British Clubs: dimmi dove sei membro e ti dirò chi sei

 

Da che mondo è mondo, i gentiluomini britannici hanno sempre vestito con cura, parlato con garbo, posseduto una immensa casa in campagna, amato le arti. Ma, soprattutto, hanno sempre avuto un circolo dove riunirsi e conversare tra pari, dove pranzare, fumare un sigaro, rilassarsi. Che ne sarebbe stato di Bertie Wooster, indimenticabile personaggio di Woodhouse, se non avesse avuto un circolo dove incontrare zii matti e strani amici con i quali affrontare i mille guai nei quali si infilava? E Lord Henry Wotton? Dove avrebbe potuto esibire la bellezza di Dorian Gray se non nel suo circolo?

I tempi passano e le mode cambiano, i gentiluomini sembrano estinti ma le abitudini restano. E se sei un Londoner, anche se non hai la casa in campagna, ti vesti da schifo e te ne freghi dell’arte devi, assolutamente, essere iscritto ad un circolo o, meglio, per dirla all’inglese, ad un club. 

Essere “membro” è un “must”, un’esigenza sociale, un dovere morale. La membritudine fa di te qualcuno o, quanto meno, ti dà qualcosa da sfoggiare. 

I clubs (e scusate per la “s” del plurale, che disturba qualcuno ma deve stare proprio lì) sono tanti e c’è solo l’imbarazzo della scelta. A volte c’è anche l’imbarazzo di pagare l’iscrizione, suddivisa in importo annuale e in una joining fee,  tassa di ingresso a fondo perduto che si paga una tantum, ma cosa volete che siano qualche migliaia di sterline in cambio dell’orgoglio di essere, finalmente, un membro? 

Non crediate che basti il denaro per avere accesso ad un prestigioso club: la selezione sarà rigorosa, “intelligenza, contatti, buone maniere sono sempre richiesti”, ti dicono in molti. Poco conta che diversi di questi clubs abbiano il bilancio in rosso: le difficoltà economiche non intaccano i rigidissimi criteri selettivi ed è un caso che chiunque faccia domanda venga accettato, davvero, erano tutti più che meritevoli. 

Per essere ammessi occorre, anzi tutto, essere presentati da uno o due membri, a seconda dei circoli; tuttavia, se siete davvero speciali, si possono fare eccezioni. E c’è un sacco di gente speciale, a Londra, sul serio, strabiliante.

Poi dovete essere tipi alla moda: il questionario di un noto club, ad esempio, richiede di specificare quali ristoranti il candidato frequenti abitualmente e se ne deduce chiaro il peso che la cultura avrà nella selezione.

Tre quarti dei clubs accettano solo chi vive nel mondo dell’arte: conosco persone, convinte che Hieronymus Bosch sia il nome di un elettrodomestico, orgogliose socie di questi circoli di artisti. 

C’è un club specifico dedicato al vino ed aperto a coloro che, in qualsiasi modo, se ne interessino. A parte mia madre che, irragionevolmente, è astemia (ma ha altri pregi), direi che può essere accettato chiunque. Qui potrete gustare una selezione di ben 500 vini al bicchiere; potrei dirvi che, senza pagare iscrizioni annuali e joining fee (per un totale di 3.000 sterline), la stessa offerta di vini al bicchiere la trovate anche al Four Seasons Hotel, dove il bar è aperto a tutti; sia chiaro, infatti, che essere iscritti ad un circolo non dà al membro il diritto di consumare gratis ma solo quello di accedere ad aree riservate. Tuttavia invitare qualcuno al Four Seasons non fa figo come dire “ti porto al mio club”.

Il bello della gran parte dei circoli è che sono anche hotel: il che significa che i membri dovranno dividere i loro spazi esclusivi, roof top, rare piscine all’aperto – in realtà più simili a grandi vasche da bagno ma vuoi mettere la scenografia di averla sul tetto di un palazzo, al gelo di Londra? –  o bar lussuosi e ristoranti panoramici, con gli ospiti dell’hotel e questo crea un certo sovraffollamento.

Se non amate questa commistione, esistono circoli esclusivi per il business, dove il membro ha stanze riunioni a disposizione e, addirittura “luxury offices”. Vi costerà 750 pounds di joing fee più 3.200 sterline l’anno ma potrete entrare per un massimo di 60 volte. Vi consiglio di non lesinare e pagarne 3.800 per avere l’accesso illimitato.

Se veramente vi volete male, sappiate che esiste anche un esclusivissimo club, il cui costo annuo è tenuto segreto, per soli uomini; le donne non sono ammesse, in nessun caso. Ora, o lì dentro fanno cose strane, stranissime, oppure non penso di sbagliare se dico che si annoiano a morte.

Per par condicio, da pochi anni ha aperto anche il primo circolo esclusivamente femminile di tutta la Gran Bretagna: solo membre, uno spasso. A “cambiare il panorama economico femminile” – questo il focus del club – non possono collaborare gli uomini. Convinte loro! Iscriversi costa 750 sterline all’anno più 250 di joining fee, prezzo molto più basso degli altri club, come doveroso: io declinerei l’offerta di diventare membra anche fosse gratis. In fondo, si diventa soci anche e soprattutto per avere un bar o un ristorante, semi esclusivo, dove poter andare a cena con gli amici ed io cosa potrei dire ai miei? Ragazzi, vi porto al circolo, tutti travestiti da femmine?

Sarei tanto curiosa di conoscere chi si è iscritto al club che accetta “membri felici di essere se stessi”, come se gli altri clubs cercassero persone che desiderino trasformarsi nel proprio vicino di casa o roba simile. 

In tutto questo marasma di offerte, compreso un esclusivissimo club dedicato al fitness, 4.500 sterline l’anno per accedere alla palestra, sauna, hammam e corsi di yoga, ho trovato il mio preferito: il sito dice che qui “lo splendore del XVIII secolo è fuso con lo stile del XXI” e già per questo meriterebbe una perlustrazione. Ma la chicca è che “la regola della casa è che non ci sono regole. Solo una: il nudismo è scoraggiato” e non “vietato”, nota bene. Ovviamente, “la malizia è di casa”. Ma cosa si deve pensare? Sembra la location perfetta per Eyes wide shut, se Ammi mi avesse detto che intendeva iscriversi lì, avrei scatenato l’inferno. Per fortuna non è andata così: Ammi è un ragazzo serio che segue le mode con raziocinio e discernimento e sì, chiaramente si è iscritto ad un circolo ma questa è un’altra storia, la storia del club più alla moda del momento e di un uomo orgoglioso di farne parte. E avrò modo di raccontarvela presto.

Nel frattempo vi lascio qui, a decidere qual è il circolo che fa per voi, perché, davvero, se non avete una membership non siete nessuno. 

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