Coronavirus ed il momento di gloria della carta igienica

Non c’è come vivere una pandemia per scoprire quanto gli equilibri possano cambiare: si impara a stare in casa, che lo si voglia o no, si scopre che anche buttare la spazzatura può essere uno svago, si ritrova il piacere della cucina casalinga. 

Sembra che questa cosa della cucina accomuni tutti i paesi del mondo: ovunque i supermercati sono stati presi d’assedio e dagli scaffali sono scomparsi, a parte i vari disinfettanti, generi alimentari come pasta, riso, farina, uova. E lievito.

Gli italiani hanno dimenticato di essere diventati, recentemente, quasi tutti celiaci e si sono scoperti un popolo di chef e fornai: anche chi non aveva mai cotto un uovo si è lanciato nella preparazioni di paste fatte in casa, torte, pizze. Ed i lieviti sono diventati introvabili. Ma, si sa, noi abbiamo la cucina nel cuore e la clausura offre un’ottima scusa per farci dedicare a quest’arte.

Anche i britannici, dopo le rassicuranti dichiarazioni del loro Primo Ministro, hanno iniziato a saccheggiare i supermercati, facendo incetta di alimenti che, ci scommetterei, non hanno assolutamente idea di come combinare tra loro. 

Valeva comunque la pena farne scorta: semmai scoppiasse la fine del mondo, i sudditi di Sua Maestà potranno presentarsi davanti all’Altissimo perfettamente cosparsi di farina e sapranno intrattenerlo con spettacolari lanci di uova.

C’è un prodotto, però, che, ben prima della proclamata emergenza e prima ancora che fosse diramato l’obbligo di stare a casa, è scomparso dagli scaffali. Totalmente scomparso. La carta igienica.

Sebbene il Covid-19 generi problemi respiratori e non intestinali, c’è qualcosa che a me deve essere sfuggito ed ai britannici no. Diversamente non saprei spiegare perchè loro si siano accaparrati scorte di carta igienica ed io zero. Anzi, mentre, usualmente, compro la confezione da 16 rotoli, così non ci penso per un po’, di recente mi ero limitata alla confezione da 9, per una serie di sfortunate coincidenze che si sarebbero rivelate fatali. Perchè la mia scorta ha iniziato a scarseggiare e negli scaffali i bianchi rotoli sono introvabili. 

Non solo in UK, anche ad Hong Kong e Singapore è accaduto lo stesso così come in Australia dove gli scaffali dedicati alla toilet paper sono stati depredati. 

Ora, certo non sarei andata in Australia a fare spesa di carta igienica, però sapere che, alle brutte, mia cugina Michela avrebbe potuto spedirmela da lì era un pensiero rassicurante. E invece non posso nemmeno sperare. E questa è cattiveria.

Fatto sta che la mia scorta si sta esaurendo e se n’è accorto anche Ammi:

“Stiamo finendo la carta igienica”, mi ha gridato dal bagno.

“Ne abbiamo ancora 5 rotoli” ho minimizzato io.

“Appunto”, ha precisato lui, “la stiamo finendo.”

“Usala con parsimonia perchè non si trova più.”

“Allora oggi vado a cercarla” mi ha detto, affacciandosi alla porta del bagno perchè io potessi apprezzare l’espressione fiera di un uomo pronto ad uscire di casa per procacciare alla sua famiglia la carta igienica.

“Ti farei notare che 5 rotoli non sono pochi” ho risposto, immune al suo ostentato gesto di coraggio.

“Per te! Per me sono pochissimi!”

Ed in effetti è vero. 

Io appartengo a quelli cui un rotolo di carta igienica dura giorni; Ammi, invece, ne ha un consumo giornaliero sorprendente tanto che, nei limiti del lecito e del rispetto della privacy, ho chiesto più volte spiegazioni ma ho sempre ottenuto solo un laconico “mi serve”. Il che ha generato in me dubbi e sospetti di ogni genere, ivi incluso il più atroce: sarà mica che vivo con la reincarnazione di Tutankhamon? Non è che, nella quiete del bagno, si incarta tutto nella carta igienica? 

Nel dubbio, io mi tengo lontano dal bagno quando Ammi è dentro: ci sono cose capaci di far vacillare anche il matrimonio più solido e ritrovare il tuo coniuge avvolto nella carta igienica è una di queste.

Comunque sia, alla fine, Tutankhamon ed io siamo stati costretti ad uscire alla ricerca dei rotoli.

Nel primo supermercato niente.

Nel secondo supermercato niente.

Nel terzo supermercato la speranza si è accesa: nel parcheggio antistante era tutto un via vai di gente che spingeva carrelli dai quali sporgevano enormi pacchi di carta igienica. 

Una tizia mi è passata accanto, a piedi, imbracciando due confezioni da almeno 20 rotoli e mi ha guardato come mai, prima d’ora, mi aveva guardato qualcuno che aveva comprato così tanta carta igienica. 

Ma quando mai siamo andati in giro tronfi, sfoggiando maxi confezioni di carta igienica appena comprate? Semmai l’opposto: Ammi mi ha sempre detto “tienila tu e nascondila” che, voglio dire, uno, ma perchè dovrei nasconderla e due, come? Come pensi che io possa occultare un pacco di 40×40 centimetri?

Ma tutto questo accadeva in epoca pre-coronavirus, quando comprare decine di rotoli destava il sospetto che in casa avessero tutti la dissenteria.

Oggi è diverso: oggi se hai la carta igienica sei uno di quelli fortunati, un possidente, uno arrivato.

Tutankhamon ed io ci siamo lanciati dentro il supermercato gonfi di speranza e mi si è spezzato il cuore quando ho visto il bagliore nei suoi occhi spegnersi: scaffali vuoti, tutto esaurito. 

Addio sogni di gloria e di mummificazioni nel bagno.

Stavamo andando via sconfitti quando ho visto una donna uscire da una porta nascosta: nel suo carrello c’erano ben tre confezioni di carta igienica.

Lei mi guarda. Io la guardo. 

“Excuse me” le dico avvicinandomi, “come hai fatto a trovare la toilet paper?”

I lavoro qui”, mi ha risposto.

“Ah!” sospiro io.

“Mhhhh” fa lei.

Don’t worry”, dico rivolta ad Ammi, “la troveremo.”

Is it for him?” è per lui, chiede lei guardando lui.

Yes” rispondo io guardando lei.

I get it”, ho capito mi dice lei, “aspetta qui”, ed è rientrata nella stanza nascosta per uscirne dopo poco con una confezione da 18 rotoli.

For you” mi ha detto consegnandomela e mi ha guardato con quello sguardo di intesa che solo tra mogli di faraoni reincarnati si può scambiare.

E fu così che tornammo a casa felici e pieni di carta igienica.

Da allora Ammi ha ripreso a trascorrere molto tempo in bagno; dice che in questi tempi di quarantena ha bisogno di privacy. 

Io lo lascio in pace, non faccio domande, leggo molto e imparo tante cose… ad esempio, lo sapevate che Tutankhamon amava trascorrere ore in bagno? Pensa tu le coincidenze…

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