Chi è Horst Seehofer, il ministro che ha messo a rischio il governo tedesco

Oggi e domani  Horst Seehofer e Matteo Salvini si vedranno e parlernno del tema che più gli sta a cuore, la migrazione. Parleranno di numeri e di confini, della differenza tra profughi, rifugiati e migranti economici, di Europa unita e di trattati, di centri di accoglienza temporanei e di procedure di espulsione. Hanno le stesse idee i due ministri, entrambi neo, entrambi di destra. Hanno le stesse idee, ma paradossalmente proprio per questo sarà difficile che si mettano d’accordo. Sarà difficile perché mettersi d’accordo presuppone la condivisione del problema, la partecipazione alla soluzione. Alle soluzioni. E’ quello che l’Europa dovrebbe cercare di fare, trovare una soluzione comune e condivisa. Ma è quello che l’ultimo Consiglio europeo di fine giugno ha dimostrato sarà difficilissimo fare, rimandando alla volontà dei singoli la ricerca di accordi bilaterali. Ma che soluzione è una soluzione da raggiungere su base volontaria?
A fermare i migranti Seehofer non ci era riuscito da presidente del Land più grande e più ricco della repubblica federale, la Baviera, nelle ultime settimane (e negli ultimi mesi) ha tentato di farlo da ministro. Ed ha riempito i giornali di mezza Europa, Italia compresa. Ma chi è Horst Seehofer?
Bavarese purosangue, è nato nella cittadina industriale di Ingolstadt, sede dell’Audi. 69 anni, sposato, padre di tre figli, uno illegittimo, nato da una marachella malcelata e poi perdonata. In politica dagli inizi degli anni ‘70 è entrato nel Bundestag, il parlamento tedesco, nel 1980. Con Helmut Kohl è stato ministro della salute per sei anni, dal 1992 al 1998. Nel 2008 è diventato presidente del Land della Baviera, incarico che ha tenuto fino ad alcuni mesi fa, quando in concomitanza con la formazione del governo l’ha lasciato nelle mani del suo successore Markus Söder, mantenendo tuttavia l’incarico di presidente della CSU (Christlich-Soziale Union) partito che ha il suo elettorato unicamente in Baviera, storicamente alleato della CDU (Christlich-Demokratische Union Deutschland). Come capo della CSU, ha avuto un ruolo importante nella formazione del governo di Grande Coalizione negoziando insieme alla CDU con la SPD (Sozialdemokratische Partei Deutschland).
Il cosiddetto contratto di governo di 180 pagine costato settimane di lavoro è anche opera sua. In quel contratto una parte rilevante è dedicata alla migrazione. Come mai allora adesso di migrazione se ne riparla in questi giorni senza che ci sia una vera emergenza. La cosa è presto spiegata. A ottobre, precisamente il 14, ci saranno le nuove elezioni in Baviera e quello della migrazione è uno temi intorno ai quali si deciderà la battaglia contro i populisti di AfD, Alternative für Deutschland. Questo partito solo cinque anni fa neanche era in parlamento. Alle ultime elezioni ha avuto un grande successo, raggiungendo il 13% dei consensi. Persino nella sua Ingolstadt l’AfD ha raggiunto un risultato sbalorditivo, superando il 15%. Con la sua battaglia sui migranti Seehofer vuole battere AfD col risultato che sta si dimostrando più populista, più nazionalista e più a destra dell’estrema destra tedesca. Intanto l’AfD nei sondaggi avrebbe circa il 17% a pari merito con la SPD.
Esattamente tre anni fa, durante l’estate 2015 in poche settimane arrivarono in Germania oltre un milione di profughi, la maggior parte siriani, afgani e iracheni. Angela Merkel li fece passare. Ce la facciamo, disse la cancelliera. Molti arrivarono dall’Austria in Baviera, e poi a Monaco, e la città rispose dimostrando un grande senso dell’accoglienza e di solidarietà. Lui da presidente del Land borbottò contro questa decisione, ma non poté molto contro il governo centrale. Tre anni dopo da Ministro degli interni ha deciso di mettere i puntini sulle i, e non vuole saperne della politica tollerante della cancelliera. Adesso Seehofer vorrebbe chiudere le frontiere, vorrebbe rimandare in Italia le (poche) migliaia di migranti che illegalmente sono riusciti ad attraversare il confine nell’ultimo anno, molti provenienti dal Brennero. Il flusso non si è mai arrestato. Ogni giorno ci sono persone che tentano di attraversare i confini interni dei paesi europei, confini resi più permeabili da un trattato di Schengen che permette il libero transito. Ma oggi nessuno sa quanto ancora Schengen potrà sopravvivere. E non lo sanno neanche loro i migranti, almeno quelli che tentano di attraversarli i confini. Ma sono pochi, pochissimi, perche è diventato difficile e perchè di migranti ne arrivano di meno. Quelli che tentano di attraversare il confine meridionale bavarese sarebbero cinque al giorno. Ebbene per quei cinque Seehofer ha battuto i pugni sul tavolo e ha messo a rischio la tenuta della grande coalizione. E dell’Europa intera.
A Seehofer ha recentemente scritto una ex-ministra di un precedente governo e di una precedente legislatura, la signora Renate Schmidt, membro del partito socialdemocratico (SPD).  “Onorevole Ministro Seehofer, inizia la lettera, uso questa forma perché è consuetudine farlo, tuttavia Lei non merita alcun onore. Non ti meriti l’onore insultando e ricattando la cancelliera, minacciando le dimissioni e poi restando al tuo posto…” Ha ragione la ex ministra. Non si merita alcun onore chi sat gettando un grande paese come la Germania nel ridicolo. Ormai gli attacchi a Seehofer arrivano da tutto il mondo politico e tra la gente il personaggio è diventato patetico. Secondo un sondaggio del “Die Zeit” il 70% dei tedeschi gradirebbe le sue dimissioni da ministro. Insomma le sue ore, politicamente parlando, sono contate. Sempre che a salvarlo non ci pensi Salvini.

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