Champions League, la Roma batte 3 a 0 il Barcellona e vola in semifinale. Capolavoro tattico di Mister Di Francesco

Una notte “Magggica”, come direbbero tutti i tifosi giallorossi. Quarti di finale di Champions League, Roma Barcellona, andata 1 a 4 a favore dei catalani. Per andare in semifinale ci voleva un’impresa e impresa è stata. Qualcuno ha gridato al miracolo sportivo, gli aggettivi nel post gara si sono sprecati: noi pensiamo che questo risultato sia frutto non del caso ma di una effettiva superiorità della Roma nelle due gare e di un vero e proprio capolavoro tattico di Eusebio Di Francesco nella partita di ritorno. Dzneko, De Rossi e Manolas hanno steso il Barcellona ribaltando il risultato dell’andata e hanno entusiasmato un’intera città che ora sogna in grande.

Non c’è mai stata partita, la Roma ha dominato, anzi soffocato, il Barcellona per gli interi novanta minuti. Pressing ultra offensivo, difesa altissima, ritmi alti, verticalizzazioni improvvisi e un interessante cambio di modulo: al posto del classico 4-3-3, difesa a tre e 3-4-2-1 che ha spiazzato Valverde e i suoi ragazzi.

Conte docet

Come dichiarato nel post partita, Mister Di Francesco ha visto il Barça in difficoltà contro una squadra che giocava con la difesa a 3. Dopo la partita contro la Fiorentina, il tecnico ha voluto subito istruire la squadra per giocare con un modulo rinnovato, molto simile a quello adottato dal Chelsea di Antonio Conte nella partita di andata degli ottavi di finale a Stamford Bridge. Risultato di 1 a 1 ma bugiardo, il Chelsea aveva irretito gli uomini di Valverde e soprattutto Leo Messi autore di una bella rete ma dopo un regalo della difesa dei Blues.

Di Francesco ha fatto di meglio. Conte aveva giocato solo un finto centravanti come Hazard e non con una punta vera come Dzeko. Al fianco del bosniaco in posizioni più defilata e arretrata la sorpresa Patrick Schick e Radja Nainggolan, entrambi bravi in fase di pressione e abili a posizionarsi nei cosiddetti “half spaces” della difesa blaugrana.

Il pressing ultra offensivo è stata poi la chiave di volta del match. La Roma ha letteralmente soffocato la manovra blaugrana sin dal primissimo possesso e grazie alla difesa altissima non sono mai arrivati palloni giocabili per Messi e Suarez. Anche il dato del possesso palla (56,6% a favore del Barcellona) è indice della inconsueta difficoltà dei catalani nel tenere palla. Una volta recuperata la Roma provava subito a verticalizzare per Dzeko. E già al minuto 6 questo atteggiamento dava i suoi frutti grazie ad un bel lancio di Capitan De Rossi per il centravanti bosniaco alle spalle della linea difensiva barcelonista: a tu per tu con Ter Stegen Dzeko non ha sbagliato e Roma in vantaggio. A quel punto i giallorossi spinti da un pubblico incredibile hanno cominciato a crederci e per tutto il primo tempo hanno tenuto sotto pressione il Barcellona e fallito un paio di buone occasioni. Nella ripresa si aspettava una reazione da parte di Messi e compagni, invece è stata la Roma abile a non cambiare atteggiamento anche in virtù di un’ottima condizione fisica. E al minuto 13 comincia la favola giallorossa. Ennesimo pallone recuperato, palla a Nainggolan che verticalizza alla Totti per Dzeko atterrato in area da Pique: rigore e mancata espulsione per il difensore blaugrana. Dal dischetto Daniele De Rossi rende il sogno dell’impresa realizzabile portando la squadra sul 2 a 0. Intelligenti i cambi di Mister Di Francesco che ha inserito la freschezza di Under al posto di uno stanco, ma finalmente bravo ed incisivo Schick, ed El Sharawi per dare sostanza al sogno.

La Roma pressa e attacca con continuità, il Barcellona prova anche a perdere tempo e non riesce a giocare rimanendo anche basso con il 4-4-2 di Valverde. Prima del 3 a 0 era stato Ter Stegen a tenere in vita la squadra su un tiro ravvicinato di El Sharawi. E’ dovuto poi capitolare al minuto 82 su un grande colpo di testa di Kostas Manolas su calcio d’angolo battuto da Under.

A quel punto giallorossi qualificati. Non mancava moltissimo alla fine della partita però Di Francesco ha ordinato ai suoi di continuare a giocare su ritmi alti e, soprattutto, con la difesa alta. Il Barcellona ha cominciato ad attaccare ma la Roma ha difeso bene correndo solo un rischio con un’azione di Messi che ha vinto un paio di rimpalli in area ma non è riuscito poi a calciare il pallone verso Alisson, quasi inoperoso per tutta la partita. Solo un brivido finale per un fuorigioco non fischiato da arbitro e guardalinee che ha costretto il portiere brasiliano all’uscita a valanga su Pique, il successivo tiro di Dembelè è uscito fuori non di molto.

Il fischio finale ha suggellato una grande prova collettiva da parte della Roma che ora può davvero sognare in grande. Dal punto di vista tattico la semifinale più affascinante sarebbe con il Liverpool di Klopp, per il blasone Real (se passerà contro la Juve) e Bayern (in caso di vittoria sul Siviglia). Ma ora chi pescherà la Roma non riderà più…

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