomini di scienza lavorano incessantemente per salvare vite umane, a rischio della propria incolumità, il Papa prega per tutti gli esseri umani. Non fa distinzione tra credenti e non credenti, invita alla solidarietà, a non scoraggiarsi e ad unirsi a livello mondiale. 

Le immagini del Santo Padre che prega in silenzio per implorare la fine della pandemia in Piazza San Pietro, deserta e sotto la pioggia, di fronte al Crocifisso ligneo della Chiesa di San Marcello, oggetto della venerazione dei romani durante la pestilenza del 1500, resteranno nella storia dell’umanità. 

Invoca l’intercessione di Maria e concede l’Indulgenza Plenaria agli ammalati e a chi li assiste, rincuorando tutti i credenti che, per il rischio del contagio, non possono ricevere il sacramento della confessione per sentirsi in pace con Dio e con se stessi.

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