Caramelle vegan: scopriamo un messaggio subliminale

Chi opta per uno stile di vita vegan è mosso solitamente da due imperativi categorici:

1) Etico

2) Salutistico

Su questo non ci piove. Noi vegan leggiamo attentamente le etichette, evitiamo scrupolosamente ogni alimento che possa contenere tracce animali, al ristorante, se la nostra app non segnala alcun locale vegan, chiediamo che i nostri piatti vengano cucinati con pentole non utilizzate per cucinare animali e così via.

Le caramelle contraddittore 

Fortunatamente anche le multinazionali hanno compreso le potenzialità del mercato vegan e vegetariano e si sono adeguate alla vendita di prodotti di questo tipo, eppure qua e là troviamo qualche innocente “tranello”.

Un esempio su tutti è dato dalla commercializzazione di caramelle gommose vegan.

Come saprete, le caramelle gommose tradizionali sono fatte con gelatina animale.

Da qualche tempo però sugli scaffali dei supermercati sono approdate delle gustosissime caramelle cruelty free.

Dove sta allora il tranello innocente?

Una nota marca propone deliziose caramelle vegan che rappresentano animali!

L’animale, anche se si tratta solo di una formina, ce lo fanno mangiare ugualmente.

È una contraddizione di fondo insomma o c’è qualche spiegazione più logica?

Una polemica comune 

Negli Stati Uniti, dove è scoppiata una polemica per dei cracker vegan a forma di animali, Corey Lee Wrenn, docente di sociologia all’Università di Monmouth e autore di “Un approccio razionale ai diritti degli animali”, tramite Munchies, (piattaforma online dedicata al cibo e alle sue storie) ha spiegato: 

 “Gli animal cracker hanno una chiara funzione latente per socializzare i bambini con le ideologie del dominio umano e ribadire che hanno pieno accesso al mondo naturale e ai subordinati che vivono in esso”, ha poi aggiunto “Potendo raccogliere gli animali in gabbia, raccoglierli, maneggiarli e infine mangiarli, vengono sottolineate le nozioni di supremazia umana”.

“Nonostante il trucco dei cracker, l’idea che gli esseri umani possano controllare il destino degli animali nella testa dei bambini è il problema più grande” chiosa Wrenn.

Anche se può sembrare un po’ estremo, “Ai bambini dovrebbe essere insegnato a rispettare gli altri animali“, ha detto a Munchies l’attivista vegan e professore di sociologia all’Università di Wittenberg, David A. Nibert.  “Mangiare le loro forme come cracker è solo un altro passo nel processo di socializzazione che abitua i bambini allo sfruttamento”.

Conclusioni

E se di solito i messaggi subliminali prevedono tratti grafici difficili da individuare, nascosti nelle forme e nei colori, identitari e, al tempo stesso, promozionali, nel caso delle caramelle l’ovvio paradosso è alla portata di tutti.

Poiché tuttavia l’industria alimentare è tra i leader del cambiamento, ci auguriamo che presto gli animaletti colorati vengano sostituti con altre forme.

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