Celebrazioni britanniche: il discorso di Karen

The Women’s InstituteCome vi stavo dicendo l’ultima volta (Celebrazioni britanniche: il pensionamento di Karen), dalla mia postazione strategicamente defilata, ho potuto ammirare la moltitudine di vestiti fiorati indossati dalle invitate. A  questo proposito, signore britanniche, colgo l’occasione, caso mai mi leggeste: le fantasie a fiori che indossate sono inguardabili, davvero, lo dico per il vostro bene. Non vi fidate di me? Guardate i reali! Loro lo hanno capito da tempo di non sapere scegliere le fantasie fiorate ed infatti Elisabetta ci allieta, da decenni, con incredibili tailleur tinta unita. Ecco, magari c’è da lavorare un po’ sui toni di colore ma fate come lei, per favore: tinta unita. Mi ringrazierete.

Comunque sia, l’aperitivo è stato molto gradevole e Karen appariva al settimo cielo: era al centro dell’attenzione, il fulcro della serata e con il suo gonnellone stampato a fiori e la maglia color cachi (che sul bianco trasparente della pelle britannica non è il massimo ma a loro piace tanto) si aggirava estasiata per la sala, raccogliendo saluti, abbracci e parole di stima.

Fin qui, scorreva tutto bene, almeno per me che avevo bevuto a mangiato quasi a sazietà e stavo per avvicinarmi all’uscio, soddisfatta dell’esperienza, quando ho notato che Clodia e Susan si stavano dando da fare aprendo sedie pieghevole e sistemandole di fronte ad una sorta di palco.

Gli invitati hanno preso posto mentre Martin-Palo-nto-culo è salito su quello scranno e, a nome di tutti i Governors, ha espresso la propria gratitudine e stima per il lavoro svolto da Karen nel corso degli anni e le ha consegnato il dono che “we bought in Italy”.

We de che?” mi ha sussurrato Clodia, che aveva appena terminato il turno da sguattera e mi si era seduta accanto, “che se non era per me, questi le facevano un buono Amazon.”

Comunque sia, il dono è stato scartato pubblicamente e Karen si è esibita in manifestazioni di apprezzamento della serie “O my God! O-MY-GOD! This is beautiful!” che non lasciavano alcun dubbio su quanto avesse gradito la collana comprata da Amneris.

Ed ora, finalmente, era giunto il momento del commosso saluto di Karen.

members-of-the-womens-institute-dressed-in-period-clothing-nutley-ewwecjSecondo i miei calcoli, la preside tanto amata avrebbe fatto un discorsetto di commiato, cinque/dieci minuti, qualche lacrimuccia e via. Invece in sala si è fatto tutto buio, si è accesa la luce di un proiettore ed è apparsa una diapositiva: un uomo ed una donna giovani ritratti in un’immagine decisamente antica.

Come forse avrete capito se mi avete letto, io e la lingua britannica non abbiamo un ottimo rapporto, quindi ho ritenuto di aver frainteso “They are my parents” perché che senso poteva avere la foto dei genitori di Karen il giorno del suo commiato da preside? E invece quelli erano proprio i suoi genitori e diapositiva su diapositiva, in un excursus durato 45 minuti, Karen ci ha minuziosamente illustrato la storia della sua vita, dal felice incontro del suo papà e della sua mamma, al giorno del loro matrimonio, la nascita dell’adorata figlia Karen, il lieto arrivo del fratello Robert, Karen a 5 anni con le trecce, il primo giorno di scuola, i diplomi, il college, il fidanzato di Karen, il matrimonio, il primo impiego, la nascita dei figli… insomma, non esagero se vi dico che oggi conosco Karen meglio di Clodia.

È stato impegnativo, roba che manco la Corazzata Potëmkin, e ho cercato di schiacciare un pisolino ma niente, il pubblico seguiva con trasporto: era tutto un “Ohhh”, “Ahhh”, “Beautiful” a commento di ogni immagine. Dura, molto dura.

Nel corso della proiezione il telefono di Clodia si è illuminato più volte: il suo britannico coniuge attendeva all’ingresso che qualcuno gli aprisse la porta ma la proiezione non poteva essere in alcun modo disturbata e Il Biondino (noi lo chiamiamo così) ha pazientemente atteso. D’altra parte lui è britannico e lo sa come fanno questi.

Finalmente, trascorsi questi eterni 45 minuti, le luci si sono riaccese, io ho ripreso conoscenza e, sazia dell’esperienza, ho lasciato Clodia ed Il Biondino alla serata danzante: per me sarebbe stato troppo, i britannici li posso assumere solo a piccole dosi.

Quando, il giorno dopo, ho chiesto come fosse andata la serata, Clodia mi ha detto che si era molto divertita imparando una danza indiana, prima di ripulire e riordinare la sala.

Quanto alle restituzione dei soldi spesi per la collana, era ancora in attesa: una se li era dimenticati, un’altra li aveva lasciati ad una terza persona che, però, non glieli aveva dati ed il migliore era ancora lui, Palo-nto-culo.

“Perchè? Che ha fatto?” le ho chiesto.

“Non ci crederai,” mi ha risposto Clodia mesta, “mi ha chiesto le coordinate bancarie per effettuare un bonifico.”

“Ma quanto avete speso a testa?” ho domandato allarmata.

“50 sterline.”

In effetti non è da tutti girare con 50 sterline in tasca e Palo-nto-culo, per di più, le tasche le ha pure occupate, almeno quelle di dietro.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

Per inserire il commento devi rispondere a questa domanda: *