Amstel Gold Race: Valgren coglie l’attimo fuggente, terzo Gasparotto

Il danese del team Astana Michael Valgren in un finale cardiopalma vince l’Amstel Gold Race, tra le donne vince-quasi-facile la campionessa del mondo Blaak.

IL PERCORSO

Inizia con l’Amstel Gold Race la cosiddetta settimana santa, che prosegue mercoledì con la Freccia Vallone prima del gran finale della campagna del nord di domenica con la Doyenne, la Liegi-Bastogne-Liegi.

Il percorso dell’Amstel, la più giovane delle grandi classiche del nord ( ”classe” 1966), detta anche la classica della birra dato il main sponsor, è un continuo su è giù per le colline olandesi della periferia di Maastricht, con l’arrivo posto nel sobborgo di Berg en Terblijt. Il pavè delle Fiandre scompare per lasciare posto alle cote, brevi e ripide salite su strade molto strette che costringono il gruppo a delle vere e proprie volate per iniziarle in testa per evitare i fatali restringimenti di carreggiata i quali scremano la testa della corsa in maniera definitiva. Il tutto ripetuto per 35 volte in 261 km, su cote da nomi a prova di studiosi di logopedia come Siddergrubbe, Geulhemmerberg, Bemelerberg, Eyserboswerg e Cauberg.

LA GARA DONNE

Dati i risultati del 2017 e l’avvicinamento a questa gara sembrava un tutti contro Anna Van der Breggen, l’olandese che rischia di divenire la dominatrice di questa stagione del grande ciclismo femminile. La gara (percorso ridotto rispetto alla gara maschile) dopo l’inizio ad una media non estremamente alta e vari tentativi di fuga che non prendono il largo inizia a prendere l’impronta definitiva quando mancano 75 km alla conclusione. Le fatiche di gara per le cote a ripetizione riducono il lotto delle pretendenti alla vittoria finale e, quando al traguardo mancano 55 km, una fuga promossa da 8 donne si trasforma nell’azione vincente. All’interno ci sono Brand, Blaak, Lepisto, Giorgia Bronzini, Ragon, Ryan, Spratt e la Markus. Lo spartiacque definitivo è sul Cauberg, la cote simbolo storico di questa corsa posto a 1400 m dal traguardo. Sul Cauberg se ne vanno in tre, Spratt, Blaak, e Brand, che giungono alla volata dall’esito praticamente scontato: la detentrice dell’iride Chantal Blaak si impone senza particolari patemi sulla connazionale Lucinda Brand, mentre la Spratt sale sul terzo gradino del podio (in foto). Prima delle italiane Giorgia Bronzini ( vincitrice del Giro donne e di due mondiali tra il 2010 ed il 2011) che non va oltre la settima posizione.

LA GARA UOMINI

Alla partenza tra i favoriti ci sono il campione del mondo Sagan, il maestro delle Ardenne Alejandro Valverde, il quattro volte vincitore dell’Amstel ( sullo stesso tracciato ha vinto anche un mondiale) Philippe Gilbert, Alaphilippe, l’ex iridato Kwiatkowsky, Benoot, Wellens, Van Avermaet e  l’italiano Colbrelli. Dopo 16 km prende il largo una fuga di 8 uomini in cui si inseriscono gli italiani Bono e Tizza; la fuga avrà un vantaggio massimo di 15′ ma si estinguerà nelle fasi clou di gara. Con l’aumentare del chilometraggio il ritmo si fa più serrato e la corsa inizia naturalmente e mietere vittime eccellenti, come Poels e Albasini, che sono in giornata no e si staccano o Matthews, estromesso dalla lotta per la vittoria per via di una foratura. La gara inizia a prendere la piega definitiva a 30 km dal traguardo, i big iniziano a rintuzzare la testa della corsa con piccole accelerazioni che dividono i ciclisti in forma da quelli che devono abbandonare le speranze di gloria. Van Avermaet non incide, mentre Fuglansg prima e Valverde poi riducono la testa della corsa a meno di 20 uomini. Ci provano Izagirre, Valverde, Fuglsang Kreuziger, Sagan ma, quando mancano 5 km alla fine, nessuno si stacca sulle ultime cote e ci si prepara per una volata. Il finale in volata è insolito per l’Amstel in quanto per la seconda volta nella storia della corsa  il Cauberg non è posto a 1400 m dal traguardo, per una scelta degli organizzatori volta ad aumentare le possibili soluzioni tattiche e spettacolari sul finale di gara. Quando al traguardo mancano 3 km in testa sono rimasti 6 o 7 ciclisti, con la coppia Astana Fuglsang-Valgren che gioca d’astuzia per sbloccare a proprio favore il finale; Fuglsang finge l’attacco, il gruppo chiude su di lui ed in contropiede Valgren, già vincitore della Hoomlop Het Nieuwsblad 2018, riesce a prendere il largo sotto il cartello dei -2 al traguardo. L’unico che riesce a riportarsi sotto e Kreuziger che all’ultimo km è piazzato dietro Valgren pronto per infilarlo in volata ma da dietro Gasparotto ( che l’Amstel l’ha vinta due volte) lascia il gruppo e punta dritto sulla coppia di testa riportandosi a poche decine di metri dai due. Kreuziger è costretto a rallentare per non diventare un trampolino di lancio perfetto per Gasparotto che avrebbe potuto sfruttarne la scia, Valgren coglie l’indecisione (in foto) del rivale e accelera nuovamente  involandosi da solo al traguardo, Kreuziger schiacciato da una situazione tattica imprevista deve accontentarsi del secondo posto e, ad un passo dalla rimonta clamorosa, Gasparotto conquista un terzo posto tutto sommato positivo.

Foto: @Amstelgoldrace

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