Autismo: Il mondo ha bisogno di ogni tipo di mente

autismoAutismo: una parola che raccoglie molti significati. Da un bambino che non riconosce i propri genitori, ad uno che gioca per ore con l’interruttore della luce, ad un altro che discrimina i cinguettii di tutti gli uccelli del mondo.

Nonostante a livello scientifico abbiamo maturato una conoscenza approfondita sulle manifestazioni cliniche dell’autismo, non possiamo pensare di trovare un prototipo sempre uguale e prevedibile accomunato da caratteristiche genetiche e neuro biologiche che possano delinearne un profilo unico, ecco perché parliamo di spettro e non solo di autismo.

L’autismo può essere dunque considerato uno dei più enigmatici disturbi dello sviluppo, lo era settanta anni fa e lo è tutt’ora.

Perché questi bambini hanno difficoltà nel fare cose semplici come giocare con i coetanei? Perché alcuni hanno intelligenza superiore alla norma mentre altri non hanno nemmeno la capacità di guardare le persone negli occhi? Oggi come allora non sappiamo fronteggiare tutte le sfide che questo disturbo ci pone.

Il termine autismo evoca nell’immaginario comune bambini distaccati e freddi, ma questa è una rappresentazione superficiale di quello che è effettivamente il profilo della patologia.

Se analizziamo il comportamento dei bambini, due sono le aree colpite in maniera particolare:

1- L’abilità di comunicare e interagire con gli altri.

2- L’abilità di organizzare il proprio comportamento in maniera flessibile e non ripetitivo.

Pertanto, i bambini con autismo, presentano un repertorio ristretto di attività, interessi e comportamenti stereotipati.

Questi sono gli aspetti che definiscono la diagnosi clinica della sindrome, ad essi si associano altri sintomi quali: disfunzioni sensoriale (tattili, visive, udite, olfattive e gustative), ansia, deficit di attenzione, disturbi dell’umore.

Un’altra classificazione possibile è quella fatta in base al funzionamento:

  • basso: bambini non verbali con abilità cognitive al disotto della media spesso difficili da gestire e da capire;
  • medio – alto: esempio la sindrome di Asperger, bambini con linguaggio e intelligenza pari o al di sopra della norma.

Sebbene l’autismo venga da sempre descritto in termini di deficit e sintomi, i progressi della ricerca si sono accompagnati ad un modo diverso di guardare la diversità. Sono concorde nel definire le persone comuni non come dei “normali” ma come “neurotipiche” e di considerare che il comportamento autistico invece di rappresentare un handicap da sradicare possa riflettere un modo diverso di essere al mondo, una sorta di “cultura” che costituisca una risorsa e non un problema per la società.

I bambini autistici hanno, d’altro canto, abilità di analisi visive e di memoria che potrebbero essere l’origine di talenti straordinari in ambito artistico e scientifico. Presentando difficoltà nella comprensione delle norme sociali e del comportamento degli altri, sono meno propensi a mentire, fingere, nascondere e adottare comportamenti pericolosi su base emulativa. Ad adeguarsi in modo acritico ed ipocrita alle regole imposte. Non sono ossessionati dalla reputazione e dal giudizio altrui manifestando comportamenti, anche se a volte bizzarri, sicuramente autentici.

Nel prossimo articolo si parlerà di modalità d’intervento utili.

Dott.ssa Marzia Riccardi

marzia.riccardi@hotmail.it

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