Billie Eilish. Le musica pop oggi

Il debutto a 15 anni

Figlia della musica e dello spettacolo, Billie Eilish nasce nel 2001 a Los Angeles da madre attrice e padre musicista. Già dai primi anni è stata incoraggiata alla musica e al ballo dimostrando doti creative, queste appoggiate soprattutto dal fratello maggiore Finneas, già musicista e produttore. Nel 2016 (a 15 anni!) debuttò con un singolo, Ocean Eyes, pubblicato attraverso la popolare piattaforma per la musica indipendente SoundCloud. Questo fu il primo di una serie di brani che attirarono le prime attenzioni dal mondo musicale: la rivista musicale Billboard, già nello stesso anno, la inserì nella “lista degli artisti da tenere d’occhio”.

Due milioni e mezzo di follower su Facebook

Nelle interviste Billie nega una spinta commerciale delle sue musiche, sostenendo come il suo successo non sia dipeso dal nome della sua famiglia o da una promozione discografica indiscriminata da parte delle etichette. I suoi pezzi diventarono popolarissimi già dopo le prime uscite facendo diventare le Eilish, secondo il sito NME, l’artista adolescente preferita dagli adolescenti con quasi due milioni e mezzo di follower su Facebook.

Accompagnamento minimale

Parlando della musica; l’influenza pop è evidente: la maggior parte delle canzoni vedono la centralità quasi esclusiva della voce, potenziata spesso da effetti elettronici che ne modificano l’espressività (rendendola più coinvolgente, come in Bellyache, o più dolce, per esempio Idontwannabeyouanymore). L’accompagnamento è minimale, sia per quanto riguarda l’armonia che il ritmo, eseguiti per lo più da suoni elettronici. La melodia è quindi lasciata alla voce che viaggia su registri acuti e puliti. Tuttavia Billie strizza l’occhio anche a sonorità legate all’indie rock, come in Party Favor, dove la linea vocale è sostenuta da un ukulele e un glokenspiel. Mentre in Lovely l’accompagnamento semplice di solo pianoforte colora di espressioni più nostalgiche e dolci connesse al timbro dello strumento.

Videoclip essenziali

Altro aspetto da considerare, quando si parla della musica di Billie, sono i videoclip delle canzoni, elementi essenziali delle produzioni musicali per un vasto pubblico. Si evidenza un altro aspetto in rapporto con la musica: vige una sorta di “non correlazione”, i video espongono immagini stranianti e lugubri che impattano con le melodie cantabili e per niente aggressive (come in When the Party’s Overo in Bury a Friend). In tal caso si può quasi parlare di valore aggiunto che esprime un ulteriore interpretazione del testo. Si deduce come i protagonisti dei video (per lo più la stessa cantautrice) appaiano soli e tormentati. I testi si allontanano dall’immagine soffermandosi su espressioni talvolta dolci e affettuose, talvolta introspettive e austere.

L’approccio che Billie Eilish ha col mondo è quello dell’adolescenza: egocentrico, sopra le righe, spesso polemico, e ciò si riversa anche nella sua musica. Ma, a differenza di altri artisti, lei ne è assolutamente consapevole, è lei stessa ad ammetterlo nelle interviste (sempre per NME). Inoltre, è una cantautrice autentica, dotata e spontanea, capace di realizzare brani personali e piacevoli con sfumature e influenze derivate da generei e autori di varia provenienza. Se nel futuro proseguirà con la propria direzione, determinata e indipendente, non dubitiamo che saprà regalarci pezzi ancora più originali e raffinati.

Fonte foto: mitomorrow.it

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