Concentrazione delle testate, sono solo otto i “signori dell’informazione”

Concentrazione delle testate. Il fenomeno non nasce nel ventunesimo secolo. Né è tipico dell’Italia. Lo si ritrova in tutti i paesi occidentali. Anzi, le nazioni di più antica democrazia ci hanno preceduto di molto. Sicuramente lo si riscontra nei periodi di crisi dell’editoria. Le aziende tentano di superarle concentrandosi tra loro, in modo di razionalizzare e ridurre i costi.

Negli Stati Uniti tale fenomeno risale addirittura agli inizi del ventesimo secolo. Era l’epoca dell’affermarsi del gruppo facente capo al magnate Randolph Hearst. Nel Regno Unito le prime grandi concentrazioni di giornali risalgono al periodo interbellico. In Germania, Francia e Giappone al secondo dopoguerra. L’Italia è seguita a ruota, grosso modo a partire dalla fine degli anni sessanta.

Oggi il fenomeno della concentrazione delle testate non investe più soltanto la carta stampata. Con l’avvento delle radiotelevisioni private e delle testate telematiche, stiamo assistendo la sua estensione anche a tali forme di giornalismo. In proposito, l’intervento dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato ha avuto effetti praticamente nulli. Quanto meno negli ultimi vent’anni. Con tutto ciò che ne consegue in termini di effettiva libertà di stampa e di espressione.

Concentrazione delle testate: sono di Urbano Cairo i più diffusi quotidiani milanesi

Oggi, se un ragazzo vuole avviarsi alla professione giornalistica, in Italia, deve rivolgersi a soli otto soggetti. L’affermazione potrebbe sembrare semplicistica ma fa comprendere con molta efficacia i termini della questione. Ecco allora quali sono i “signori dell’informazione” in Italia.

Al primo posto mettiamo Urbano Cairo, editore della testata storicamente più importante: il Corriere della Sera. Oltre al “corrierone”, Cairo è proprietario anche del più importante quotidiano sportivo: la Gazzetta dello Sport. Entrambi fanno parte di RCS Mediagroup (già Rizzoli-Corriere della Sera) di cui Cairo ha acquisito il settore dei giornali. L’attività di Urbano Cairo nasce e si sviluppa con i periodici. In particolare di evasione, ma anche di arte e cultura. In tale settore fa tuttora parte del leone.

Edita, infatti, il settimanale Dipiù, con i collegati DipiùTv, DipiùTv Cucina e DipiùTv Stellare. Poi i settimanali femminili Diva e Donna, con il collegato Diva Cucina. Il Settimanale Nuovo, con Nuovo TV e Nuovo Cucina. Inoltre: Tv Mia, F, Giallo, Enigmistica Più, Enigmistica Mia, For Men Magazine e Natural Style. Recentemente, Cairo ha acquisito anche Amica, Dove, Io donna, Io e il mio bambino, Oggi e Sportweek.

Tra i mensili, rientrano nelle edizioni Cairo: Airone, Bell’Italia, Bell’Europa, In Viaggio, Gardenia, Arte e Antiquariato. Cairo, infine, tramite Cairo Communications, è proprietario dell’emittente televisiva La7, di Dove TV e di Caccia e Pesca TV. Controlla anche l’agenzia di stampa AGR. Un vero e proprio impero. Tra l’altro è anche Presidente e proprietario del Torino calcio.

L’ingegner Carlo De Benedetti non è da meno per concentrazione delle testate

Non è da meno l’impero di Carlo De Benedetti, già dirigente Fiat, che supera addirittura Cairo nel settore dei quotidiani. De Benedetti è azionista di controllo di GEDI (già Editoriale l’Espresso) tramite CIR, una holding che si occupa anche di componentistica per autoveicoli e assistenza socio-sanitaria. Tra i quotidiani nazionali, GEDI è proprietaria di due testate tra le prime cinque per diffusione: La Repubblica e La Stampa. Ma anche del Secolo XIX di Genova.

Controlla, inoltre, una miriade di testate locali: Il Piccolo di Trieste, Il Tirreno di Livorno, La Nuova Sardegna, il Messaggero Veneto, la Gazzetta di Mantova, il Mattino di Padova. Ancora: la Provincia Pavese, la Tribuna di Treviso, la Nuova Ferrara, la Gazzetta di Mantova, il Mattino di Padova, la Gazzetta di Reggio, la Nuova Venezia e il Corriere delle Alpi.

Il primogenito, tra le pubblicazioni periodiche di De Benedetti, può considerarsi il settimanale L’Espresso. Poi sono nati i supplementi di Repubblica: il Venerdì e D. Infine, oggi la GEDI pubblica anche Limes, Micromega e National Geographic Italia. Nell’etere, De Benedetti ha iniziato con le radio M20, Radio Capital e Radio DJ. Le ultime due sono diventate anche TV. Inoltre, è presente nel settore delle testate telematiche con Huff Post e Business Insider. Niente male!

