Addio Ray Bradbury, uno dei padri della fantascienza

Ray-Bradbury-scrittore

Ci ha lasciati ieri uno dei Grandi della fantascienza mondiale. Ray Bradbury, scrittore di Fahrenheit 451, è morto all’età di 91 anni. Sempre modesto, nel 2005 a Repubblica dichiarava: “Non credo di essere così importante. Sono uno che sa raccontare delle storie, tutto qui. Sono uno scrittore di miti e i miti non muoiono mai. I miti greci e romani, il Vecchio e il Nuovo Testamento sono metafore nelle quali la gente si riconosce facilmente”.

Appassionato di cinema, ammirava i lavori di Spielberg e molto meno le grandi saghe come Guerre Stellari. “A me piacciono le pellicole come Incontri ravvicinati, dove non ci sono viaggi nello spazio ma lo spettatore viene messo in condizione di conoscere un altro mondo, anzi, vedendo il film vuole essere parte di quel mondo”.

Bradbury con l’età aveva perso anche l’interesse per i temi tanto cari ai suoi romanzi: “Quei romanzi li leggi quando sei giovane e io all’epoca ho divorato H. G. Wells. Poi cresci e leggi Shakespeare”. E nemmeno si considerava uno scrittore di fantascienza: “Ho scritto solo un libro di fantascienza, Fahrenheit 451. Il resto, i miei romanzi, i miei racconti, sono fantasy. La fantasy racconta cose che non possono accadere. La fantascienza racconta cose che possono, invece, accadere. Fahrenheit 451 è l’unico libro che ho scritto in cui parlo di cose che sono accadute o che possono accadere davvero. Per questo è un libro ancora attuale, non solo per i temi della censura, delle dittature che ancora nel mondo pensano di poter controllare il pensiero umano, decidendo cosa i cittadini possono leggere e cosa no”. In Fahrenheit 451, il cui nome deriva dalla temperatura a cui brucia la carta, una società dittatoriale eliminava ogni forma di conoscenza dando alle fiamme tutti i libri. Così un gruppo di “ribelli” aveva cominciato a imparare a memoria i più grandi romanzi della storia per mantenere viva la fiamma della conoscenza.   

Il suo disinteresse, però, non significava aver perso l’amore per questo genere: “La fantascienza è una delle forme di letteratura più importanti, perché racconta la storia delle idee, la storia della nostra civilizzazione. Certo, gli scrittori di oggi non sono quelli di un tempo, la grande fantascienza non è ancora tornata, ma tornerà”.  
La fantascienza tornerà, ma lo farà senza uno dei suoi più grandi ispiratori, che è ormai entrato a far parte delle stelle che tanto amava.

Matteo Testa

Foto: apollodoro.it

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

Per inserire il commento devi rispondere a questa domanda: *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.