Alfio Marchini: sarà lui il prossimo sindaco di Roma?

alfio-marchiniDopo aver più volte ‘strombazzato’ che non avrebbe cambiato la sua candidatura a Sindaco di Roma perché “Bertolaso è un fuoriclasse”, Silvio Berlusconi, di fronte al sempre più evidente crollo dei consensi in favore dell’ex capo della Protezione civile, ha convinto Bertolaso a farsi da parte e ha incoronato candidato di Forza Italia Alfio Marchini, capo di una lista civica indipendente che, alle ultime comunali, ha sfiorato il 10% dei voti.

La mossa è stata salutata dai mass media come il ritorno del “cavaliere” su posizioni di centro nello schieramento politico nazionale, con conseguente abbandono al proprio destino dell’estrema destra, oggi rappresentata dal leghista Salvini e da Giorgia Meloni. Sicuramente, il segnale di Berlusconi verso quest’ultimi è stato quello di riaffermare la propria leadership nel cosiddetto schieramento “moderato”, dimostrando di essere ancora libero da condizionamenti e facendo capire che chi non è d’accordo può anche andare per la sua strada.

Alfio Marchini, detto “Arfio”, come il nonno, già comandante dei GAP comunisti all’epoca della resistenza romana e poi ricco costruttore detto “calce e martello”. Il prozio Alvaro, padre dell’attrice Simona Marchini, fu anche Presidente della Roma ai tempi di Helenio Herrera e di Giuliano Taccola. Ingegnere, fisique du rôle, ex campione di polo (come l’eroe dei fumetti Flash Gordon), di cui fu anche capitano della nazionale,  Marchini è stato membro di innumerevoli consigli di amministrazione e amministratore delegato di numerose importanti società.

Ad “Arfio” junior interessano particolarmente i social network, dove conclude ogni esternazione con la frase “Roma ti amo” ma anche le pubbliche relazioni e quelle internazionali, essendo Presidente del Board Italiano e  dello Shimon Peres Center For Peace, per conto del quale si vanta di aver svolto delicati ruoli nel processo di pace in Medio Oriente.

Taluni, addirittura, hanno paragonato l’investitura di Alfio Marchini come a una vera e propria scelta del successore di Berlusconi alla guida di Forza Italia, stante la non più verde età del “cavaliere” che, a settembre, compirà ottant’anni. Per esserlo, però, Marchini dovrà vincerla, la corsa al Campidoglio e, i sondaggi, per quello che possono contare, a un mese e mezzo dalle consultazioni, non gli sono completamente sfavorevoli. I dati raccolti dalle rilevazioni statistiche, infatti, danno un solo risultato pressoché incontrovertibile: al primo turno, sarà in testa la candidata del Movimento Cinque Stelle, Virginia Raggi.

Sul nome di chi la seguirà nel ballottaggio decisivo, le indagini di mercato sono contraddittorie: talune indicano il candidato del Partito democratico, Roberto Giachetti, altri Giorgia Meloni e altri ancora, dopo il ritiro di Bertolaso, proprio Alfio Marchini. Il cavaliere di Arcore, però, i sondaggi li sa leggere bene e, prima di fare il suo passo, due cosette le ha capite: 1) molti di coloro che avrebbero votato Meloni, sono elettori del centro moderato a cui Bertolaso non piaceva, pronti a “tornare all’ovile” di Forza Italia; 2) gli indecisi e quelli che non si sono pronunciati sono oltre il 50% del corpo elettorale e saranno decisivi.

Quindi, Berlusconi si è fatto due conti e ha pensato che Marchini, con una campagna elettorale aggressiva, può benissimo strappare consensi alla Meloni, superare il radical-democratico Giachetti e arrivare al ballottaggio. Al secondo turno, la candidata “grillina” non sembra capace di incrementare più di tanto i voti conseguiti quindici giorni prima; i sondaggi attuali, infatti, la darebbero perdente in ogni caso. Ecco, quindi, che anche il “civico” Marchini  potrebbe essere un buon cavallo su cui scommettere. Così avrà pensato il cavaliere.

I programmi per Roma? Perché, interessano a qualcuno?

di Federico Bardanzellu

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