Cavalier Silvio Berlusconi: presente!

Non poteva mancare, tra i magnati dell’editoria, l’immarcescibile Silvio Berlusconi. Il cavaliere e la sua famiglia sono protagonisti con Mediaset, Mondadori e altre forme di controllo. Nella stampa quotidiana, infatti, Berlusconi controlla Libero Quotidiano, tramite la Fondazione San Raffaele, di cui possiede il 60% delle azioni. Possiede inoltre quasi per intero l’azionariato del Giornale fondato da Indro Montanelli, tramite la Società Europea di Edizioni.

Il settore periodici della Mondadori (diretta da Marina Berlusconi) ha un’estensione quanto meno pari a quella del concorrente Urbaino Cairo. I suoi gioielli sono i settimanali Panorama, Sorrisi e canzoni TV, Grazia, Telepiù e Chi. Ma anche Confidenze, Donna Moderna, Spy, Starbene, Tu Style, gli “scientifici” Focus, Focus jr e Focus Storia. Per non dimenticare i “gastronomici” Cucina Moderna, Giallo Zafferano e Sale e Pepe. Oltre ai mensili più “impegnati”: Nuovi Argomenti, Men’s Health, Il mio Papa, Interni e Prometeo.

Mediaset è da sempre il polo televisivo privato n. 1 in Italia. In campo strettamente editoriale, recentemente Pier Silvio Berlusconi ha ridotto il numero delle testate giornalistiche a tre: TG5, Mediaset News e Video News: concentrazione nella concentrazione. Fanno parte dei gioielli di famiglia anche le testate telematiche: Nostrofiglio.it, SmartWorld e Soldi On Line.

Altri protagonisti della concentrazione delle testate

Dopo questi giganti, un altro magnate dell’informazione è Francesco Gaetano Caltagirone. Il costruttore romano, infatti, è proprietario del Messaggero, primo quotidiano della Capitale . Ma anche di Leggo, il quotidiano distribuito gratuitamente che fa introiti soltanto con la pubblicità e del Mattino di Napoli. Caltagirone, inoltre è presente tra i quotidiani locali con il Gazzettino di Venezia, il Corriere Adriatico e il Nuovo Quotidiano di Puglia. Nell’emittenza privata, è proprietario di Teleroma 56 e Teleradiostereo .

Forse il “decano” delle concentrazioni editoriali, in Italia, è stato lo scomparso petroliere Attilio Monti. Oggi il suo gruppo, il Monrif è presieduto dal nipote Andrea Riffeser Monti. Già negli anni sessanta, il capostipite del gruppo aveva acquistato Il resto del Carlino di Bologna e la Nazione di Firenze. Con l’acquisizione del milanese Il Giorno, gli eredi hanno costituito il Consorzio QN-Quotidiano Nazionale. QN gestisce la testata telematica Quotidiano.net. Ad essa si affianca Hardware Upgrade (Hi-tech). Per non dimenticare i periodici Cavallo Magazine ed Enigmistica.

La Confindustria è proprietaria del Sole 24 ore, di Radio 24 e dell’agenzia di stampa Radiocor. La Stampa sportiva (tranne la Gazzetta dello Sport di Urbano Cairo) è monopolizzata dall’editore Roberto Amodei. La sua casa editrice, ereditata dal padre, pubblica i quotidiani Il Corriere dello Sport/Stadio e Tuttosport. Oltre ai periodici AM Automese, Auto, Autosprint, Guerin Sportivo, InMoto e Motosprint. Amodei possiede anche il 10% del Giornale.

Ultimo arrivato è l’editore Carlo Panerai, specializzato in pubblicazioni economico-finanziarie e di lusso. La sua Class Editori pubblica i quotidiani MF Milano Finanza e Italia Oggi. Inoltre, i periodici Capital, Class, Gambero Rosso, Gentleman, Lombard, Patrimoni, MFF e MFL. Nell’etere è presente con Class TV e Class Horse TV, oltre che con Radio Classica. Fa riferimento alla Class editori anche l’agenzia di stampa MF-Dow Jones News e la collegata testata telematica.

L’ottavo editore è un personaggio da leggenda: Antonio Angelucci. Figlio di un pastore abruzzese, ha iniziato come portantino nelle cliniche private romane per poi acquisirne la proprietà di un gran numero. E’ stato anche due volte deputato nelle file del PdL ed attualmente lo è di Forza Italia. Ciò non gli ha impedito di acquisire l’ex organo del PCI L’Unità, prima del suo fallimento. Oggi è l’editore del quotidiano romano Il Tempo, tradizionalmente di destra. E’ azionista di minoranza della già citata Fondazione San Raffaele. Possiede anche i quotidiani locali del Gruppo Corriere dell’Umbria, di Siena, di Arezzo, di Viterbo e di Rieti. E’ tutto.

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