Con le infradito a spasso per Londra

infraditoVivere a Londra non è mai stato tra i miei desideri, tanto meno tra i miei progetti.

Poi, si sa, capita che la vita giochi in maniera dispotica con le carte del tuo destino ed in un attimo ti ritrovi dove non avresti mai pensato né voluto. E cosi eccomi trapiantata a Londra. Un trauma! Perché, al di là del disfattismo tutto italiano che ci vede accaniti esterofili, vivere in un paese che non è il tuo è ben altro rispetto al felice fine settimana di vacanza che fa tornare a casa eccitati ed entusiasti della città visitata. Sì, bella Londra, ma vacci a vivere e poi mi dici!

Rosie Huntington-Whiteley

Rosie Huntington-Whiteley

C’è poco da fare e potrà sembrare superficiale, ma all’inizio è il clima che ti sconcerta: non può essere agosto se indossi il golf di lana, la giacca a vento ed hai un cappello nella borsa perché, prima o poi, pioverà. E invece sì, è proprio agosto. Ma quello che ti lascia ancor più attonito è che solo tu sembri non volerci credere: attorno a te i britannici girano in maniche corte, spesso in pantaloncini e con le immancabili infradito. Uomini e donne. Perché qui, nonostante il vento del nord, che anche nei mesi estivi non ti fa scordare che sei più vicino al Circolo Polare che al Tropico, quello che fa fede è il calendario: è June? July? August? Allora it is summer, bando alle scarpe, tutti scalzi! E visto che i sandali vengono indossati anche in inverno, l’estate si passa alle infradito: fanno molto più spiaggia, easy, cool. Così ti ritrovi a camminare, infagottata nel tuo piumino, accanto ad un tizio in maniche di camicia e ciabatte… lo capite che c’è qualcosa che non va? In Italia solo l’incendio del palazzo o un terremoto potrebbero costringere l’uomo medio ad aggirasi per strada con le Havayanas ai piedi; qui non vedono l’ora di abbandonare le scarpe ed uscire ciabattando, alla faccia dell’igiene e della salute. Che poi, dico, se proprio devi, almeno fatti fare un pedicure come si deve! E se non vuoi investire i tuoi pounds dall’estetista, grattati il tallone con una pietra pomice e usa un po’ di crema! Ma loro no, niente: incuranti delle opinioni altrui e della temperatura, sfoggiano unghie mal tagliate e talloni “crepati” e camminano per i marciapiedi della città come se fossero su di una spiaggia. Alla fine sei tu che cominci a sentirti strano: sei il solo con la giacca e le scarpe chiuse, non starai mica covando qualche malanno? Quando inizia a piovigginare, ti senti contento e ti guardi intorno come a dire “Lo vedete? Ho ragione io, piove, altro che infradito!” ma non c’è nessuno che si curi di te, sono tutti troppo impegnati a correre lungo i marciapiedi o su e giù per le scale mobili della tube. Ancora una volta ti accorgi di essere il solo che presta attenzione a dettagli tipo il caldo, il freddo, il sole e le orribili flip-flops e questo, alla fine, ti fa sentire libero: puoi vestirti come vuoi, difficilmente ti valuteranno dalle scarpe o dalla borsa che hai. Evviva!

Emily Blunt

Emily Blunt

Il mio buon gusto italiano, però, continua a rivoltarsi davanti alle infradito e, negli ultimi anni, i britannici stessi stanno tentando, contro queste calzature, una debole campagna per disincentivarne l’uso, ovviamente non dettata da motivi estetici (in realtà possono fare anche di peggio), ma da ragioni pratiche. Si stima, infatti, che ogni anno circa 200.000 persone si rivolgano all’NHS, il servizio sanitario pubblico, per lesioni del piede causate dalle famigerate flip-flops; questo comporta una spesa di circa 40 milioni di sterline annue e se c’è una cosa cui i britannici fanno particolare attenzione è il denaro.

Non ho trovato documentazione di altri paesi europei che spendano cifre così elevate per danni da infradito. D’altra parte non ci si deve stupire: la Gran Bretagna è un paese a parte, diverso e distante dal resto d’Europa e “Brexit”, per chi vive qui, è stata una conferma, non una rivelazione.

foto: magazinedelledonne.it – d.repubblica.it

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