Champions League, la Juventus sfiora l’impresa. Ira Buffon per il rigore al Real Madrid

Per la Juventus doveva essere un’impresa e impresa è quasi stata. Colpa di un rigore, discusso, a 20 secondi dalla fine concesso dall’arbitro Oliver per un fallo di Benatia su Lucas Vazquez: CR7 realizza e addio supplementari e sogno semifinali. Risultato finale 3 a 1 che non riesce quindi a ribaltare lo 0 – 3 incassato dai bianconeri all’andata.

Finale infuocato

Gli ultimi minuti sono stati davvero infuocati. La scelta dell’arbitro di assegnare il rigore ha scatenato l’ira e le proteste dei bianconeri ed in particolare di Gianluigi Buffon punito con un cartellino rosso.  Ai microfoni di Premium Sport il Capitano della Juventus ha sfogato tutta la sua rabbia: “Era sicuramente una azione dubbia al 93′, dopo che all’andata non ci hanno dato un rigore al 95′. Un arbitro all’altezza non infrange il sogno di una squadra che ha messo tutto in campo per 90 minuti. Ha voluto fare il protagonista. Un essere umano non può fischiare un episodio stra-dubbio, dopo una gara del genere a meno che al posto del cuore non abbia un bidone dell’immondizia. Se non hai la personalità per stare a questi livelli, allora vai in tribuna con la famiglia, compra le patatine e goditi lo spettacolo”. Ha inoltre accusato l’arbitro Oliver di scarsa sensibilità umana: “E poi non sei un uomo, queste cose qua le fanno gli animali, non gli uomini. Questo arbitro ha la sensibilità di un bidone dell’immondizia. Avrebbe dovuto capire il disastro che stava facendo. Poi, il Real ha meritato di passare il turno, sono stati più forti di noi, magari vinceranno la Champions e per me è stato un onore giocare contro di loro, ma questa sera meritavamo di andare ai supplementari. Non meritavamo di uscire così”.

Dichiarazioni pesanti, che hanno diviso l’opinione pubblica e il mondo del web.

La partita

L’inizio è stile Roma, forse ancora meglio. Dopo un minuto e una manciata di secondi Douglas Costa, che vince il ballottaggio con Cuadrado a destra, dà il via all’azione dell’1-0: palla a Khedira che crossa per la capocciata perfetta di Mandzukic. Una rete che alimenta il sogno bianconero. Dopo pochi minuti ecco un’altra palla rubata da Douglas Costa, che serve Higuain anticipato da Navas. Poteva essere 2-0 all’alba dell’incontro, invece il Real è ancora vivo e impegna Buffon con Bale (parata e poi tacco fuori sempre dell’11 sulla respinta). Allegri è costretto alla prima sostituzione ben prima dell’intervallo: De Sciglio, che stava tenendo bene la fascia destra, lascia il posto a Lichtsteiner per una botta al piede sinistro. Cambio forzato ma fortunato, visto che dal piede dello svizzero parte il cross per un’altra zuccata di Mandzukic, bellissima e imprendibile. Bravissimo Khedira, l’uomo da cui parte l’azione. Due a zero al 37′ anche grazie al miracolo di Buffon (di braccio) su Isco da distanza ravvicinatissima e alla traversa colpita da Varane nel recupero del tempo.
Il secondo tempo ricomincia con un doppio cambio nel Real: fuori Casemiro e Bale per Lucas Vazquez e Asensio. La Juventus ci crede e nonostante la rimescolata tattica di Zidane dopo 15 minuti trova il 3-0: tiro cross di Douglas Costa che Navas non trattiene e Matuidi trasforma nel pallone del quasi miracolo. Anche l’ultimo degli scettici, a questo punto, comincia a crederci. Cristiano Ronaldo è una furia e va a dare la sveglia ai compagni a uno a uno. Mette paura alla Juventus con un tiro da sinistra che Pjanic sporca in angolo. Mentre Allegri aspetta a mettere forze fresche sperando nei supplementari, Zidane si gioca l’ultima carta, Kovacic. Buffon compie l’ennesimo prodigio su Isco prima della beffa finale. Nei minuti di recupero c’è il fallo da rigore di Benatia su Lucas Vazquez e il numero uno della Juve viene espulso per proteste come scritto. Esce furibondo ma tra gli applausi di tutto lo stadio, che gli tribuna il giusto omaggio per la sua (probabilmente) ultima gara di Champions League. Entra Szczesny ma da dischetto CR7 non sbaglia: il sogno è finito, la Juventus è fuori dalla Champions, ma a testa alta e con orgoglio.

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