… Che stress?!? Vediamo di cosa si tratta

Eccoci qui nella società del terzo millennio, società super progredita, super tecnologica, super avanzata.. eppure a noi che la  viviamo, sembra che i conti non tornino, c’è qualcosa che contrasta questa super evoluzione. Oltre al progresso raggiunto se c’è un termine che ben sintetizza e caratterizza la nostra società, e le persone che la compongono, è sicuramente il termine “stress”.  E sì, chi di voi se la sentirebbe di smentirmi se dicessi che siamo tutti un pò stressati? Studi recenti dimostrano che anche i bambini oggi risultano stressati sin dai primi anni di vita, anch’essi infatti vengono risucchiati nel tran tran degli impegni (scuola, palestra, danza, calcetto, nonni, ecc..) e nei ritmi vertiginosi dei genitori. Certo mi riferisco alle società occidentali, difficilmente riusciremmo ad immaginare un bimbo africano stressato, possiamo pertanto affermare che lo stress e le varie patologie fisiche e psicologiche ad esso collegate sono delle “patologie culturalmente determinate”. Ma cosa si intende con questo termine così diffusamente utilizzato? Stress vuol dire pressione. Essere stressati pertanto significa essere e soprattutto sentirsi sotto pressione! L’essere umano è inserito in un cosmo armonico e anch’esso è stato pensato per essere tale, tutta la natura infatti si base su alcuni elementi che coesistono in equilibrio. Le stesse fasi lunari sono in equilibrio, il susseguirsi delle ore nell’arco della giornata e l’alternanza giorno-notte, il susseguirsi delle stagioni ecc.. sono tutti esempi di dinamiche in armonia. In effetti se ci fermassimo un attimo a riflettere su quali potrebbero essere gli equilibri dell’essere umano, scopriremmo che ognuno di noi è fatto di equilibri: basti pensare al ciclo sonno-veglia e alle fasi che compongono il sonno, alla respirazione, al processo di digestione ecc.. Quando qualcosa interferisce con questo bilanciamento e si avverte quindi una pressione,  quando ci troviamo davanti ad uno stimolo diverso, nuovo, al quale non reagiamo in maniera automatica o che non abbiamo ancora imparato a gestire, ecco allora che si verifica lo stress. Riepilogando possiamo definire lo stress come un processo mentale e/o fisiologico che permette ad un individuo di far fronte a situazioni nuove, questo però implica che lo stress in realtà non è una componente necessariamente negativa ( come invece siamo abituati a pensare) ma, è semplicemente un processo adattativo ai cambiamenti e in alcuni casi può persino essere positivo! Quando l’organismo riesce ad adattarsi ai cambiamenti esteriori modificando gli assetti fisiologici, alternando fasi di stress a fasi di rilassamento, non si verificano particolari problematiche, si ottiene cioè un equilibrio che è tipico delle persone sane. Davanti ad uno stimolo capace di indurre stress (tecnicamnente chiamato stressòre) si ha una reazione di allarme che porta il corpo umano a prepararsi a reagire, questo avviene attraverso una iperattivazione ( aumento attività cardiaca, aumento tensione muscolare, respiri corti e frequenti, dilatazione pupillare ecc..) dovuto all’aumento di adrenalina e alla produzione di cortisolo; La persona pertanto attraverso le sue capacità cognitive analizza ed elabora velocemente ciò che sta accadendo e cerca di fornire la risposta più adeguata, ne consegue o una risposta idonea di adattamento alla situazione nuova o un esaurimento (nel caso in cui il soggetto non riesca a gestire la situazione e a fornire una giusta soluzione), questo a sua volta può portare ad una rielaborazione e una nuova risoluzione con un ritorno all’equilibrio o può cronicizzarsi  sfociando in uno stato di malessere. Da quanto detto si evince che c’è una elevata variabilità di risposte: le caratteristiche di fragilità o rigidità del soggetto giocano un ruolo importante  per rispondere in modo adeguato a una modificazione dell’ambiente; inoltre risulta importante anche il proprio modo di percepirsi, la consapevolezza delle proprie capacità cioè del proprio locus of control interno ( capacita interna di gestire eventi esterni) o al contrario l’ adagiarsi allo stimolo esterno… subendolo! Generalmente questo disequilibrio si manifesta in diversi modi andando a “colpire” gli organi o gli aspetti della nostra psiche che risultano più vulnerabili. A livello organico il malessere dovuto allo stress può manifestarsi con degli squilibri digestivi ( acidità, ulcera, dispepsia