Comune di Roma: una campagna elettorale senza programmi

campidoglioSenza titoloMai come quest’anno, i candidati alla carica di Sindaco di Roma appaiono privi di programmi politici e alieni dal considerare i problemi reali della Capitale e dei suoi cittadini. Gli unici argomenti che vengono ripetuti come un ritornello sono: “lotta alla corruzione”, “basta con gli appalti truccati” e “i dipendenti comunali fannulloni e assenteisti vanno licenziati”. Sono le parole d’ordine della candidata del M5S Virginia Raggi, sulla scia di ciò che sta perseguendo “alla grande” il Commissario straordinario Francesco Paolo Tronca. Ed è un ritornello che, dando un’occhiata ai sondaggi, sta facendo presa.

 Ma non sono questi i veri problemi della città: perché una volta puniti i corrotti, gli assenteisti e i fannulloni e fermati gli appalti, i problemi dei cittadini rimangono e, quindi, sarebbe bene che i candidati ci facciano capire qual è l’idea di Roma che hanno in testa per i prossimi cinque anni. Tanto più che, stavolta, il Sindaco di Roma cumulerà la sua carica con quella di Sindaco metropolitano; sarà a capo, cioè, anche dell’amministrazione della ex-provincia.

I veri problemi di Roma, in questo secondo decennio del XXI secolo sono tre: occupazione, mobilità e smaltimento/riciclo rifiuti. Il primo è collegato alle funzioni della città metropolitana; gli altri alle funzioni delle due più importanti aziende municipalizzate (ATAC e AMA) e, se vogliamo, a anche quelle delle Ferrovie dello Stato.

Problema occupazione. Grava su Roma tutta la domanda occupazionale dei 4,4 mil.ni di abitanti della sua area metropolitana ma il Sindaco di Roma non ha competenze per favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta nel suo territorio. Una legge regionale del secolo scorso ne ha affidato i poteri a un ente che non c’è più: la provincia. Restano però ancora in piedi gli uffici provinciali dedicati (centri per l’impiego, ecc.), sui quali, al momento, il controllo politico è minimo.

La prima cosa che dovrà fare il prossimo Sindaco è quella di pretendere da sua maestà Zingaretti il trasferimento al Comune di tutte le strutture, le competenze e la gestione dei finanziamenti in materia (formazione professionale e orientamento al lavoro), anche quelle ricadenti nei Comuni dell’hinterland. Né si può prescindere in un momento di crisi occupazionale, quale quella del momento attuale, da una forte azione di dialogo sociale che solo il Sindaco di Roma – per i suoi contatti con il territorio – può porre in essere.

Roma è ormai una città di servizi, dove è preponderante il terziario avanzato e l’accoglienza. Quest’ultimo settore non è oggettivamente in grado di gestire in modo ottimale la straordinaria offerta turistico-culturale della città. E’ ormai indispensabile che l’amministrazione comunale ne definisca un piano di sviluppo adeguato con le associazioni del settore turistico-alberghiero e della ristorazione. Soprattutto, va ridotto il gap che ci separa dalle altre città turistiche europee nel settore del turismo low-coast, che ci esclude ormai da decenni dal segmento del turismo giovanile, in termini assolutamente inferiori alle potenzialità della Capitale.

Mobilità. L’ex Sindaco Marino, appena eletto, accolse con indifferenza la proposta delle Ferrovie dello Stato di entrare nel Consiglio di amministrazione dell’ATAC per avviare una ristrutturazione del trasporto su ferro tale da trasformare le attuali linee di treno urbano e coordinarle con le tre metropolitane comunali, in modo da ottenere otto linee complessive. E’ un’offerta che va ripresa e accettata di corsa. Così come va esteso il sistema Wi-fi di informazione sull’arrivo delle linee ATAC in tutte le fermate.

Nettezza Urbana. Non è un segreto che il piano della raccolta differenziata, velleitariamente adottato da Ignazio Marino, va salvato dal fallimento quanto prima. E’ essenziale far conoscere esattamente al cittadino in quali cassonetti gettare i rifiuti e organizzare meglio gli orari di raccolta. Soprattutto, le indicazioni scritte sugli opuscoli distribuiti o distribuendi devono corrispondere a quelle scritte sui cassonetti, perché oggi non è così. “Roma è anche tua, aiutaci a tenerla pulita” era uno slogan degli anni settanta, attuale oggi più che mai.

Non è altresì un segreto che l’AMA non sia grado di riciclare gran parte dei rifiuti (come, invece, lo era l’avv. Cerroni, titolare della ex discarica di Malagrotta), i quali vengono smaltiti in altre regioni o addirittura all’estero con costi enormi a carico del cittadino romano. E’ un handycap che va superato, costi quel che costi. Diversamente, si sappia che Napoli non è lontana.

I problemi della mobilità e della nettezza urbana, nei termini sopra esposti, non possono essere risolti privatizzando le due aziende, come sostiene taluno. Due servizi essenziali e sociali come quelli gestiti dall’ATAC e dall’AMA (ai quali il sottoscritto affiderebbe anche la gestione del verde) devono assolutamente prevedere un esborso di spesa pubblica per la loro gestione se si vuole mantenere le tariffe a livelli accettabili.

Il candidato che tratterà tali problemi in questi termini avrà il mio voto.

di Federico Bardanzellu

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