Contemporanei di San Wojtyla

giovanni_paolo_II

“Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo”.  Con questa frase, rimasta scolpita nella mente di ognuno di noi, che ha dato forza e cambiato la storia di molti credenti, cominciò il pontificato di Giovanni Paolo II. Oggi, dopo oltre 30 anni da quella data, è arrivato il giorno della sua beatificazione; Papa Wojtyla diventa San Wojtyla.

Alla cerimonia, definita da Benedetto XVI la ”grande festa della fede” e coperta mediaticamente da 1.300 televisioni, 250 radio e 700 testate giornalistiche, prenderanno parte 16 capi di Stato, 88 delegazioni internazionali e 5 delle case Reali. A disposizione del milione di pellegrini, previsto a Roma per lo straordinario evento, oltre alle centinaia di dipendenti comunali e alle migliaia di operatori delle aziende municipalizzate del comune di Roma, ci saranno 2.700 volontari della Protezione civile e circa 2.500 vigili urbani. 230 i fotografi accreditati per immortalare ogni attimo della festa. Lunedì mattina messa di ringraziamento presieduta dal cardinal Tarcisio Bertone. I pellegrini potranno continuare a venerare le spoglie di Giovanni Paolo II nella Basilica di San Pietro. Sarà invece il 22 ottobre di ogni anno la data scelta dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti per celebrare la memoria liturgica del beato Giovanni Paolo II. Eletto Papa dai Cardinali riuniti in Conclave il 16 ottobre 1978, il 22 successivo, Karol Wojtyla, iniziò solennemente il ministero che fu dell’Apostolo Pietro, quale 263° suo successore. Il pontificato, conclusosi con la sua morte il 2 aprile 2005, con i quasi 27 anni di durata è stato uno dei più lunghi della storia della Chiesa. Presumibilmente, grazie anche alla spiritualità e alla saggezza che le sue parole contenevano, Karol Wojtyla  è stato anche l’unico Pontefice che è riuscito in maniera straordinaria ad avvicinare le persone al Signore e a trasmettere loro, con semplicità, la Fede di Gesù Cristo. Noi umili credenti, già fortunati per essere stati contemporanei di Sua Santità Giovanni Paolo II e che potremo quindi fregiarci di questo “titolo” al cospetto delle generazioni future, dovremo provare nel nostro piccolo a tramandare e ad onorare il suo pensiero di comunanza, di fratellanza e di tolleranza che, con determinazione, egli più di ogni altro è riuscito a  trasmettere, unendo a se masse di gente diversa.

Enzo Di Stasio

Foto: verbumcaro.org

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

Per inserire il commento devi rispondere a questa domanda: *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.