ecc), squilibri respiratori (asma, allergie ecc.), squilibri sessuali (eiaculazione precoce, disfunzione del ciclo mestruale ecc.) nonché con manifestazioni dermatologiche, senso di spossatezza, stanchezza, emicrania ecc.; a livello psichico invece possono manifestarsi disturbi di ansia (fobie, preoccupazioni generalizzate, ecc.), depressione (tristezza costante, apatia, perdita di significati, scarso entusiasmo, ecc.), disarmonie emotive (irritabilità, cambiamenti repentini dell’umore, rancori, ecc.), disturbi del sonno (insonnia, ipersonnia), disturbi dell’alimentazione (fame, inappetenza) ed insufficienze cognitive (difficoltà di concentrazione, scarsa memoria, lentezza nell’apprendimento, ecc). Alcuni di questi fattori sono determinati dal fatto che a causa di uno stress si ha una cattiva produzione e quindi un mal funzionamento di sostanze come la serotonina (importante per dormire bene, per la regolazione della temperatura corporea, per la contrazione muscolare, dell’intestino, dei bronchi, dell’utero e della vescica, nella modificazione della pressione arteriosa, interviene nei processi allergici e infiammatori, riduce il tempo di sanguinamento, determina la sintomatologia dell’emicrania), la noradrenalina ( che funge da mediatore chimico della trasmissione nervosa, controlla il tono dei vasi sanguigni, la muscolatura liscia dell’intestino, dell’utero, dell’iride, la replezione della milza, la produzione pancreatica di insulina, la scissione epatica del glicogeno in glucosio)  e la dopamina (importante per la produzione delle endorfine, sostanze tra l’altro regolatrici del senso del dolore, della regolazione del piacere ecc. ) Immagino che molti di voi leggendo questo “bollettino di guerra” si siano riconosciuti in alcuni sintomi individuando così nello stress la causa scatenante. In realtà il fattore stress non viaggia mai da solo e va sempre associato ad altri fattori! Abbiamo già detto all’inizio che lo stress in sé è neutro, diventa positivo o negativo in base alla nostra attribuzione di significato, alla nostra capacita di adattamento al nuovo o alla nostra ingestibilità di questa novità. Inoltre eventuali sintomi di cui risentiamo sono riconducibili sì allo stress, ma non senza una attenta valutazione di quelli che sono i fattori genetici e organici, le nostre abitudini alimentari, nonchè ambientali. Per la gestione dello stress e il suo riequilibrio risulta necessario pertanto un buon adattamento ad esso, una sana alimentazione e l’eliminazione di eventuali cattive abitudini (fumo, abuso di alcol, vita sregolata ecc..). Inoltre possiamo trovare sostegno avvalendoci di semplici ma efficaci esercizi di rilassamento che possono aiutare il ripristino di quell’equilibrio corpo-mente di cui parlavamo prima.  Le terapie di rilassamento determinano una riduzione dei livelli di ansia e stress attraverso un addestramento progressivo all’autocontrollo e al rilassamento muscolare. Il training è finalizzato all’acquisizione di un maggiore controllo delle reazioni fisiologiche della crisi d’ansia. Per questo si ricorre a tecniche di rilassamento dirette al controllo delle tensioni muscolari e della respirazione. Fra queste le principali sono: biofeedback, il training autogeno, il rilassamento muscolare progressivo (basato sull’apprendimento della decontrazione volontaria) ed il controllo della respirazione. Vorrei infine parlare dell’Eustress che è lo stress positivo! Lo stress infatti quando è rilasciato a “piccole dosi” serve da allenamento aumentando così le capacità che una persona già possiede o aiuta a scoprirne delle nuove. E’ grazie agli stressòri che noi ci attiviamo per fornire nuove soluzioni agli eventi e se queste soluzioni risultano efficaci aumentano la nostra autostima, consolidano il nostro carattere, ci consentono di fidarci un pò più di noi stessi e della nostra intelligenza, a volte lo stress aiuta anche ad ottenere un’ affermazione sociale e in casi estremi persino a farci distinguere dagli altri per la nostra capacità di problem solving (risoluzione di un problema). Possiamo concludere perciò guardando lo stress come una chance che  la vita ci dà per metterci alla prova e consentirci di migliorare e di riconoscerci nelle nostre (a volte nascoste) straordinarie capacità!

Rita De Francesco

Psicologa

Esperta in psicologia dell’emergenza e psicotraumatologia

Foto: wmrconsulting.it

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