A me gli occhi, britannici!

L’estate mi dona. 

Davvero, e non è una vanteria, nè voglio dire che d’estate io mi trasformi in una super bonazza; però sarà l’abbronzatura, sarà che perdo qualche chilo, sarà che sono proprio felice, l’estate mi rende carina. E quando una donna si sente carina lo diventa, perchè, a volte, se ci credi le cose accadono davvero.

Fatto sta che, sia perchè mi piaccio un po’ e sia perchè mi vesto meno infagottata, mi accorgo di essere guardata. E mi fa piacere. Mi piace incrociare uno sguardo mentre passeggio per le strade di Roma, mi piace un gesto galante in un museo di Parigi, mi diverte il sorriso di un americano nel centro di Manhattan. Sì, giro tanto ed osservo la gente e la gente osserva me, mi guarda. E questo accade ovunque, ovunque tranne qui, a Londra, dove continuo ad essere trasparente. 

Lo ho premesso, non che io sia chissà chè ma gli uomini mica guardano solo le strafighe, giusto? Gli uomini sono generosi con le donne come, del resto, noi lo siamo con loro, è il gioco delle parti: voi ci guardate e ci fate sentire belle e noi ricambiamo facendovi sentire intelligenti e desiderabili… e sappiamo quanto siamo brave a mentire ma non importa, è un gioco e ci divertiamo tutti. Tutti tranne loro, i britannici. I maschi britannici non ti guardano, a stento ti sbirciano un secondo, di nascosto. Caso mai il loro sguardo si soffermasse un attimo di troppo ed incrociasse il tuo, dentro i loro occhi vedresti il vuoto assoluto, nessun pensiero e, di certo, nessun pensiero rivolto a te. 

Amiche, non ditemi che non importa, che voi non ci fate mai caso agli sguardi degli altri e che, addirittura, sareste contente di non essere viste: non vi credo nel modo più assoluto. Voi lo dite solo perchè, dove vivete voi, guardarsi è normale. Venite qui e poi me lo dite quanto è bello essere trasparenti! Provate a sentirvi graziose, a vestirvi con cura, guardatevi nello specchio e pensate “oggi non sono il solito cesso!”, uscite contente ed a testa alta e poi ritrovatevi immerse in una folla di gente che non vi degna di uno sguardo. Non è bello! A tutte piace piacere, almeno un pochino, è una necessità umana!

Signori uomini, se state pensando “le donne, sempre lì a farsi guardare, sono tutte delle… poco serie” ecco, no, non ci provate! 

A parte che anche a voi piace piacere, uno sguardo è solo un complimento sussurrato, un pensiero immaginato, una carezza non data.

Uno sguardo è una silente, fugace, ma gratificante dichiarazione: eccomi, ti dice uno sguardo, in questo istante ti sto guardando per il solo piacere di guardarti. 

Uno sguardo ti rende reale nel mondo.

Uno sguardo è un attimo di complicità, è permettere all’altro di vedersi nei nostri occhi, è come dirsi “noi due esistiamo e condividiamo questo istante”. Cosa c’è di male? Britannici? Lo domando a voi: che male c’è? Cosa c’è di sbagliato o di strano nel guardare la persona che incrociate dandole la sensazione che la stiate vedendo? È un gioco ed è gratis, caso mai, come vostro solito, foste preoccupati dei costi.

Ma loro niente, ti incrociano rapidi, fissando il vuoto. Londra è popolata da persone di tutto il mondo ma i britannici li distingui sempre: sono quelli che non ti guardano mai.

E questo genera mostri.

Perchè avete voglia a dire che è frivolo o disdicevole il desiderio di essere guardati, ma la verità è che ogni essere umano vuole essere visto, vuole specchiarsi in uno sguardo: sarà vanità o sarà per non sentirsi soli, resta che è un umano desiderio. Ed i desideri, si sa, devono essere soddisfatti. Allora cosa fai se non ti guardano? Fai quello che fanno i britannici: esageri. 

Il controllore della metro che ha i capelli dritti in testa come fossero una lunghissima cresta di gallo, mica sarà contento di dover mettere mezzo chili di gel tutti i giorni per farli stare su, no? Ma o così o non lo guarda nessuno e lui vuole essere visto.

 

La signora che gira per la Tate indossando un abito rosa ricoperto di pon-pon che le pendono da tutte le parti  non è eccentrica, lei vuole che qualcuno la guardi.

L’uomo che indossava stivali neri sopra un paio di fuseax gialli con disegni di piume di pavone, mica lo faceva perchè stava comodo in calzamaglia: voleva uno sguardo, tutto qui.

E lui, lui che gira per Camden spingendo un carrellino per la spesa, a torso nudo, pantaloncini corti a mezza coscia, scarpe avvolte in panni marroni stretti alle caviglie e capelli rasati ai lati e folti nel centro della testa, ondulati e tinti di viola, a lui non può piacere girare così. Ma è a Camden e qui c’è gente talmente strana che per farti notare devi esagerare di brutto.

Quanto a me, per ora mi contengo e reprimo il mio bisogno di essere vista.

Ma, se un giorno mi troverete a camminare per Regent Street con il reggiseno sopra la camicia e delle piume di struzzo in testa, voi lo saprete che la colpa non è mia, che io non sono così, che a me bastava uno sguardo ogni tanto e che sono stati loro, loro mi hanno ridotto così: britannici, voi mi state facendo impazzire!

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