Bonobo. Questi lontani parenti

È ormai noto che i bonobo sono geneticamente legati all’uomo più di ogni altra specie di scimpanzé comune.

La classificazione di questo primate, anche conosciuto come scimpanzé nano o pigmeo, avvenne nel 1929 in Belgio, per opera dell’anatomista tedesco Ernst Schwarz, intento ad esaminare un cranio dalle piccole dimensioni appartenente ad una scimmia adulta. Il nuovo genere di ominide fu ufficialmente classificato come Pan paniscus, ossia il “piccolo Pan”.

Ad oggi lo scimpanzé comune e il bonobo sono le uniche specie viventi del genere Pan, a sua volta appartenente alla tribù degli Hominini insieme al genere Homo. Parenti molti prossimi degli scimpanzé, tuttavia dotati di una strutturata sociale completamente diversa: quella dei bonobo è una società matriarcale e sessualmente libera, dove la prole viene protetta fino alla maggiore età.

Al di là del fiume

Le ricerche hanno rivelato che i bonobo condividono con l’essere umano più del 98% del proprio patrimonio genetico. La separazione della linea evolutiva tra umani e scimpanzé risale a non più di otto milioni di anni fa. La differenziazione tra scimpanzé e bonobo sarebbe invece avvenuta molto più tardi, probabilmente innescata dalla necessità dello scimpanzé di adattarsi ad ambienti relativamente spogli e secchi.

Sembra che la presenza del fiume Congo possa essere stata la causa dell’originaria divergenza tra le due specie. Vivendo rispettivamente nella riva opposta del fiume, e non in grado di nuotare, il corso d’acqua avrebbe impedito il contatto tra le due specie.

L’habitat naturale dei bonobo sono le foreste pluviali dell’Africa centrale, tra i 300 e 700 metri di altitudine sul livello del mare, con clima stabile caldo-umido. Occasionalmente si avventurano in aree non boschive o savane, trascorrono molto tempo sugli alberi, dove sono soliti costruire i loro nidi.

Femmine e socializzazione

Il sistema sociale dei bonobo è caratterizzato da meccanismi di fissione e fusione. I loro gruppi sociali, chiamati gruppi di unità o comunità, sono semi-chiusi. I bonobo hanno un senso di appartenenza perlopiù stabile, fatta eccezione per il trasferimento delle femmine tra i diversi gruppi.

Le bonobo femmine non si limitano ad aggregazioni, ma formano tra loro strette associazioni sociali. Le immigrate sono selettive nell’alleanza con altri individui dello stesso sesso. Queste tendono a ricercare maggiori interazioni sociali con le femmine che migrano durante lo stesso periodo o con le più anziane, già ambientate nel gruppo e appartenenti ad un alto livello gerarchico, seguendole poi come se fossero le proprie madri.

Nonostante un frequente attività sessuale, il tasso di riproduzione è tuttavia nella media: una femmina dà alla luce un solo figlio ogni 5/6 anni. É così emerso che la sfera sessuale è la chiave per comprendere la vita sociale di questa specie.

Fate l’amore, non fate la guerra

L’intera società vive in un clima di assoluta convivenza pacifica. Non c’è diverbio o litigio che non possa essere risolto con un sereno e libero scambio di effusioni e dimostrazioni d’affetto. I bonobo praticano scambi effusivi in ogni combinazione sociale (anche se tale contatto tra i familiari stretti può essere soppressa); questo si verifica più spesso tra i bonobo che tra gli altri primati. Anche il pasto è un momento carico di significato e socialità; la condivisione del cibo tra estranei serve a stabilire legami e a rafforzarli.

Mentre nella maggior parte delle altre specie il comportamento sessuale è uno strumento a scopo riproduttivo, nel bonobo è parte integrante delle relazioni sociali, non solo tra maschi e femmine. L’elevata assiduità dei rapporti sessuali, praticata con estrema libertà, parrebbe essere tra le ragioni che mantengono questa società in pace e armonia.

La promiscuità sessuale, spesso volta a scaricare eventuali tensioni, consente di evitare conflitti, riducendo così drasticamente anche la tendenza alla violenza territoriale del branco. Altra conseguenza dell’abituale attività sessuale tra i bonobo è la considerazione che si ha verso la prole, considerata appartenente all’intero gruppo. I maschi adulti non attaccano i piccoli, potendo questi essere loro figli.

Si direbbe che i bonobo siano portatori di altruismo, sensibilità, pazienza, gentilezza. Una società pacifica e femminista, anche grazie al legame e all’alleanza salda che si crea tra le femmine, potendo al contempo godere di un ruolo centrale nella società, forse perfino dominante. Le mamme bonobo detengono molto potere, condividendolo tuttavia con l’altro sesso. Un invito a prendere spunto e contestualizzarlo nella società odierna?

Foto di tsauquet da Pixabay

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