Anche il web inquina: un navigatore medio emette 243,6 kg di CO2 all’anno

cablaggiIl mondo legato ad internet produce ogni anno circa il 2% delle emissioni globali. Grazie al portale www.co2web.it, gli utenti della rete sono in grado di quantificare le emissioni legate al proprio uso della rete e quelle generate dal proprio sito internet e compensarle. Un sito con 100.000 pagine viste al mese emette 288 kg di CO2 in un anno mentre un utente medio quasi 250 kg.

Anche un semplice click, come ogni attività umana, genera emissioni e conseguente impatto ambientale. La principale voce di consumo (e di inquinamento) del web è l’energia elettrica: essendo ancora in buona parte ottenuta mediante combustione di fonti energetiche fossili, il consumo di energia comporta la produzione di grandi quantità di emissioni nocive. È stato calcolato che la cosiddetta Information and Communication Technology globale (internet, video, voce e altri servizi cloud) ogni anno produca più di 830 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Si tratta di circa il 2% delle emissioni globali di CO2. Le proiezioni dicono, inoltre, che la quota è destinata a raddoppiare entro il 2020.

Ma qual è, nello specifico, l’impatto ambientale di un sito o del singolo utente? Per rispondere a questo interrogativo arriva in aiuto www.co2web.it: un portale, realizzato da Rete Clima, finalizzato a promuovere sia informazione e sensibilizzazione verso gli impatti ambientali generati dal nostro utilizzo quotidiano della rete sia azioni di riduzione e di compensazione forestale nazionale delle emissioni del web.

Tramite alcuni strumenti di simulazione interattiva, su www.co2web.it i navigatori sono in grado di quantificare le emissioni legate al proprio uso del web: dalla consultazione delle pagine del proprio sito web (o blog)*, ai video visionati su Youtube**, alle email inviate**. Si scoprirà ad esempio che un sito con 100.000 pagine viste al mese emette 288 kg di CO2 in un anno*mentre un’internauta che utilizza il web per 100 ore al mese avrà invece emesso a fine anno 86,4 kg di CO2**, pari alla CO2 emessa durante un viaggio su un’automobile di media cilindarata tra Milano e Bologna (a/r). Un utente che invia mensilmente 500 e-mail (da 1MB) a fine anno avrà collezionato una emissione di 114 kg di CO2**. Un navigatore che invece vede 100 video su Youtube in un mese a fine anno avrà emesso 43,2 kg di CO2**. Il computo totale arriva così a 243,6 kg di emissioni climalteranti ogni anno.

Con CO2web è tuttavia possibile compensare l’impatto ambientale delle nostre navigazioni. CO2web offre ad aziende e blogger la possibilità di compensare le emissioni legate alle pageview del proprio sito web, facendosi carico della CO2 collegata alla navigazione di coloro che fruiscono del sito/blog in una logica di responsabilità ambientale. La compensazione viene realizzata da Rete Clima tramite la posa di alberi in Italia, all’interno di boschi urbani realizzati per la tutela della naturalità locale ed il contrasto al cambiamento climatico globale. Inoltre, le azioni di forestazione compensativa sono rivolte anche alla promozione della sostenibilità del territorio con il coinvolgimento delle scuole locali in progetti di educazione ambientale.

“Vogliamo che la compensazione avvenga in Italia, per creare momenti di interazione soprattutto con gli abitanti di domani, i bambini” ha dichiarato Paolo Viganò, responsabile di Rete Clima. “Anche per questo la quota di sottoscrizione comprende già una parte da destinare a progetti di educazione ambientale scolastica”

Rete Clima è un ente no-profit che propone azioni concrete in campo ambientale per la promozione della sostenibilità ed il contrasto al cambiamento climatico: in particolare, ritenendo che il cambiamento climatico sia il più grande rischio ambientale a cui l’uomo è oggi esposto, Rete Clima propone specifiche attività nel campo della valutazione e gestione delle emissioni di CO2eq collegate ai consumi ed alle produzioni di aziende e P.A., al fine di diminuirne l’impronta climatica verso il nostro pianeta.

* Fonte: elaborazioni di Rete Clima a partire dal documento ENEA-MSE: “Uso Razionale dell’energia nei centri di calcolo” (2010); dai dati di emissione elettrica nazionale di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale); dai dati di reale utilizzo dei server in datacenter nazionali. Per maggiori dettagli sui dati di inquinamento del web scrivere a info@co2web.it **Fonte: Prof. Alex Wissner-Gross – Università di Harvard

di Alessandro Tibaldeschi

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